Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
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marcgasali
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Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Buongiorno
per un impianto realizzato in attività soggetta, e impianto ricadente nel 37/08 (realizzato dopo il 2008) la cui Di.Co. è smarrita, quale documentazione può essere prodotta in fase di SCIA antincendio (atta alla certificazione dello stesso)?
Grazie
per un impianto realizzato in attività soggetta, e impianto ricadente nel 37/08 (realizzato dopo il 2008) la cui Di.Co. è smarrita, quale documentazione può essere prodotta in fase di SCIA antincendio (atta alla certificazione dello stesso)?
Grazie
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
è il solito discorso e in qualche modo bisogna uscirne ..
DIRO sì, DIRI no ?!
io faccio la DIRI e me la faccio pagare salatissima
ma poi, il progetto almeno c'è o neanche quello ?
DIRO sì, DIRI no ?!
io faccio la DIRI e me la faccio pagare salatissima
ma poi, il progetto almeno c'è o neanche quello ?
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
fai la DIRI che non è valida? non sembra una grande idea.
il cliente che scopre che ha pagato un documento fasullo (caro o economico che sia) potrebbe non prenderla benissimo.
se l'impresa esiste ancora, la si richiama (se non riscontra, la si segnala in camera di commercio).
se l'impresa non esiste più, o non si sa più chi era l'impresa, è un bel guaio. l'unica è chiamare un'altra impresa e farglielo adeguare, e riemettere la DICO.
il cliente che scopre che ha pagato un documento fasullo (caro o economico che sia) potrebbe non prenderla benissimo.
se l'impresa esiste ancora, la si richiama (se non riscontra, la si segnala in camera di commercio).
se l'impresa non esiste più, o non si sa più chi era l'impresa, è un bel guaio. l'unica è chiamare un'altra impresa e farglielo adeguare, e riemettere la DICO.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
giusto, non ho fatto le dovute premesse
1 - innanzi tutto davo già per scontato che l'installatore non esistesse più.
2 - poi davo per scontato che nessuno produce una DICO su un impianto installato da altri (se ne trovi uno fammi sapere che lo uso anch'io)
3 - non ho chiesto di che tipo di impianto si sta parlando (fosse stato precisato sarebbe stato più comodo)
io faccio la DIRI, che non è un documento fasullo come dici tu, nel caso in cui non c'è altra via di uscita.
meglio un professionista che fa una DIRI (una vera DIRI - non il modulo) che una società installatrice terza che fa una DICO, questa si che è fasulla.
cosa avrebbe installato per poter fare la DICO di nuovo impianto ?
comunque discorso sempre aperto a visioni
quindi mi ritiro!
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Innanzitutto c'è da capire se la dico è smarrita oppure non è mai esistita.
Se è stata smarrita, puoi provare a recuperarla da: impresa installatrice (se ancora esiste), amministratore condominio, committente originario, pratica edilizia (Comune / SUAP), dichiarazioni collegate (collaudi, certificati gas, libretti impianto)
Se non è mai esistita, l'impianto non è esercibile.
Non è possibile emettere una Dichiarazione di Conformità “ora per allora” per un impianto già realizzato da altri, e per impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 non si può emettere neanche la diri.
Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
Se è stata smarrita, puoi provare a recuperarla da: impresa installatrice (se ancora esiste), amministratore condominio, committente originario, pratica edilizia (Comune / SUAP), dichiarazioni collegate (collaudi, certificati gas, libretti impianto)
Se non è mai esistita, l'impianto non è esercibile.
Non è possibile emettere una Dichiarazione di Conformità “ora per allora” per un impianto già realizzato da altri, e per impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 non si può emettere neanche la diri.
Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 08:37 meglio un professionista che fa una DIRI (una vera DIRI - non il modulo) che una società installatrice terza che fa una DICO, questa si che è fasulla.
cosa avrebbe installato per poter fare la DICO di nuovo impianto ?
volevo dire quello che dice NNN (preoccupante, 'sta tendenzaNoNickName ha scritto: ven giu 12, 2026 12:26 Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
certo nessuno emette la dico sui lavori fatti da altri, che comunque sarebbe una DICO fasulla, tanto quanto la DIRI.
chiami un'impresa con ufficio di progettazione interna, ti progettano l'adeguamento a norma e rifanno quello che ritengono di rifare, per metterlo a norma OGGI, con le norme di OGGI.
dicono che va rifatto tutto? chiama qualcun altro che rifà solo in parte.
per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza. presenti la SCIA in ritardo, i VVF vengono, fanno l'ispezione con la GdF, verificano che l'attività esisteva già prima (ci sono fatture, ddt e altro che lo provano), tutti denunciati. formalmente non hanno torto, ma dei comandi VVF con cui ho avuto a che fare, non fa così nessuno (neanche con i privati, non solo con l'ente pubblico): preferiscono creare un clima dove è incentivato il "ravvedimento operoso" (uso l'espressione per somiglianza di approccio), piuttosto che uno dove chi è fuori regola preferisce rimanere nel cono d'ombra.weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 07:27 DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
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marcgasali
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Grazie a tutti.
Le vostre osservazioni mi sono molto utili e confermano in linea di principio l'idea che mi ero fatto.
