riprendo questo post (dal quale ho tratto spunto) per esporvi un dubbio che ho su una centrale a servizio di un impianto che deve funzionare sia a raffrescamento che a riscaldamento ( per l'acs ci sarà scaldacqua dedicato).
Ho la necessità di utilizzare più pompe di calore in cascata e il produttore che utilizzo propone un collegamento delle PdC a 4 attacchi con l'inerziale e dopo un collettore di centrale al quale sono collegati tutti i circolatori a servizio dei circuiti (6 circuiti) nei quali sono presenti i ventilconvettori (saranno dotati di PICV sul ritorno e una valvola di regolazione che resterà sempre aperta installata giusto per le manutenzioni evitando di chiudere tutto il circuito dal collettore di zona).
Essendo un luogo soggetto a una variabilità non indifferente secondo me non si avrà mai, in base all'utenza la necessità, di usare tutti i terminali contemporaneamente.
Lo schema proposto dal costruttore ( che nel manuale chiede di garantire 5 lt/kw) mi fa storcere un pò il naso poiché ho l'idea che, soprattutto a raffrescamento, posso avere seri problemi sulle temperature da garantire in mandata ai terminali anche perché le PdC modulano mantenendo il dT costante pari a 5°C.
Avevo pensato ad un schema con l'inerziale collegato sempre come disgiuntore però a tre attacchi e deviatrice motorizzata con bypass integrato. Secondo voi va bene come schema di impianto?
Inoltre il bypass conviene inserirlo in quella zona o a fine linea in modo da garantire comunque una portata minima di circolo ?
Sono entrato da poco in questo mondo e mi sto attrezzando per approfondire tanti argomenti per cui non mi "uccidete" se ho scritto qualche castroneria