Deposito di strutto
Moderatore: Edilclima
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Tom Bishop
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Deposito di strutto
Sto facendo una valutazione per un deposito in cui ho un silo con 5000kg di strutto. Secondo voi fa attività 12? Non rientro per la 70 in quanto il fabbricato è minore di 1000m²
Tom Bishop
- weareblind
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Re: Deposito di strutto
Uhm... Immagino sia allo stato solido ma liquefacibile? Situazione particolare.
Se fosse un 12.1.A, sei fuori dal DM 1934, quindi puoi ritagliare idonee misure dedicate. Quindi io sarei per il sì, mi pare tutelante.
Se fosse un 12.1.A, sei fuori dal DM 1934, quindi puoi ritagliare idonee misure dedicate. Quindi io sarei per il sì, mi pare tutelante.
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Tom Bishop
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Re: Deposito di strutto
Lo strutto nel silo è “liquido” in esercizio? Se il silo è riscaldato e lo strutto è mantenuto fuso di fatto stai depositando un liquido combustibile.
Con 5000 kg e densità circa 0,9 kg/l, sei nell’ordine di: 5.5 m³
Quindi, se considerato liquido, superi ampiamente 1 m³.
Con 5000 kg e densità circa 0,9 kg/l, sei nell’ordine di: 5.5 m³
Quindi, se considerato liquido, superi ampiamente 1 m³.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Re: Deposito di strutto
Beh lo strutto ci mette veramente poco a liquefare, anzi nelle torride estati probabilmente lo sarà già di suo.
- weareblind
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Re: Deposito di strutto
Io ho fatto la stessa riflessione di NoNickName. Magari aggiungendo quella di Terminus: nelle condizioni peggiori, diciamo quindi estive, è liquido?
Devo dire però che io lo assoggetterei lo stesso: nel senso che una 12.1.A fuori DM 1934 è rapidamente gestibile.
Devo dire però che io lo assoggetterei lo stesso: nel senso che una 12.1.A fuori DM 1934 è rapidamente gestibile.
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Tom Bishop
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Re: Deposito di strutto
E quali norme applicare per una attività del genere. Come già detto è fuori dall'applicazione del DM del 1934. Il deposito è parzialmente all'interno di un edificio e quindi il carico di incendio ha un imbatto sulla resistenza al fuoco delle strutture. Anche se il DM 12/04/2019 non inserisce questa attività tra quelle per cui si può utilizzare il CoPi, in un caso del genere lo posso applicare ugualmente?
Tom Bishop
Re: Deposito di strutto
Premesso che lo strutto all'interno di un serbatoio non può essere che mantenuto allo stato liquido (anche d'inverno mediante riscaldamento), anche a mio avviso l'attività è soggetta come già suggerito.
Rispetto alle modalità di analisi, ribadisco il mio parere:
- la 12.1.A, come le altre non elencate/escluse, può essere sempre gestita con il Codice (attuale regola dell'arte) *
- a secondo della tipologia ed entità dell'attività, si valuta l'intera strategia secondo S1-S10 o esclusivamente secondo V.1 (nel tuo caso V.1 se fosse un piccolo locale compartimentato con serbatoio strutto)
* per me è da sempre così: l'utilizzo del Codice si può valutare sempre anche per quelle attività che sarebbero escluse (?).
ovvio che per un deposito costiero 12.3.C può non aver senso applicare l'intera strategia S1-S10, ma posso garantire che applicando il solo DM 31.07.1934, non si riesce a fare una valutazione completa come la si farebbe seguendo anche il Codice.
Rispetto alle modalità di analisi, ribadisco il mio parere:
- la 12.1.A, come le altre non elencate/escluse, può essere sempre gestita con il Codice (attuale regola dell'arte) *
- a secondo della tipologia ed entità dell'attività, si valuta l'intera strategia secondo S1-S10 o esclusivamente secondo V.1 (nel tuo caso V.1 se fosse un piccolo locale compartimentato con serbatoio strutto)
* per me è da sempre così: l'utilizzo del Codice si può valutare sempre anche per quelle attività che sarebbero escluse (?).
ovvio che per un deposito costiero 12.3.C può non aver senso applicare l'intera strategia S1-S10, ma posso garantire che applicando il solo DM 31.07.1934, non si riesce a fare una valutazione completa come la si farebbe seguendo anche il Codice.