Le vostre osservazioni mi sono molto utili e confermano in linea di principio l'idea che mi ero fatto.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Tu hai ragione, ma allora sei in mano all'Ente e a come gli giraRonin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza. presenti la SCIA in ritardo, i VVF vengono, fanno l'ispezione con la GdF, verificano che l'attività esisteva già prima (ci sono fatture, ddt e altro che lo provano), tutti denunciati. formalmente non hanno torto, ma dei comandi VVF con cui ho avuto a che fare, non fa così nessuno (neanche con i privati, non solo con l'ente pubblico): preferiscono creare un clima dove è incentivato il "ravvedimento operoso" (uso l'espressione per somiglianza di approccio), piuttosto che uno dove chi è fuori regola preferisce rimanere nel cono d'ombra.weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 07:27 DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
perchè, se lasci tutto com'è (o produci documenti fasulli), come sei?weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 14:35 Tu hai ragione, ma allora sei in mano all'Ente e a come gli gira
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56 chiami un'impresa con ufficio di progettazione interna, ti progettano l'adeguamento a norma e rifanno quello che ritengono di rifare, per metterlo a norma OGGI, con le norme di OGGI.
dicono che va rifatto tutto? chiama qualcun altro che rifà solo in parte.
senza far premesse, che comunque sarebbero necessarie (molto dipende dal tipo di impianto e da cosa è successo), la tua impostazione a mio avviso non risolverebbe la questione.Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56 per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza.
l'impianto esistente non ha la DICO 37/08.
l'installatore che chiami farà quello che ritiene opportuno fare (sulla base di un progetto) e rilascerà la DICO 37/08 per quanto fatto, ovviamente non per tutto l'impianto.
quindi per la parte esistente come ti muovi ?
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
non ho la pretesa di convincere altri.
se l'impianto è post-2008 la DIRI non risolve niente perchè non è valida, lo dice il DM.
in questi casi io non affido a chicchessia incarichi di redazione di documenti, affido a un'impresa l'incarico di messa a norma dell'impianto (incarico assegnato oggi, norme di oggi). non si mette a norma una "parte nuova di impianto", si mette a norma l'impianto.
l'impresa fa dei lavori (nei casi più complessi faccio fare un progetto a un progettista esterno, altrimenti ci pensa l'ufficio tecnico dell'impresa). ho un DLL che certifica che l'incarico è stato eseguito, l'impresa mi rilascia delle DICO (e allegati vari) che acquisisco agli atti, a seguito dell'avvenuto adeguamento.
adesso ho una documentazione che dimostra* che l'impianto è stato adeguato alle norme (ho fatto un intervento di adeguamento normativo).
quindi l'impianto E' a norma (tutto, non un pezzo). chi asserisce il contrario deve denunciare impresa e DLL (e venirne controdenunciato per calunnia e altre cosette, si suppone), e noi siamo comunque parte lesa.
*specifica: in realtà per essere valida, trattandosi di impianto esistente la DICO deve citare la DICO precedente. nel mio caso spesso capita che un qualche riferimento è reperibile (si trova in archivio cioè il foglio firmato con scritto "DICO", anche se privo di allegati e progetto), quindi la questione è risolta. negli altri casi, prima faccio un intervento di rifacimento completo di un generatore di calore in centrale termica (che comunque tra detrazioni e consumi ridotti si ripaga), poi uso quella DICO come dico esistente per tutti gli altri "pezzi".
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
certo, ma si sta discutendo tra l'altro di un qualcosa che manco dovrebbe esistere.
visto che a quanto pare succede ancora nel 2026, siamo qui a parlarne.
l'impianto esistente, quello a cui manca la DICO, è rimasto senza nè DICO nè DIRI.Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 16:12 adesso ho una documentazione che dimostra* che l'impianto è stato adeguato alle norme (ho fatto un intervento di adeguamento normativo).
la DICO che ti rilascia l'ultima impresa che ha effettuato gli adeguamenti non copre l'installazione dell'impianto esistente/originario che sia.
a mio avviso il percorso è un po' quello che si faceva prima del DM 37/08, con DIRI su esistente e DICO su adeguamenti.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
eh, purtroppo è pieno di impianti realizzati nel periodo 2008-2015 che nessuno ha mai controllato se le DICO erano state archiviate oppure no. molte imprese non esistono più, inoltre siccome il DM 37/08 dice che vanno conservate 10 anni, se "arrivi tardi" (come nel mio caso: nominato responsabile da poco, al posto di altri che non se ne preoccupavano...
