Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Normativa Termotecnica, Impianti di riscaldamento, Legge 10/91, DLgs 192/05, ecc.

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danilo2
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Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da danilo2 »

Mi pare che le modifiche introdotte al D.Legis. 199/2021 in vigore dal 3/08/2026, limitino fortemente la possibilità di distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato, ora regolata dall'art 1118 del CC. Infatti nel caso di "ristrutturazione di impianto" (che è il caso appunto del distacco da impianto centralizzato) significa obbligo all'installazione di un impianto fotovoltaico, e quindi intervento sul tetto condominiale da parte del solo condomino che vuole distaccarsi.
Potremmo "aggirare" l'obbligo riferendoci al campo di applicazione dell'Allegato III "edifici esistenti oggetto di interventi di ristrutturazione dell'impianto termico, e per i quali la richiesta del titolo edilizio e' presentata ..." e quindi sostenendo che gli interventi di installazione del nuovo generatore individuale sia da inquadrarsi in edilizia libera, venendo meno il concetto di "titolo edilizio", ma mi pare un ragionamento capzioso e poco sostenibile.
Pareri?
boba74
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da boba74 »

Più probabilmente si tirerà in ballo il CC e i diritti condominiali, come già era avvenuto con precedenti norme regionali, in cui in certi casi avevano addirittura "vietato" il distacco, salvo poi cambiare traiettoria in quanto, legata ai distacchi non c'è solo la questione energetica, ma anche altre normative civilistiche...
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

danilo2 ha scritto: lun apr 20, 2026 10:26 "ristrutturazione di impianto" (che è il caso appunto del distacco da impianto centralizzato) significa obbligo all'installazione di un impianto fotovoltaico, e quindi intervento sul tetto condominiale da parte del solo condomino che vuole distaccarsi.
il condominio comunque mica ti può impedire di realizzare il FV. solo devi occupare una quota del tetto corrispondente ai tuoi millesimi per non ledere diritti di altri. se non ti basta quella superficie per realizzare il tuo minimo da FV, e l'assemblea te la nega, per me è palesemente impossibilità tecnica
danilo2
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da danilo2 »

Ok Ronin, ma questo significa fare le verifiche energetiche alternative sull'unità immobiliare che difficilmente possono tornare senza aggiungere opere di isolamento termico.
marcoaroma
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da marcoaroma »

danilo2 ha scritto: lun apr 20, 2026 10:26 le modifiche introdotte al D.Legis. 199/2021 in vigore dal 3/08/2026
Non riesco a capire dove sta scritto sul 199/2021 e neanche sul DM 28-10-2025 che entra in vigore il 03 giugno 2026.
danilo2
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da danilo2 »

Il D.Legis. 5 del 9/01/2026 è stato pubblicato sulla GU del 20/01/26 ed entra in vigore 15 gg dopo (vacatio legis) e andiamo al 4/02/2026 però le modifiche al D. Legis. 199/2021 sono elencate all'art 29, che entra in vigore 180 gg dopo l'entrata in vigore del D.Legis. 5/2026 e quindi, se non ho sbagliato i conti, arriviamo al 3/08/26
Esa
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Esa »

danilo2 ha scritto: mar apr 21, 2026 09:34 Il D.Legis. 5 del 9/01/2026 è stato pubblicato sulla GU del 20/01/26 ed entra in vigore 15 gg dopo (vacatio legis) e andiamo al 4/02/2026 però le modifiche al D. Legis. 199/2021 sono elencate all'art 29, che entra in vigore 180 gg dopo l'entrata in vigore del D.Legis. 5/2026 e quindi, se non ho sbagliato i conti, arriviamo al 3/08/26
Sole quelle modifiche entrano in vigore il 3/8/26.
Gli altri articoli entrano in vigore il 3/6/29.
Ma, probabilmente, sbaglio ...
lbasa
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da lbasa »

... Pareri?
Per i casi in oggetto, ma in realtà per tutti i nuovi casi soggetti agli obblighi FER, aggiungiamo che il DLgs 5/2026 ha inserito una noticina curiosa, apparentemente di interesse pubblico, ma chissà in futuro se percorsa:

