Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Normativa Termotecnica, Impianti di riscaldamento, Legge 10/91, DLgs 192/05, ecc.

Moderatore: Edilclima

Ronin
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da Ronin »

giotisi ha scritto: lun giu 29, 2026 08:48 Per quanto dice Ponca, certo che fa più caldo; 2 gradi in più, dicono i saggi. La sensazione dell'uomo della strada direbbe 10°in più; non so.. sarà come l'inflazione: quella 'percepita' è almeno 4 volte quella 'misurata'.
è la combinazione di elevate UR (che impediscono alla traspirazione del corpo di evaporare rimuovendo calore dalla pelle, e facendoti bagnare inutilmente di sudore) e effetto isola di calore (la temperatura dell'aria nell'ambiente urbano è influenzata dalla capacità termica dei materiali opachi e impermeabili, come cemento, asfalto, muratura ecc., che assorbono le radiazioni solari riflettendone una minima parte, e le riemettono come infrarossi, anche quando il sole è tramontato; anche per tutta la notte, dopo un po' di giorni che il sole li "carica": perciò sei in un ambiente che ti irraggia da tutti i lati).

i 2°C di media annuale ovviamente oltre a riguardare solo la T atmosferica (che come detto non è l'effetto prevalente), sono come il pollo di trilussa: non escludono che faccia freddo d'inverno, e ci sia un mese d'estate super-piovoso con T basse e uno secco con T altissime (come già successo diverse volte negli ultimi anni, tra l'altro; andrà sempre peggio ovviamente, anche se cambiassimo rotta con le emissioni di CO2, così come il global warming ci ha messo decenni a "uscire", altrettanto ci metterà a "rientrare").

sul dT francamente non ho seguito, dT tra cosa che non ha influenza su cosa? :roll:
ponca
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da ponca »

Esa ha scritto: dom giu 28, 2026 19:14 Pensavo che su un forum tecnico ci si confrontasse tra professionisti per crescere, ma davanti a certe affermazioni, condite dalla solita arroganza e maleducazione che usi con tutti, preferisco salutare la compagnia. Vi lascio alle simulazioni di No Nick Name.
non volevo innescare la solita lite

conosco abbastanza bene il metodo Carrier-Pizzetti e comprendo che le radiazioni solari siano l'elemento che incide di più sui carichi interni ecc.. e che la temperatura dell'aria esterna incide poco
conosco la teoria però sono anche abbastanza pragmatico e mi viene da fare questa considerazione

il 15-06 c'erano 35°C come temperatura max e nessuno si lamentava
oggi ci sono 40°C e muoriamo di caldo

l'edificio, le radiazioni solari, i carichi interni sono gli stessi..
se la differenza di temperatura è irrilevante o quasi perchè in questi giorni abbiamo caldo?
l'unica risposta che riesco a dare è che sono aumentate la temperatura e l'umidità dell'aria esterna

poi certo dipenderà pure dal fatto che non ho l'aria condizionata in casa per cui tendo a notare di più le temperature esterne
Ultima modifica di ponca il lun giu 29, 2026 12:29, modificato 1 volta in totale.
Esa
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da Esa »

giotisi ha scritto: lun giu 29, 2026 08:48 Prima che vi incazziate, credo sia meglio provare a giocare a capirsi. ...
Apprezzo molto il tuo intervento. Tranquillo, nessuna incazzatura, solo la profonda delusione professionale nel constatare che su questo spazio sia ormai impossibile avere un confronto costruttivo, senza essere investiti da insulti personali e arroganza, come le battute sugli 'sfasati'. Proprio per rispetto verso chi, come te, cerca un confronto di esperienze, ho preferito non alimentare oltre questo teatrino e abbandonare.
giotisi
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da giotisi »

ponca ha scritto: lun giu 29, 2026 10:46
il 15-06 c'erano 35°C come temperatura max e nessuno si lamentava
oggi ci sono 40°C e muoriamo di caldo

l'edificio, le radiazioni solari, i carichi interni sono gli stessi..
se la differenza di temperatura è irrilevante o quasi perchè in questi giorni abbiamo caldo?
l'unica risposta che riesco a dare è che sono aumentate la temperatura e l'umidità dell'aria esterna

poi certo dipenderà pure dal fatto che non ho l'aria condizionata in casa per cui tendo a notare di più le temperature esterne
il 15/6 le strutture erano ancora fredde e di notte scendevi a 20°C; adesso si sono scaldate e di notte si resta sui 28.
Prova provata; stanotte ore 4 avevo 29°C in casa (non condizionata); temporale con aria ben rinfrescata, tutto aperto per 4 ore, con un bel venticello tra aperture contrapposte ma la temperatura interna è scesa di appena 2 gradi.
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Luke_Psychonaut
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da Luke_Psychonaut »

Conta moltissimo il fatto che molte ore del giorno (e della notte) siano a temperatura e umidità relativa maggiore, più che l'aumento puntuale della temperatura determinare ore.
Qua ormai le UTA le dimensioniamo per un picco di minimo 38 °C esterni
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NoNickName
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Re: Nuovi standard di progetto, e temperature di riferimento

Messaggio da NoNickName »

Mi scuso per lo sfogo e anche per i toni forse eccessivi, ma faccio davvero fatica a restare indifferente quando vedo richiamati in modo quasi dogmatico riferimenti come quelli di ASHRAE o Carrier per descrivere una climatologia che, nei fatti, non esiste più. Parliamo di modelli e parametri costruiti su basi statistiche consolidate in decenni passati, quando le condizioni al contorno erano profondamente diverse da quelle attuali.
Oggi il contesto climatico è cambiato in maniera evidente: le distribuzioni di temperatura, le frequenze degli estremi, la durata e l’intensità delle ondate di calore non seguono più gli schemi su cui erano tarati quei metodi. Continuare ad applicarli acriticamente rischia di generare valutazioni non solo imprecise, ma in certi casi persino fuorvianti dal punto di vista progettuale. Ho portato l'esempio del passive cooling geotermico... e chi ce l'ha se lo tiene! E lo subisce anche nei periodi successivi, non potendosene neutralizzare gli effetti.

Il punto non è negare il valore storico e tecnico di quelle linee guida, che restano fondamentali come riferimento e come base metodologica, ma riconoscere che richiedono una rilettura critica. Servirebbe la consapevolezza che la realtà che osserviamo oggi non è più quella descritta dalle statistiche su cui si fondavano quei modelli.
Quando questo aspetto viene trascurato e si continua a citare normative e manuali senza metterli in discussione, si crea un certo scollamento tra teoria e pratica che, francamente, trovo difficile accettare. Ed è proprio questo contrasto che finisce per farmi perdere un po’ la pazienza.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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