) magari l'impresa esiste ancora, ma ha già scartato la documentazione che a quell'epoca era quasi solo cartacea.
perciò il problema non è destinato ad esaurirsi, rimane.
in un determinato locale l'impianto di un certo tipo è uno solo e rispetta (o non rispetta) le norme nel suo complesso, non un pezzo alla volta: "a norma" è come "incinta", o è a norma tutto oppure non è a norma. l'ultima DICO si "aggancia" alla catena delle precedenti con una semplice citazione. quello che dici tu vale per un ampliamento (ho ampliato l'impianto, allora l'installatore certifica solo quello che ha aggiunto rispetto al precedente), non per un adeguamento normativo.
dopo l'ampliamento, l'impianto è ancora uno, in parte coperto dalla DICO A, in parte dalla DICO B dell'ampliatore, ma non sono due impianti; o vuoi veramente dirmi che se aggiungo un quadro elettrico al sesto piano dell'ospedale (catena: impianto di terra->cabina MT->quadro power center bT->quadro di scala->quadro di piano->nuovo quadro) quel quadro è un impianto elettrico distinto da tutto il resto? pensala pure così, ma non è la realtà.
poi per carità, non c'è un percorso scritto in qualche riferimento normativo "opponibile", come si dice, quindi non c'è certezza, come in tante cose in italia.
però col tuo metodo il funzionario che fa un controllo vede scritto DIRI con data post-2008: ti deve sanzionare per forza.
col mio metodo vede scritto DICO che rimanda ad una DICO preesistente; non è una differenza da poco.
peraltro non me lo sono inventato io questo metodo, è condiviso con colleghi degli organi di controllo (dei VVF e dell'ASL); meglio di così non abbiamo trovato di fattibile.
perciò il problema non è destinato ad esaurirsi, rimane.
io non lo capisco, questo approccio. non c'è l'impianto esistente e l'impianto nuovo. c'è l'impianto elettrico, o l'impianto di riscaldamento. poi per carità, nei grandi complessi c'è l'impianto elettrico del corpo A piano sesto, e quello del corpo B piano primo (realizzati in tempi diversi da imprese diverse), ma comunque in ogni luogo e per ogni tipologia l'impianto è uno (ci sono innumeri decreti che lo dicono espressamente: tutti quelli che riguardano l'antincendio, le verifiche periodiche e le prestazioni energetiche degli edifici parlano di "impianto" IRAI, "impianto" EVAC, "sistema edificio-impianto", "impianto di terra", sempre al singolare).stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 17:44 l'impianto esistente, quello a cui manca la DICO, è rimasto senza nè DICO nè DIRI.
in un determinato locale l'impianto di un certo tipo è uno solo e rispetta (o non rispetta) le norme nel suo complesso, non un pezzo alla volta: "a norma" è come "incinta", o è a norma tutto oppure non è a norma. l'ultima DICO si "aggancia" alla catena delle precedenti con una semplice citazione. quello che dici tu vale per un ampliamento (ho ampliato l'impianto, allora l'installatore certifica solo quello che ha aggiunto rispetto al precedente), non per un adeguamento normativo.
dopo l'ampliamento, l'impianto è ancora uno, in parte coperto dalla DICO A, in parte dalla DICO B dell'ampliatore, ma non sono due impianti; o vuoi veramente dirmi che se aggiungo un quadro elettrico al sesto piano dell'ospedale (catena: impianto di terra->cabina MT->quadro power center bT->quadro di scala->quadro di piano->nuovo quadro) quel quadro è un impianto elettrico distinto da tutto il resto? pensala pure così, ma non è la realtà.
ok, a tuo avviso, ma non secondo il DM 37/08.stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 17:44 a mio avviso il percorso è un po' quello che si faceva prima del DM 37/08, con DIRI su esistente e DICO su adeguamenti.
poi per carità, non c'è un percorso scritto in qualche riferimento normativo "opponibile", come si dice, quindi non c'è certezza, come in tante cose in italia.
però col tuo metodo il funzionario che fa un controllo vede scritto DIRI con data post-2008: ti deve sanzionare per forza.
col mio metodo vede scritto DICO che rimanda ad una DICO preesistente; non è una differenza da poco.
peraltro non me lo sono inventato io questo metodo, è condiviso con colleghi degli organi di controllo (dei VVF e dell'ASL); meglio di così non abbiamo trovato di fattibile.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
A mio avviso, se l'impianto è successivo al 2008 non c'è DIRI che tenga: non si può fare e basta. Serve per forza una DICO.
E' quindi necessario che un installatore subentri, adegui l'impianto per quanto ci sia da adeguare e rilasci una DICO (non relativa alle modifiche che ha fatto lui, ma all'impianto nel suo complesso).
Se l'installatore (anche con il supporto di un eventuale tecnico progettista se necessario) sa quello che fa, allora è come se avesse fatto lui l'intero impianto.
Mi spiego meglio con un esempio: impianto del gas. C'è un impianto fatto nel 2015 il cui installatore non ha fatto la DICO ed è scomparso.
Il committente chiama un secondo idraulico e gli dice: mi dovresti mettere a norma l'impianto e rilasciare una DICO.
A quel punto l'installatore che fa? I casi sono 2: o rifà ex novo l'impianto, oppure dice: OK, qui dal contatore al fabbricato la tubazione è in polietilene interrata, poi esce dal pozzetto, sale esternamente a parete, c'è una valvola generale, poi entra nel fabbricato e prosegue sottotraccia fino alla caldaia. Ora, per quanto il secondo idraulico sia talebano e non si fidi dei suoi colleghi se vede una parte di impianto "fatto bene" non vedo motivi per cui debba rimuoverlo completamente e rifarlo uguale. Ci sono delle parti in cui ha dei dubbi? (perchè non si vedono o perchè sembra che l'installatore precedente non abbia lavorato bene?), si mette mano e si modifica. Manca una valvola o un giunto? Si aggiunge.