Art. 13 - Modifiche all’articolo 26 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199
E' l'articolo che modifica appunto il campo di applicazione come da conseguenza in oggetto, infatti aggiunge al comma 1 "e gli interventi di ristrutturazione di un impianto termico, ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibili",
ma aggiunge anche:
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2 -bis . L’obbligo di cui al comma 1 può essere conseguito da terzi anche mediante l’installazione negli edifici pubblici di impianti a fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore e di elettricità, secondo i principi minimi di integrazione di cui all’allegato III. Gli enti locali disciplinano con proprio provvedimento, anche in gestione associata o tramite ente sovraordinato o delegato, le modalità attuative del presente comma.»

Tanti andranno a bussare alla porta dei Sindaci ... meglio ancora, prima dei rinnovi elettorali
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

lbasa ha scritto: mar apr 21, 2026 22:24 Tanti andranno a bussare alla porta dei Sindaci ... meglio ancora, prima dei rinnovi elettorali
non sarebbe affatto un'idea stupida, invece di installare scatolette di tonno su tutti i tetti (che tra l'altro raramente ce n'è per tutti, ormai), fare un unico impianto di taglia MW sul magazzino, o sull'autorimessa degli autobus, o anche a terra su terreno pubblico (spendendo la metà o 1/3, a pari potenza installata). e anche rivenderselo a pagamento, quello spazio, ai costruttori che lo volessero, usando poi gli introiti per riqualificare gli edifici pubblici.
ma si sa ch'io son l'ultimo stalinista rimasto in giro :mrgreen:
anto1986
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da anto1986 »

Nei casi di interventi di ristrutturazione impianto termico anche in eventuale ristrutturazione di II livello in alloggi di condominio, dove fino a ieri la presentazione della legge 10 era obbligatoria ma non scontata, aldilà del soddisfacimento del 15%, rimango perplesso sul far digerire ai clienti l'obbligo del FV e sull'opinabilità dell'impossibilità tecnica ed economica.
Dobbiamo attenderci dei chiarimenti FAQ dal governo su questo tema?
danilo2
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da danilo2 »

No Ronin, purtroppo non è Stalinista perchè fa ricadere i costi della transizione energetica su pochi e non su tutti.
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

danilo2 ha scritto: mer apr 22, 2026 10:08 No Ronin, purtroppo non è Stalinista perchè fa ricadere i costi della transizione energetica su pochi e non su tutti.
i costi della transizione energetica sono spalmati su tutti (non proprio, in realtà, ma non sottilizziamo) attraverso gli oneri di sistema elettrici. però di questi tutti, alcuni (pochi) hanno i soldi per reagire, altri invece no: c'è un 20% di connazionali che la casa non se la può comprare, deve stare in affitto, e quindi della transizione energetica paga gli stessi costi degli altri senza avere in cambio alcun beneficio (economico intendo).

ecco perchè parlavo del baffone: quando dici che la maggioranza dei "fortunati" (che essendo maggioranza ovviamente sono anche solo poco fortunati) va anche solo microscopicamente tassata per aiutare le minoranze deboli, per quanta progressività tu ci metta, all'italiano medio parte il riflesso dell'allarme comunisti :lol:
quando invece dai a tutti la possibilità di prevaricare, anche se in cuor suo sa che per 1 che prevarica lui sui deboli, quelli davvero grossi prevaricheranno lui per 10, 100, 1000, l'italiano medio gioisce comunque del suo 1 :mrgreen:
lbasa
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da lbasa »

... quando invece dai a tutti la possibilità di prevaricare, anche se in cuor suo sa che per 1 che prevarica lui sui deboli, quelli davvero grossi prevaricheranno lui per 10, 100, 1000, l'italiano medio gioisce comunque del suo 1 :mrgreen:
https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=397473
A luglio 2025 Il sistema consegnava circa 5,7 miliardi di euro per il fotovoltaico e quasi 1,6 miliardi per gli energivori (per benefici sugli oneri), con i costi distribuiti sui consumatori finali; cioè:
Chi paga:
PMI,
Utenze domestiche.
Chi incassa (beneficiari):
Aziende energivore,
Produttori di energie rinnovabili,
Gestore dei Servizi Energetici (GSE, gestisce i flussi).