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Tom Bishop
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Re: Deposito di strutto
Riporto qualche considerazione a seguito degli approfondimenti fatti così che possano essere di aiuto a qualche altro utente del forum in futuro.
Lo strutto in questione viene mantenuto liquido da un circuito di riscaldamento ad acqua calda. La temperatura di stoccaggio per mantenerlo liquido è di 50°C. Confrontandomi con il Comando dei VVF competente per zona abbiamo individuato nella 12.3.C l'attività che comprende i serbatoi e nella 63.2.C il deposito di prodotto finito inscatolato solido.
Per entrambe mi hanno detto di usare il Codice spiegando, per la 12, l'inapplicabilità del DM 31/07/1934 in quanto non riconducibile alla specifica attività di prodotto alimentare. Non essendoci altro riferimento la regola dell'arte è sicuramente il Codice.
Lo strutto in questione viene mantenuto liquido da un circuito di riscaldamento ad acqua calda. La temperatura di stoccaggio per mantenerlo liquido è di 50°C. Confrontandomi con il Comando dei VVF competente per zona abbiamo individuato nella 12.3.C l'attività che comprende i serbatoi e nella 63.2.C il deposito di prodotto finito inscatolato solido.
Per entrambe mi hanno detto di usare il Codice spiegando, per la 12, l'inapplicabilità del DM 31/07/1934 in quanto non riconducibile alla specifica attività di prodotto alimentare. Non essendoci altro riferimento la regola dell'arte è sicuramente il Codice.
Tom Bishop
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Tom Bishop
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Re: Deposito di strutto
Ulteriore approfondimento.
La cella a temperatura controllata (18°C) in cui viene stoccato il prodotto finito in attesa della spedizione, ha un carico di incendio molto elevato che valutato per ambito, e non per compartimento, arriva a 4000 MJ/m² di qf,d. Indispensabile quindi un impianto di spegnimento automatico che fermi l'incendio sul nascere. Pensavo ad un impianto a schiuma collegato alla rete idranti.
Per i serbatoio esterni da 50000 litri sono indeciso tra delle foam chambers per lo spegnimento interno e un raffreddamento con anello a diluvio. Applicare le foam chambers a serbatoi esistenti è molto problematico e probabilmente opterò per il semplice raffreddamento. Parlando con il funzionario dei VVF mi ha detto che un deposito del genere, in ogni caso, lo vogliono protetto. Mi chiedo quanti serbatoi nelle industrie alimentari ci sono di questo genere e non sono protetti per niente, ma, tant'è. Effettivamente in caso di incendio il potere che può sprigionare è considerevole e ho distanze ridottissime rispetto a fabbricati e confini.
La cella a temperatura controllata (18°C) in cui viene stoccato il prodotto finito in attesa della spedizione, ha un carico di incendio molto elevato che valutato per ambito, e non per compartimento, arriva a 4000 MJ/m² di qf,d. Indispensabile quindi un impianto di spegnimento automatico che fermi l'incendio sul nascere. Pensavo ad un impianto a schiuma collegato alla rete idranti.
Per i serbatoio esterni da 50000 litri sono indeciso tra delle foam chambers per lo spegnimento interno e un raffreddamento con anello a diluvio. Applicare le foam chambers a serbatoi esistenti è molto problematico e probabilmente opterò per il semplice raffreddamento. Parlando con il funzionario dei VVF mi ha detto che un deposito del genere, in ogni caso, lo vogliono protetto. Mi chiedo quanti serbatoi nelle industrie alimentari ci sono di questo genere e non sono protetti per niente, ma, tant'è. Effettivamente in caso di incendio il potere che può sprigionare è considerevole e ho distanze ridottissime rispetto a fabbricati e confini.
Tom Bishop
Re: Deposito di strutto
Per l’utilizzo del codice finalmente…
Il dubbio dovrebbe riguardare lo scopo della protezione e non il tipo di protezione che è ovviamente una conseguenza..
Foam chambers per un serbatoio di strutto fa un po’ strano.. non è questo il campo di applicazione
Il dubbio dovrebbe riguardare lo scopo della protezione e non il tipo di protezione che è ovviamente una conseguenza..
Foam chambers per un serbatoio di strutto fa un po’ strano.. non è questo il campo di applicazione