Alla fine si fa la prova di tenuta e se l'impianto tiene non vedo motivo per cui il secondo idraulico non dovrebbe certificarlo come se l'avesse realizzato interamente lui.
Di certo non può fare una DICO relativa alle "sole modifiche" se l'impianto precedente era del tutto privo di DICO e di DIRI (quest'ultima, ripeto, non può essere fatta per impianti post 2008).
In certi casi la cosa potrebbe comportare il rifacimento del 90% dell'impianto? Si rifarà il 90% o il 100% e ce ne faremo una ragione. Ma in molti casi l'impianto esistente magari è ben fatto, o comunque sufficientemente "ispezionabile" per stabilire che molte parti possono rimanere perchè non ha senso cambiarle.
Non sempre la mancanza di DICO significa che chi ha fatto l'impianto è incompetente o non ha l'abilitazione, a volte può essere semplicemente un impedimento burocratico che per qualche ragione non ha portato a concludere l'iter.
E' quindi necessario che un installatore subentri, adegui l'impianto per quanto ci sia da adeguare e rilasci una DICO (non relativa alle modifiche che ha fatto lui, ma all'impianto nel suo complesso).
Se l'installatore (anche con il supporto di un eventuale tecnico progettista se necessario) sa quello che fa, allora è come se avesse fatto lui l'intero impianto.
Mi spiego meglio con un esempio: impianto del gas. C'è un impianto fatto nel 2015 il cui installatore non ha fatto la DICO ed è scomparso.
Il committente chiama un secondo idraulico e gli dice: mi dovresti mettere a norma l'impianto e rilasciare una DICO.
A quel punto l'installatore che fa? I casi sono 2: o rifà ex novo l'impianto, oppure dice: OK, qui dal contatore al fabbricato la tubazione è in polietilene interrata, poi esce dal pozzetto, sale esternamente a parete, c'è una valvola generale, poi entra nel fabbricato e prosegue sottotraccia fino alla caldaia. Ora, per quanto il secondo idraulico sia talebano e non si fidi dei suoi colleghi se vede una parte di impianto "fatto bene" non vedo motivi per cui debba rimuoverlo completamente e rifarlo uguale. Ci sono delle parti in cui ha dei dubbi? (perchè non si vedono o perchè sembra che l'installatore precedente non abbia lavorato bene?), si mette mano e si modifica. Manca una valvola o un giunto? Si aggiunge.
Alla fine si fa la prova di tenuta e se l'impianto tiene non vedo motivo per cui il secondo idraulico non dovrebbe certificarlo come se l'avesse realizzato interamente lui.
Di certo non può fare una DICO relativa alle "sole modifiche" se l'impianto precedente era del tutto privo di DICO e di DIRI (quest'ultima, ripeto, non può essere fatta per impianti post 2008).
In certi casi la cosa potrebbe comportare il rifacimento del 90% dell'impianto? Si rifarà il 90% o il 100% e ce ne faremo una ragione. Ma in molti casi l'impianto esistente magari è ben fatto, o comunque sufficientemente "ispezionabile" per stabilire che molte parti possono rimanere perchè non ha senso cambiarle.
Non sempre la mancanza di DICO significa che chi ha fatto l'impianto è incompetente o non ha l'abilitazione, a volte può essere semplicemente un impedimento burocratico che per qualche ragione non ha portato a concludere l'iter.
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mmaarrccoo
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Anche io concordo che è meglio fare una DICO anzichè una DIRI che nasce "mendace" già solo a guardare la data. Va considerato anche che nel fare la DICO:
- deve riguardare tutto e quindi devi comunque trovare l'impiantista che la vuole fare, includendo anche le parti che non tocca (che può/deve ovviamente progettare/verificare), molti si rifiutano (comunque basta cercare).
- formalmente ok che la ditta verifica tutto e si prende la responsabilità anche delle parti che non tocca, però nella realtà sta emettendo una DICO per un impianto che non ha fatto
- i costi aumentano. E se parliamo di impianti grossi ancora di più.
Ho comunque visto spesso procedere con la DIRI, seppur come detto sopra, è specificatamente vietata dal DM. All'atto pratico va bene fino a che non ci sono contenziosi, dopodichè può venire facilmente invalidata (non so se vi capita ma in giro è pieno di avvocati, cause e contenziosi dove dentro ci sono anche queste cose).
- deve riguardare tutto e quindi devi comunque trovare l'impiantista che la vuole fare, includendo anche le parti che non tocca (che può/deve ovviamente progettare/verificare), molti si rifiutano (comunque basta cercare).
- formalmente ok che la ditta verifica tutto e si prende la responsabilità anche delle parti che non tocca, però nella realtà sta emettendo una DICO per un impianto che non ha fatto
- i costi aumentano. E se parliamo di impianti grossi ancora di più.
Ho comunque visto spesso procedere con la DIRI, seppur come detto sopra, è specificatamente vietata dal DM. All'atto pratico va bene fino a che non ci sono contenziosi, dopodichè può venire facilmente invalidata (non so se vi capita ma in giro è pieno di avvocati, cause e contenziosi dove dentro ci sono anche queste cose).