E più rinnovabili non faranno scendere le bollette perché aumentando le rinnovabili, le ore in cui si ottiene un PUN (prezzo all'ingrosso) più basso aumentano con andamento logaritmico, mentre gli oneri di sistema (il 90% sono incentivi FER, componente Asos) crescono linearmente.
https://www.arera.it/area-operatori/pre ... %20vendita)%2C%20ai%20servizi%20di%20rete,in%20maniera%20differenziata%20per%20tipologia%20di%20utenza.

Hajek dice al Baffone "i soldi che risparmi da una parte li perdi dall’altra".
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

le aziende energivore non incassano (sono esentate in parte dagli ods, ed aiutate con l'energy release, ma poi pagano l'ets); anche l'esenzione (parziale) dagli ods non è più "regalata", per ottenerla devono redigere la diagnosi, attivare il monitoraggio e da questo ciclo realizzare pure gli investimenti previsti nella DE. il sistema le stimola cioè ad essere efficienti, che è indispensabile per reggere la concorrenza di paesi che si possono permettere di sussidiare l'energia.

anche il gse non incassa, rigira soltanto (prende da chi consuma, e di più da chi non è esposto alla concorrenza internazionale, e rigira a chi investe: non sembra un meccanismo virtuoso? a baffone lo sembra eccome, anche perchè il modo in cui il GSE talvolta opera gli ricorda tanto il KGB :lol: ).

il discorso sulle rinnovabili che fanno o non fanno scendere le bollette richiede di capire come funziona il prezzo dell'energia (ne ho parlato molte volte): in ogni quarto d'ora ci sono le offerte dei produttori e dei venditori che comprano (e poi venderanno ai consumatori), il produttore più caro che viene accettato fa il prezzo per tutti (si chiama prezzo marginale: può sembrare sciocco, ma in realtà anche prendendo il prezzo offerto le offerte si allineerebbero comunque al massimo). perciò se in quel quarto d'ora abbiamo bisogno del gas, il prezzo lo fa comunque il gas e le rinnovabili non abbassano il costo dell'energia.
ma se invece in quel quarto d'ora ci sono molte rinnovabili, il prezzo crolla rapdiamente verso zero o comunque verso frazioni di quello che è il prezzo medio, perchè il gas viene espulso dalla borsa; l'efficienza energetica genera lo stesso effetto: se si consuma meno, compreremo meno energia.
ma sempre quarto d'ora per quarto d'ora.
la quantità dei consumi energetici di un grande paese occidentale è tale che solo concentrando l'azione in "pochi" quarti d'ora il prezzo può scendere nel giro di qualche anno: ecco perchè il fotovoltaico ci riesce (nelle ore centrali della giornata: si chiama "duck curve") ed il nucleare no (si noti che mentre scriviamo l'italia sta ciucciando oltre 10 GW di nucleare, a tutte le ore del giorno, molto di più degli anni 2000 o 2010; eppure il prezzo aumenta).
perciò dobbiamo insistere ad installare FV fino a provocare il crollo del prezzo nelle ore centrali (questo ripreleverà anche una parte degli incentivi erogati generosamente ai produttori FER negli anni dello spreco del conto energia FV, costringendoli ad installare batterie per "spostare" l'immissione in rete in altri quarti d'ora, generando effetti benefici a catena).
cerca "corriere della sera spread energetico" per un articolo non troppo tecnico che recentemente ha fatto molto parlare.

perciò non bisogna confondere i "costi della transizione" con i "costi del non farla": in italia si pagano i secondi, cioè l'aver detto a parole di volerla fare, ma poi, dopo una fase di disastrosi errori nell'erogazione di finanziamenti a pioggia (suona familiare? :roll: ) aver continuato più o meno come prima
il baffone risponde ad hajek: guarda la spagna 8)
(per chi non volesse girar la testa: l'energia in borsa costa 1/4, e anche mettendoci i costi di rete aggiuntivi costa la metà che in italia; la quota di nucleare è simile, sono 10 anni di investimenti continui che fanno la differenza)


PS: i dittatori non si scusano quando vanno OT, semmai è la discussione che va rieducata :mrgreen: (scherzo)
mat
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da mat »