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
o magari la ha persa il committenteboba74 ha scritto: mar giu 16, 2026 16:56 a volte può essere semplicemente un impedimento burocratico che per qualche ragione non ha portato a concludere l'iter.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Mi sembra che il caso prospettato sia banale, ma quando succede per un impianto elettrico la questione mi pare un po' più complessa... soprattutto se un'attività ha grande dimensione ed è già avviata e non è che puoi togliere la corrente sempre per cambiare adeguare parti di impianto.boba74 ha scritto: mar giu 16, 2026 16:56 Mi spiego meglio con un esempio: impianto del gas. C'è un impianto fatto nel 2015 il cui installatore non ha fatto la DICO ed è scomparso.
Il committente chiama un secondo idraulico e gli dice: mi dovresti mettere a norma l'impianto e rilasciare una DICO.
A quel punto l'installatore che fa? I casi sono 2: o rifà ex novo l'impianto, oppure dice: OK, qui dal contatore al fabbricato la tubazione è in polietilene interrata, poi esce dal pozzetto, sale esternamente a parete, c'è una valvola generale, poi entra nel fabbricato e prosegue sottotraccia fino alla caldaia.
A me sono capitati casi del genere in grossi centri commerciali.
Sì e quindi in questi casi trovate qualche installatore che vi rilascia una DICO come "nuovo impianto" o come "manutenzione straordinaria"? Ancora non ho capito. Perchè una DICO per manutenzione straordinaria non certifica comunque un impianto. O facciamo come quelli che aggiungono una casellina e ci scrivono "adeguamento".boba74 ha scritto: mar giu 16, 2026 16:56 Di certo non può fare una DICO relativa alle "sole modifiche" se l'impianto precedente era del tutto privo di DICO e di DIRI (quest'ultima, ripeto, non può essere fatta per impianti post 2008).
E' quindi necessario che un installatore subentri, adegui l'impianto per quanto ci sia da adeguare e rilasci una DICO (non relativa alle modifiche che ha fatto lui, ma all'impianto nel suo complesso).
Credo di non aver mai sentito ne visto una cosa del genere in quindici anni di carriera lavorativa e aggiungerei pure neanche in sei anni di due diligence immobiliari a tutto spiano per grandi fondi immobiliari in tutta Italia.
Ce la si gioca in tribunale.mmaarrccoo ha scritto: mar giu 16, 2026 19:43 Ho comunque visto spesso procedere con la DIRI, seppur come detto sopra, è specificatamente vietata dal DM. All'atto pratico va bene fino a che non ci sono contenziosi, dopodichè può venire facilmente invalidata (non so se vi capita ma in giro è pieno di avvocati, cause e contenziosi dove dentro ci sono anche queste cose).
DIRI pre 2008 - post 2008, ma questo è un formalismo, tecnicamente parlando mi dovete spiegare cosa cambia.
Se un tecnico abilitato verifica che un impianto è a norma e conforme alla normativa vigente e lo attesta, saranno anche un po' cavoli suoi, ma se l'impianto rispetta la normativa cosa ci sarebbe di sbagliato a parte la formalità burocratica che le DIRI sono ammesse solo per impianti pre-2008?
Se faccio una DI.RI per un impianto del 2007 va bene, se la faccio un mese dopo nel 2008 non va più bene? non vedo tecnicamente cosa si possa contestare sulla bontà o meno di un impianto.
Ho difficoltà a comprendere, cosa significa DIRI con data post-2008? e di quali funzionari stiamo parlando?Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 17:57 però col tuo metodo il funzionario che fa un controllo vede scritto DIRI con data post-2008: ti deve sanzionare per forza.
col mio metodo vede scritto DICO che rimanda ad una DICO preesistente; non è una differenza da poco.
peraltro non me lo sono inventato io questo metodo, è condiviso con colleghi degli organi di controllo (dei VVF e dell'ASL); meglio di così non abbiamo trovato di fattibile.
La DIRI nasce come documento post-2008 non esistendo prima.
Se non esiste una DICO come si fa a sapere se un impianto è pre o post 2008?
Al massimo lo si deduce se un edificio non esisteva prima del 2008.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
caso non reale. mai visto succedere in vita mia, che un impianto realizzato nell'anno X, esaminato da un tecnico Y nell'anno Z risulta a norma così com'è, per qualsiasi combinazione di X, Y, Z. perciò occorre comunque un'impresa che viene, fa gli adeguamenti e rilascia una DICO per manutenzione straordinaria.etec83 ha scritto: mar giu 16, 2026 22:24 Se un tecnico abilitato verifica che un impianto è a norma e conforme alla normativa vigente e lo attesta
ci metti "sopra" la DIRI del professionista? a che serve, oltre che a produrre dei falsi che sai che sono tali?
ah è facile.etec83 ha scritto: mar giu 16, 2026 22:24 Se non esiste una DICO come si fa a sapere se un impianto è pre o post 2008?
prendi il caso mio: le gare e la documentazione di progetto, di affidamento, di inizio e fine lavori, le contabilità, perfinole fatture, vanno conservate indefinitamente. e ci sono tutte, perchè le conserva l'ufficio amministrativo (e dal 2010 ci sono i CIG in formato elettronico, e dal 2014 le fatture sullo SDI, che provano che l'intervento è stato effettuato dopo il 2008, e le banche dati regionali come il sitar, e i portali di acquisizione ordinativi come mepa e sater, e la notifica preliminare informatizzata dal 2009, almeno in RER). DICO e as-built invece doveva conservarli l'ufficio tecnico, che non si è mai organizzato per farlo, e quindi si sono persi.
ma le prove che l'intervento è stato eseguito dopo il 2008 sono amplissime e circostanziate.
chi sono i funzionari che potrebbero controllarle? per esempio l'impiantistica-antinfortunistica e l'igiene o medicina del lavoro, in caso di infortunio di un lavoratore.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Ancora una volta l'abitudine italica di azzeccare garbugli dove non ce ne sono.