Ronin ha scritto: mer apr 22, 2026 17:45 ecco perchè parlavo del baffone: quando dici che la maggioranza dei "fortunati" (che essendo maggioranza ovviamente sono anche solo poco fortunati) va anche solo microscopicamente tassata per aiutare le minoranze deboli, per quanta progressività tu ci metta, all'italiano medio parte il riflesso dell'allarme comunisti :lol:
quando invece dai a tutti la possibilità di prevaricare, anche se in cuor suo sa che per 1 che prevarica lui sui deboli, quelli davvero grossi prevaricheranno lui per 10, 100, 1000, l'italiano medio gioisce comunque del suo 1 :mrgreen:
Oggi è anche peggio: il riflesso all'italiano medio parte quando dici che sarebbe sacrosanto fare una patrimoniale per i super ricchi, minoranza ristretta con cui non ha lontanamente a che spartire: ma come dico spesso a IM piace sentirsi ricco coi soldi degli altri...
lbasa
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da lbasa »

... il discorso sulle rinnovabili che fanno o non fanno scendere le bollette richiede di capire come funziona il prezzo dell'energia (ne ho parlato molte volte): in ogni quarto d'ora ci sono le offerte dei produttori e dei venditori che comprano (e poi venderanno ai consumatori), ...
... perciò non bisogna confondere i "costi della transizione" con i "costi del non farla": in italia si pagano i secondi, cioè l'aver detto a parole di volerla fare, ma poi, dopo una fase di disastrosi errori nell'erogazione di finanziamenti a pioggia (suona familiare? :roll: ) aver continuato più o meno come prima
il baffone risponde ad hajek: guarda la spagna 8)
(per chi non volesse girar la testa: l'energia in borsa costa 1/4, e anche mettendoci i costi di rete aggiuntivi costa la metà che in italia; la quota di nucleare è simile, sono 10 anni di investimenti continui che fanno la differenza) ...
L'argomento iniziale della discussione si è ora trasformato in OT, con quest'ultima informazione non corretta; anni fa ho dovuto fare passi indietro di fronte al plotone dei "guru" resi autorevoli da questa comunità; ma l'ultima informazione non può restare nell'archivio senza correzione, seppur guru-battezzata.

Il meccanismo "merit order" del prezzo "spot" del MWh, basso in Spagna alto in Italia, è reale, ma è il mercato all'ingrosso in cui l'energia viene scambiata in tempo reale. Non è il prezzo che paga il consumatore finale in bolletta, quello include reti, tasse e oneri di sistema accumulati negli anni.
I produttori FER in Spagna non dipendono dal prezzo spot per remunerare i loro investimenti; la legislazione dal 2014 prevede un sistema di pagamento specifico fisso, composto da una quota per la capacità installata (diciamo che incentiva l'investimento iniziale) e da una quota operativa che copre la differenza tra costi e ricavi di mercato. A cosa serve la quota operativa? Se il prezzo spot scende a zero, i produttori incassano comunque una remunerazione garantita attraverso una tariffa spagnola finanziata dal un fondo pubblico dedicato alla sostenibilità del sistema energetico; dal 2024 questo fondo non è più alimentato dalle bollette delle famiglie, ma da entrate come le aste sui permessi di emissione di CO2. È una soluzione spagnola, più equa rispetto al passato, ma non elimina il costo sistemico: qualcuno paga, semplicemente non è più il consumatore direttamente in bolletta.
I nuovi impianti vengono adesso costruiti tramite aste (come da noi ora); chi vince l'asta stipula con lo Stato un contratto molto interessante: se il prezzo spot di mercato scende sotto il valore concordato nell'asta, lo Stato integra la differenza; se invece lo spot sale sopra, è il produttore a restituire l'extra allo Stato.
In questo modo il produttore non dipende dall'andamento giornaliero del mercato e può pianificare i suoi investimenti con un business plan più autonomo: cosa significa? Rispetto all'Italia, cosa significa, Ronin? Significa che le rinnovabili spagnole abbassano la bolletta spagnola? No!
L'Italia ha oneri di sistema pesanti incorporati nelle bollette, eredità di incentivi passati; la Spagna ha spostato parte di quei costi fuori dalla bolletta, verso fondi pubblici alimentati da altre entrate. Il risultato visibile per il consumatore finale è diverso, ma il costo sistemico complessivo non è così distante.
Quindi: il confronto non può essere fatto per battute, le rispettive bollette sono il risultato delle rispettive scelte di fiscalità generale, oltre che di investimenti passati, ma passati di molto, quelli di 20 anni fa (fra loro e noi)
... a quantità dei consumi energetici di un grande paese occidentale è tale che solo concentrando l'azione in "pochi" quarti d'ora il prezzo può scendere nel giro di qualche anno: ecco perchè il fotovoltaico ci riesce (nelle ore centrali della giornata: si chiama "duck curve") ed il nucleare no (si noti che mentre scriviamo l'italia sta ciucciando oltre 10 GW di nucleare, a tutte le ore del giorno, molto di più degli anni 2000 o 2010; eppure il prezzo aumenta). ...
Anche questa affermazione è guru-subdola, e soprattutto se riferita alla Spagna.
Il gas (è il nucleare per tipologia di caratteristica energetica) sono i partner delle rinnovabil: sono le fonti che meglio si adattano a seguirne l’intermittenza, e sono necessarie. Sono due facce dello stesso problema, non puoi separare i loro effetti secondo specifiche convenienze politiche.
La Spagna lo ha imparato molto bene quando ha capito la fragilità della sua rete ad aprile 2025.
Cosa scriveva questo Forum nell'aprile 2025?
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

lbasa ha scritto: gio apr 23, 2026 21:55 il prezzo che paga il consumatore finale in bolletta[/u], quello include reti, tasse e oneri di sistema accumulati negli anni.
...
Quindi: il confronto non può essere fatto per battute, le rispettive bollette sono il risultato delle rispettive scelte di fiscalità generale, oltre che di investimenti passati, ma passati di molto, quelli di 20 anni fa (fra loro e noi)
il confronto non si fa certo per battute, ma per numeri.
è verissimo che in spagna una quota che nel nostro caso è a carico delle bollette sta nella fiscalità generale, ma appunto bisogna confrontare i costi correttamente. io i costi li confronto per consumatori industriali con contratto a PUN+spread (si sa che stalin ha un'infatuazione per l'industria). per questa tipologia di consumatore, che è l'unica per cui il costo energetico è una variabile critica della sopravvivenza, il costo è composto di tre pezzi (come scrivi anche tu): prezzo di borsa, oneri di rete (per la gestione e la stabilità) e oneri di sistema (per il ristoro incentivi). la terza parte nel confronto non ce la metto, ovviamente, perchè come hai detto in italia si paga in bolletta mentre in spagna non più, è evidente che metterla nel conto altererebbe il confronto.
le altre due hanno suppergiù questi valori negli ultimi mesi:
in spagna: 30/40 + 30 €/MWh
in italia: 120/150 + 15 €/MWh
la differenza si vede, si sente, si tocca :shock:
non c'è impresa sul territorio nazionale che non farebbe immediatamente a cambio, anche senza sventolare bandiere rosse :evil: .
lbasa ha scritto: gio apr 23, 2026 21:55 Anche questa affermazione è guru-subdola, e soprattutto se riferita alla Spagna... non puoi separare i loro effetti secondo specifiche convenienze politiche.
non so quale sia l'affermazione guru-subdola. il peso della generazione termoelettrica da gas naturale è di circa 120 TWh elettrici, è un valore enorme. 1 GW di nucleare produce 5 volte di più di 1 GW da FV (costandone da 10 a 20 volte tanto), ma questa produzione si "spalma" equamente su tutte le ore del giorno, mentre quella del FV è concentrata, perciò il merit order effect del nucleare è molto più ridotto, a parità di soldi investiti (oltre ad arrivare circa 10 anni dopo: l'ultimo piano francese avviato nel 2023 prevede 10 nuovi GW di potenza nucleare, da qui al 2044; il primo entrerà in funzione nel 2038; e loro norme e leggi ce le hanno, da noi è tutto da scrivere).
perciò le mie affermazioni che citi sono semplicemente vere (avevamo dubbi, visto che vengono dall'uomo di acciaio? berija, dove sei? :lol: ).