Impianto realizzato pre 2008: diri
Impianto realizzato post 2008: dico.
FINE. Sipario. Applausi.
Oh, non hai la dico per un impianto post 2008? Solidarizzo.
Impianto realizzato pre 2008: diri
Impianto realizzato post 2008: dico.
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Oh, non hai la dico per un impianto post 2008? Solidarizzo.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
certo, funziona esattamente così quando parli da un palcoscenico.
altri invece devono farlo veramente e non solo recitarlo, nel mondo reale, in cui ti succede che da oggi tocca a te esserne responsabile, dopo quindici anni in cui nessuno dei tuoi predecessori ci faceva caso.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
La DIRI nasce proprio nel 2008 per dire: gli impianti realizzati fino a oggo che non hanno la DICO possono essere messi in regola con una DIRI, ma gli impianti realizzati da oggi in poi DEVONO necessariamente avere la DICO. Questo era il senso del DM08, perchè parlava al futuro.
Se un giorno uscirà un DM 28 o 32, sopra ci sarà scritto molto probabilmente la stessa cosa, e sarà fatto anche per "sanare" gli impianti realizzati dopo il 2008 senza DICO, ma fino ad allora la legge (attuale) parla chiaro.
Concettualmente non c'è differenza tra un impianto realizzato nel 2007 o nel 2008, quindi la DIRI fatta per un impianto post-2008 sarebbe formalmente uguale a quella di un impianto pre-2008, peccato che non sia consentita dalla legge, quindi in caso di contenzioso è carta straccia (nella migliore delle ipotesi).
Se un giorno uscirà un DM 28 o 32, sopra ci sarà scritto molto probabilmente la stessa cosa, e sarà fatto anche per "sanare" gli impianti realizzati dopo il 2008 senza DICO, ma fino ad allora la legge (attuale) parla chiaro.
Concettualmente non c'è differenza tra un impianto realizzato nel 2007 o nel 2008, quindi la DIRI fatta per un impianto post-2008 sarebbe formalmente uguale a quella di un impianto pre-2008, peccato che non sia consentita dalla legge, quindi in caso di contenzioso è carta straccia (nella migliore delle ipotesi).
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Ma di cosa stiamo parlando ?
Nei Comuni (specialmente i piccoli) di impiantistica non sanno un tubo e prendono tutto quello che viene fornito, basta che ci sia scritto DICO/DIRI (ed anche i VVF purtroppo).
Poi ci sono colleghi che forniscono DIRI a gogo a 200€ o poco più, senza nemmeno sapere dove si trova l'immobile......
Se seguiamo la lettera della norma è come dice Boba: un impianto manifestamente post-2008 non può essere coperto da una DIRI e non ci sono scappatoie se non quella di far fare una man straordinaria ad un installatore coscenzioso e disposto a prendersi la responsabilità emettendo una DICO ex-novo sull'intero impianto.
Nei Comuni (specialmente i piccoli) di impiantistica non sanno un tubo e prendono tutto quello che viene fornito, basta che ci sia scritto DICO/DIRI (ed anche i VVF purtroppo).
Poi ci sono colleghi che forniscono DIRI a gogo a 200€ o poco più, senza nemmeno sapere dove si trova l'immobile......
Se seguiamo la lettera della norma è come dice Boba: un impianto manifestamente post-2008 non può essere coperto da una DIRI e non ci sono scappatoie se non quella di far fare una man straordinaria ad un installatore coscenzioso e disposto a prendersi la responsabilità emettendo una DICO ex-novo sull'intero impianto.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Guarda per me è una recita quotidiana. Ho avviato decine di impianti in pdc senza DiCO. Con la richiesta di spegnimento subito dopo il commissioning, per mancanza di conformità.Ronin ha scritto: mer giu 17, 2026 08:27 altri invece devono farlo veramente e non solo recitarlo, nel mondo reale
E parlo negli ultimi 3 anni, mica 20 anni fa.
Sarà un problema degli eredi, quando vorranno alienare gli immobili. A me che mi frega.
Beh, ma questa è una soluzione geniale. La polizza assicurativa del motorino con scritto sopra dichiarazione di conformità a pennarello.Terminus ha scritto: mer giu 17, 2026 08:50 Nei Comuni (specialmente i piccoli) di impiantistica non sanno un tubo e prendono tutto quello che viene fornito, basta che ci sia scritto DICO/DIRI (ed anche i VVF purtroppo).
Grazie al forum per l'aiuto.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Chiaramente intendevo provocatoriamente sottolineare quale è lo stato delle cose, non certo suggerire soluzioni "geniali".NoNickName ha scritto: mer giu 17, 2026 09:03 Beh, ma questa è una soluzione geniale. La polizza assicurativa del motorino con scritto sopra dichiarazione di conformità a pennarello.