è vero che il mix corretto è nucleare in baseload, rinnovabili a larga maggioranza e gas a coprire i buchi della non programmabilità. guardacaso è esattamente quello che fanno gli spagnoli. a noi cosa manca? non certo il gas. e nemmeno il nucleare (oggi più di 7 GW di media sulle 24 ore, basta vedere i dati di terna; dall'inizio dell'anno siamo intorno a 8 GW). è la quota FER che è bassa, e l'effetto di merito non è "logaritmico": è a soglia.
se non hai abbastanza FER (in almeno un quarto d'ora) non ottieni niente.
baffone non avrebbe paura di spiegare agli italiani che non aver voluto finanziare la transizione energetica italiana non ha significato risparmiare soldi, ha solo significato finanziare quella francese :roll:
lbasa ha scritto: gio apr 23, 2026 21:55 Cosa scriveva questo Forum nell'aprile 2025?
come noto il baffone era quello del socialismo in un solo paese :wink: . io di certo scrivevo che il blackout ce l'abbiamo avuto pure in italia.
il blackout ovviamente ha insegnato agli spagnoli che bisogna investire anche su accumuli e sistemi di telecontrollo della rete, che però è quello che stiamo facendo anche noi (chi ha impianti >100 kW lo sa bene, tra rigedi, cci, curtailment e quant'altro).
sul tema nuke o non nuke consiglio anche le analisi di terna:
https://www.scetur.it/le-prospettive-20 ... -nucleare/

(sintesi: con una penetrazione di FER che superi il 50-60%, il nucleare riuscrà a rimanere acceso al massimo 4-5000 ore l'anno, mentre gliene servono 7000 per ripagarsi: perciò solo i paesi che ce lo hanno già ammortizzato riusciranno a mantenerlo a prezzo di mercato; se lo vogliamo fare anche noi andrà sussidiato, risultando quindi in un aumento dei costi, non in un calo: e non è il comintern che lo dice :mrgreen: )
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da NoNickName »

Ronin ha scritto: ven apr 24, 2026 01:24 baffone non avrebbe paura di spiegare agli italiani che non aver voluto finanziare la transizione energetica italiana non ha significato risparmiare soldi, ha solo significato finanziare quella francese :roll:
Esco dalla mia pietra per ricordare che i detrattori della ormai defunta componente A3, che oggi lamentano invece la mancanza di finanziamenti alle rinnovabili, 15 anni fa sostenevano la cogenerazione.
Torno sotto la mia pietra.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Esa
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Esa »

Confesso che non capisco la discussione fuori tema rispetto alla questione iniziale.
Neppure capisco cosa c’entri Stalin: anche se avesse fatto qualcosa di utile per qualcuno, quello che fatto di danno è immensamente peggio. Anche Hitler ha fatto delle cose buone: ha garantito un buon stipendio agli ingegneri ed operai che hanno costruito i forni crematori. E anche Trump, che garantisce ottime entrate ai termotecnici che progettano impianti HVAC per i nuovi stabilimenti che costruiscono bombe, droni, ecc.
E neppure capisco come si possa affermare che in Italia non manca l’energia elettrica proveniente dal nucleare (dove sono le centrali che producono?).
E poi, siamo sicuri che l’energia proveniente dal fotovoltaico prodotto in Sicilia arrivi al Nord? Supera la Calabria, data la rete e le relative perdite? Forse scalda l’aria o viene immessa sul terreno (come si faceva/fa nei grandi parchi fotovoltaici)?
In sintesi: quali sono i nuovi obblighi FER quando ci si distacca dall’impianto centralizzato?
Ronin
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

NoNickName ha scritto: ven apr 24, 2026 08:19 15 anni fa sostenevano la cogenerazione.
e i risultati nel sostenerla ci sono stati, perchè ormai quasi la metà della produzione termoelettrica è cogenerata (anche se non ad alto rendimento), con risparmi di emissioni dello stesso ordine di grandezza di quelli ottenuti dallo sviluppo delle FER elettriche, a un costo che è una piccola frazione di qaunto speso per queste ultime.

cogenerare significa recuperare quel calore che oggi le centrali termoelettriche dissipano in atmosfera (in tutto o in parte), perciò finchè nel mix energetico vi saranno centrali termoelettriche, cogenerare sarà utile e opportuno (e probabilmente anche dopo, fino a che l'elettricità non sarà pressochè gratuita). perfino l'europariconosce la cogenerazione come da sostenere (chiaramente nelle utenze che prevedono l'uso contemporaneo di energia elettrica e termica), in base appunto al principio efficiency first, che dovrebbe essere la guida di qualunque tecnico degno di tal nome.
e dico perfino perchè in realtà il green deal europeo non ha come obiettivo primario la riduzione delle emissioni: ha come obiettivo primario l'elettrificazione (che spesso si sovrappone, ma non sempre).

peraltro gli impianti cogenerativi rispetto a 15 anni fa hanno guadagnato quasi 10 punti di rendimento elettrico (da una media di 33 a una di 41 per taglie da 1 MW), rendendo la cogenerazione economicamente applicabile anche a partire da 100 kW termici di consumo baseload.

baffone non si lascia irretire dalla contrapposizione fossili - rinnovabili, la questione è più complicata di così; o se la vogliamo fare semplice, la contrapposizione corretta è efficiente - inefficiente.
oggi tutti criticano la dipendenza dal gas, ma a cavallo degli anni '2000, in italia abbiamo riconvertito i cicli a vapore policombustibile in gruppi CCGT (combinati con spillamenti) portando il rendimento medio termoelettrico da 39% a 48% (tra i pià alti del mondo): l'effetto (tanto ambientale quanto economico) è stato paragonabile ad accendere 15 centrali nucleari da 1 GW con uranio gratuito.
Esa ha scritto: ven apr 24, 2026 11:24 Neppure capisco cosa c’entri Stalin ... nucleare (dove sono le centrali che producono?)....
è ovvio che l'autodefinzione di stalinista è un tentativo di autoironia del sottoscritto (notoriamente orientato a sinistra), oltre che di sarcasmo verso un paese che assai raramente "vede" una cosa buona nel chiedere a tutti un piccolo e proporzionato contributo per il bene comune (e non piuttosto una rapacità dello stato oppressore per favorire questo o quello): nel settore energetico io sono per uno stato che interviene nel sistema, ma SENZA regalare i soldi ai privati, avendo come obiettivo primario il costo per i consumatori, e questo è ovviamente un approccio che non piace a nessuno, visto che quasi tutti quelli che se ne occupano professionialmente sono finanziati da una (o più di una) categoria di produttori.
le centrali nucleari che producono l'energia che usiamo sono in francia, svizzera e slovenia, connesse a noi da appositi collegamenti in alta tensione in modo che possano partecipare alla nostra borsa. ciò è vantaggioso sia per noi che per loro, ovviamente, ed è uno degli effetti positivi di essere UE e non singoli paesi ognuno per conto proprio.
magari in itala si affrontasse il tema del nucleare con la serietà francese (e cioè mettendoci i numeri che tutti vorremmo sapere quando compriamo anche solo un cellulare: quanto costa, quanti GIGA ce ne vogliono, quando si attiva e quando finisce il contratto, oltre che ovviamente chi paga e come), invece che il nostrano asilo infantile del nucleare bello che obbedisce contro le rinnovabili capricciose, no invece brutto che sporca contro le rinnovabili pulite.
le altre domande le lascio ad altri.
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

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Ronin ha scritto: ven apr 24, 2026 14:01 e i risultati nel sostenerla ci sono stati, perchè ormai quasi la metà della produzione termoelettrica è cogenerata (anche se non ad alto rendimento), con risparmi di emissioni dello stesso ordine di grandezza di quelli ottenuti dallo sviluppo delle FER elettriche, a un costo che è una piccola frazione di qaunto speso per queste ultime.
Risparmi di emissioni con combustibili fossili è un ossimoro.
Confondere le emissioni marginali per lo sviluppo delle FER con le emissioni ad perpetuum della cogenerazione, fermandosi in un punto del tempo, non è da te.
Senza contare che parlare di cogen sotto i 100kW amplia solo minimamente la pletora degli eventuali destinatari, e contemporaneamente ignora l'ormai ineluttabile progressiva penuria di combustibili liquidi e gassosi.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