Grazie al forum per l'aiuto.
Nella vostra esperienza quanti tecnici dei comuni più o meno piccoli sanno e vogliono spulciare una DICO/DIRI ed i suoi allegati ?
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Non tocca a te discutere o confutare la professionalità di un dipendente pubblico e la sua competenza.Terminus ha scritto: mer giu 17, 2026 09:36 Chiaramente intendevo provocatoriamente sottolineare quale è lo stato delle cose, non certo suggerire soluzioni "geniali".
Nella vostra esperienza quanti tecnici dei comuni più o meno piccoli sanno e vogliono spulciare una DICO/DIRI ed i suoi allegati ?
Tu fai la Dico corretta e completa, anche se il tecnico comunale è un incompetente.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Sono ovviamente d'accordo.
Ma sappiamo che sovente le cose vengono fatte come e perchè vengono richieste dall'ente di controllo, con il minimo di cose sufficiente per passare la pratica, quindi DICO/DIRI prive di dati essenziali come anche degli allegati obbligatori.
Ne consegue che se il tecnico comunale, come anche il VF, iniziassero a rigettare DICO/DIRI manifestamente farlocche, forse si avrebbe come effetto una maggiore "educazione" sia di noi tecnici che delle imprese e dei clienti.
Ma sappiamo che sovente le cose vengono fatte come e perchè vengono richieste dall'ente di controllo, con il minimo di cose sufficiente per passare la pratica, quindi DICO/DIRI prive di dati essenziali come anche degli allegati obbligatori.
Ne consegue che se il tecnico comunale, come anche il VF, iniziassero a rigettare DICO/DIRI manifestamente farlocche, forse si avrebbe come effetto una maggiore "educazione" sia di noi tecnici che delle imprese e dei clienti.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Sono perfettamente d'accordo con Terminus. Gli unici che guardano le DICO siamo noi tecnici all'atto della SCIA di prevenzione,
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
posso concordare con te e con terminus sulla rilevazione statistica, non sull'atteggiamento.danilo2 ha scritto: mer giu 17, 2026 10:46 Sono perfettamente d'accordo con Terminus. Gli unici che guardano le DICO siamo noi tecnici all'atto della SCIA di prevenzione,
io non faccio il controllore dell'altrui capacità, se volevo farlo facevo domanda ai NAS o magari all'ANAC.
se qualcuno sul forum chiede come si fa a fare le cose in regola, io propongo (cerco di proporre) la modalità con cui faccio (cerco di fare) le cose in regola.
se partiamo dal presupposto che tanto nessuno conosce le regole, e che tanto nessuno controlla se vengono applicate, cosa perdete tempo a scrivere sul forum? mica siete obbligati a lasciare il segno di appartenenza in ogni thread tipo cane che alza la zampa, passate oltre e lasciate discutere quelli a cui l'argomento interessa.
che fastidio diamo?
il nostro comando VVF (non dirò quale dei tre) l'anno scorso ha fatto un convegno sulle DICO, hanno partecipato anche i colleghi AUSL che fanno i controlli, sono venuti esperti nazionali. hanno riportato gli errori più comuni, le casistiche, come si risanano le situazioni critiche (e lì che il metodo che ho descritto sopra si è precisato nei dettagli).Terminus ha scritto: mer giu 17, 2026 10:23 Ne consegue che se il tecnico comunale, come anche il VF, iniziassero a rigettare DICO/DIRI manifestamente farlocche, forse si avrebbe come effetto una maggiore "educazione" sia di noi tecnici che delle imprese e dei clienti.
alla fine del convegno il comandante ha ripreso la parola e ha detto: da domani iniziamo a guardare cosa c'è scritto nelle DICO che ci portate.
ecco.
però in effetti quest'anno c'è un nuovo comandante
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Non è vero. Io li guardo.danilo2 ha scritto: mer giu 17, 2026 10:46 Sono perfettamente d'accordo con Terminus. Gli unici che guardano le DICO siamo noi tecnici all'atto della SCIA di prevenzione,
Vuoi che posto degli APE con split fatto passare come generatore in pompa di calore, e invece era solo un condizionatore a finestra del 1995 in R22, grazie al quale un rudere è diventato un appartamento signorile in classe B?
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Provo a chiarire. Io non ho parlato assolutamente "dell'altrui capacità", io sto parlando di obblighi di Legge.
Gli APE non sono un paragone congruo perchè sono documenti che per Legge sono soggetti a controllo "sostanziale", a campione, da Tecnici Regionali preposti a farlo.
Le DICO, non sono soggette a nessun controllo "sostanziale", nemmeno da parte CCIAA. Dal 2010 le ditte non hanno più l'obbligo di inviare le DICO alle Camere di Commercio e l'unico caso in cui vengono inviate è come allegati a pratiche edilizie, e lo sportello unico Comunale è tenuto a inviarle alle CCIAA.