Messaggio da Ronin »

NoNickName ha scritto: ven apr 24, 2026 14:19 Risparmi di emissioni con combustibili fossili è un ossimoro.
posizione interessante: è tipica della propaganda pro-fer.
controesempio: quando cambiamo una caldaia che rende il 85% con una che rende il 105% le emissioni si riducono? (spoiler: CERTO :lol: )

così fa la cogenerazione. non azzera le emissioni, ma le riduce in modo drastico ed in quantità ingente (rispetto a cosa? rispetto alla produzione separata dell'elettricità in centrale termoelettrica e del calore da caldaie con lo stesso gas), molto di più di qualsiasi applicazione diretta in situ delle FER: si applica solo a certe tipologie di utenza, ma quando si applica non è raro tagliare le emissioni del 30% almeno, rispetto a un 5%-10% che al massimo si può ottenere anche ricoprendo di fotovoltaico l'intera area disponibile pertinenze incluse.
ciò naturalmente è valido solo fino a che esiste del termoelettrico che viene utilizzato in baseload; se crediamo al green deal UE come una cosa seria, per 20+ anni ce ne sarà ancora (se non ci crediamo, ce ne sarà per sempre; baffone appartiene a questa seconda schiera, e non certo per difetto di ambientalismo, semmai per osservazione disillusa della differenza tra proclami e realtà): per allora i motori che installiamo oggi saranno tutti da dismettere/sostituire, quindi se ci sarà una vera transizione li smaltiremo (pardon: ricicleremo :oops: ) senza rimpianti.

anche se ciò accadrà, nel frattempo avranno ridotto le emissioni (e l'import di combustibili) per vent'anni, e avranno rigenerato ingenti risorse economiche (in media si ripagano tra i 3 e i 4 anni, se ben dimensionati, ben prima del fotovoltaico su tetto), che avremo potuto reinvestire in ulteriori interventi.

naturalmente chi deve vendere le FER non sarà d'accordo, e dirà che così si rallenta la decarbonizzazione (in realtà si rallenta solo il loro fatturato: CAR e FER sono complementari, non in opposizione, ho appena finito una lezione a un master in cui lo spiegavo).
ma baffone avendo in mente l'economia pianificata si fa un baffo del fatturato degli imperialisti :mrgreen:
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

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Ronin ha scritto: ven apr 24, 2026 14:53 controesempio: quando cambiamo una caldaia che rende il 85% con una che rende il 105% le emissioni si riducono? (spoiler: CERTO :lol: )
Poco, ma anche no.
Tuttalpiù si riduce il fabbisogno di combustibile a parità di fabbisogno specifico al m2K.

Infatti l'imbroglio alla fiscalità è calcolare la CO2 emessa con generatori dimensionati per 21°, e poi concedere ai proprietari di impostare 26° sui termostati.
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

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NoNickName ha scritto: ven apr 24, 2026 16:20 Tuttalpiù si riduce il fabbisogno di combustibile a parità di fabbisogno specifico al m2K.
e se si consuma meno combustibile non si riducono le emissioni? (anche nel caso della caldaia, dove l'utente è lo stesso, e quindi se tiene 26°C adesso li teneva anche prima, perciò la riduzione c'è ugualmente. a maggior ragione nel caso della cogenerazione, che per l'utente è assolutamente trasparente, nemmeno se ne accorge che è in funzione e gli produce i 3/4 del fabbisogno).
allo stavka non abbiamo tempo da perdere con chi nega l'evidenza cercando di cambiare discorso :lol:
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Re: Nuovi obblighi FER e distacco da impianto centralizzato

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Ronin ha scritto: ven apr 24, 2026 16:54 allo stavka non abbiamo tempo da perdere con chi nega l'evidenza cercando di cambiare discorso :lol:
Ma veramente siamo qui a parlare di miglioramenti dell'efficienza del 10% su motori a combustione interna nel corso di 15 anni?
Mi meraviglio di te.
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