Da nessuna parte sta scritto che il Tecnico Comunale le deve "controllare"; la CCIAA riceve la DICO e "provvede ai conseguenti riscontri con
le risultanze del registro delle imprese o dell'albo provinciale", quindi provvede solo a verificare la coerenza "Amministrativa", ovvero se è iscritta, se ha le "lettere" di iscrizione che gli davano titolo a realizzare quell'impianto ecc.
Se questo sia giusto o sbagliato questo non lo so (o meglio lo so ma non è questo il momento di parlarne).
Vi aggiungo anche, a proposito "dell'altrui capacità", che se io fossi il Tecnico Comunale, e nessuna Legge mi impone di controllare se la norma UNI 7129 citata nella DICO per la realizzazione di un impianto gas da 2000 kW sia corretta o meno, non mi sogno certo di farlo!
Invece, le DICO le controllano sicuramente i Tecnici di Prevenzione perchè devono produrre Asseverazione allegata alla SCIA (argomento iniziale del Thread), e ce le leggiamo per benino, e spesso le facciamo rifare 3/4 volte con le correzioni, perchè nell'Asseverazione, che firmiamo noi (non il Comandante dei VVF), le DICO sono un allegato obbligatorio.
Gli APE non sono un paragone congruo perchè sono documenti che per Legge sono soggetti a controllo "sostanziale", a campione, da Tecnici Regionali preposti a farlo.
Le DICO, non sono soggette a nessun controllo "sostanziale", nemmeno da parte CCIAA. Dal 2010 le ditte non hanno più l'obbligo di inviare le DICO alle Camere di Commercio e l'unico caso in cui vengono inviate è come allegati a pratiche edilizie, e lo sportello unico Comunale è tenuto a inviarle alle CCIAA.
Da nessuna parte sta scritto che il Tecnico Comunale le deve "controllare"; la CCIAA riceve la DICO e "provvede ai conseguenti riscontri con
le risultanze del registro delle imprese o dell'albo provinciale", quindi provvede solo a verificare la coerenza "Amministrativa", ovvero se è iscritta, se ha le "lettere" di iscrizione che gli davano titolo a realizzare quell'impianto ecc.
Se questo sia giusto o sbagliato questo non lo so (o meglio lo so ma non è questo il momento di parlarne).
Vi aggiungo anche, a proposito "dell'altrui capacità", che se io fossi il Tecnico Comunale, e nessuna Legge mi impone di controllare se la norma UNI 7129 citata nella DICO per la realizzazione di un impianto gas da 2000 kW sia corretta o meno, non mi sogno certo di farlo!
Invece, le DICO le controllano sicuramente i Tecnici di Prevenzione perchè devono produrre Asseverazione allegata alla SCIA (argomento iniziale del Thread), e ce le leggiamo per benino, e spesso le facciamo rifare 3/4 volte con le correzioni, perchè nell'Asseverazione, che firmiamo noi (non il Comandante dei VVF), le DICO sono un allegato obbligatorio.
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Qua il punto non è se la dico è significativamente corretta o aderente allo stato di fatto.
Stavamo dicendo che VA FATTA, PRETESA E CONSERVATA, prima ancora di capire cosa c'è scritto.
Sfido chiunque di voi a comprendere i riferimenti delle leggi citate in un qualsiasi rogito, che tutti hanno sicuramente sottoscritto ad un certo punto della propria vita.
E quindi cosa dovremmo dire, che siccome non capiamo di urbanistica, pgt, via, codice civile, tue, edilizia convenzionata, rendite catastali e fondiarie, ecc. allora inutile fare i rogiti?
Stavamo dicendo che VA FATTA, PRETESA E CONSERVATA, prima ancora di capire cosa c'è scritto.
Sfido chiunque di voi a comprendere i riferimenti delle leggi citate in un qualsiasi rogito, che tutti hanno sicuramente sottoscritto ad un certo punto della propria vita.
E quindi cosa dovremmo dire, che siccome non capiamo di urbanistica, pgt, via, codice civile, tue, edilizia convenzionata, rendite catastali e fondiarie, ecc. allora inutile fare i rogiti?
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
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Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Si, forse puoi giocartela in tribunale se trovi un giudice che riesce ad entrare nel merito ma parti sotto di 2 gol perchè il DM la vieta.etec83 ha scritto: mar giu 16, 2026 22:24Ce la si gioca in tribunale.mmaarrccoo ha scritto: mar giu 16, 2026 19:43 Ho comunque visto spesso procedere con la DIRI, seppur come detto sopra, è specificatamente vietata dal DM. All'atto pratico va bene fino a che non ci sono contenziosi, dopodichè può venire facilmente invalidata (non so se vi capita ma in giro è pieno di avvocati, cause e contenziosi dove dentro ci sono anche queste cose).
DIRI pre 2008 - post 2008, ma questo è un formalismo, tecnicamente parlando mi dovete spiegare cosa cambia.
Se un tecnico abilitato verifica che un impianto è a norma e conforme alla normativa vigente e lo attesta, saranno anche un po' cavoli suoi, ma se l'impianto rispetta la normativa cosa ci sarebbe di sbagliato a parte la formalità burocratica che le DIRI sono ammesse solo per impianti pre-2008?
Se faccio una DI.RI per un impianto del 2007 va bene, se la faccio un mese dopo nel 2008 non va più bene? non vedo tecnicamente cosa si possa contestare sulla bontà o meno di un impianto.