Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Moderatore: Edilclima
-
marcgasali
- Messaggi: 80
- Iscritto il: ven gen 20, 2017 13:06
Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Buongiorno
per un impianto realizzato in attività soggetta, e impianto ricadente nel 37/08 (realizzato dopo il 2008) la cui Di.Co. è smarrita, quale documentazione può essere prodotta in fase di SCIA antincendio (atta alla certificazione dello stesso)?
Grazie
per un impianto realizzato in attività soggetta, e impianto ricadente nel 37/08 (realizzato dopo il 2008) la cui Di.Co. è smarrita, quale documentazione può essere prodotta in fase di SCIA antincendio (atta alla certificazione dello stesso)?
Grazie
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
è il solito discorso e in qualche modo bisogna uscirne ..
DIRO sì, DIRI no ?!
io faccio la DIRI e me la faccio pagare salatissima
ma poi, il progetto almeno c'è o neanche quello ?
DIRO sì, DIRI no ?!
io faccio la DIRI e me la faccio pagare salatissima
ma poi, il progetto almeno c'è o neanche quello ?
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
fai la DIRI che non è valida? non sembra una grande idea.
il cliente che scopre che ha pagato un documento fasullo (caro o economico che sia) potrebbe non prenderla benissimo.
se l'impresa esiste ancora, la si richiama (se non riscontra, la si segnala in camera di commercio).
se l'impresa non esiste più, o non si sa più chi era l'impresa, è un bel guaio. l'unica è chiamare un'altra impresa e farglielo adeguare, e riemettere la DICO.
il cliente che scopre che ha pagato un documento fasullo (caro o economico che sia) potrebbe non prenderla benissimo.
se l'impresa esiste ancora, la si richiama (se non riscontra, la si segnala in camera di commercio).
se l'impresa non esiste più, o non si sa più chi era l'impresa, è un bel guaio. l'unica è chiamare un'altra impresa e farglielo adeguare, e riemettere la DICO.
- weareblind
- Messaggi: 4351
- Iscritto il: gio lug 30, 2009 09:49
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
giusto, non ho fatto le dovute premesse
1 - innanzi tutto davo già per scontato che l'installatore non esistesse più.
2 - poi davo per scontato che nessuno produce una DICO su un impianto installato da altri (se ne trovi uno fammi sapere che lo uso anch'io)
3 - non ho chiesto di che tipo di impianto si sta parlando (fosse stato precisato sarebbe stato più comodo)
io faccio la DIRI, che non è un documento fasullo come dici tu, nel caso in cui non c'è altra via di uscita.
meglio un professionista che fa una DIRI (una vera DIRI - non il modulo) che una società installatrice terza che fa una DICO, questa si che è fasulla.
cosa avrebbe installato per poter fare la DICO di nuovo impianto ?
comunque discorso sempre aperto a visioni
quindi mi ritiro!
- NoNickName
- Messaggi: 10401
- Iscritto il: gio giu 17, 2010 12:17
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Innanzitutto c'è da capire se la dico è smarrita oppure non è mai esistita.
Se è stata smarrita, puoi provare a recuperarla da: impresa installatrice (se ancora esiste), amministratore condominio, committente originario, pratica edilizia (Comune / SUAP), dichiarazioni collegate (collaudi, certificati gas, libretti impianto)
Se non è mai esistita, l'impianto non è esercibile.
Non è possibile emettere una Dichiarazione di Conformità “ora per allora” per un impianto già realizzato da altri, e per impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 non si può emettere neanche la diri.
Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
Se è stata smarrita, puoi provare a recuperarla da: impresa installatrice (se ancora esiste), amministratore condominio, committente originario, pratica edilizia (Comune / SUAP), dichiarazioni collegate (collaudi, certificati gas, libretti impianto)
Se non è mai esistita, l'impianto non è esercibile.
Non è possibile emettere una Dichiarazione di Conformità “ora per allora” per un impianto già realizzato da altri, e per impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 non si può emettere neanche la diri.
Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 08:37 meglio un professionista che fa una DIRI (una vera DIRI - non il modulo) che una società installatrice terza che fa una DICO, questa si che è fasulla.
cosa avrebbe installato per poter fare la DICO di nuovo impianto ?
volevo dire quello che dice NNN (preoccupante, 'sta tendenzaNoNickName ha scritto: ven giu 12, 2026 12:26 Va aperto un intervento di rifacimento almeno parziale, e rifare la dico sull'intero impianto
certo nessuno emette la dico sui lavori fatti da altri, che comunque sarebbe una DICO fasulla, tanto quanto la DIRI.
chiami un'impresa con ufficio di progettazione interna, ti progettano l'adeguamento a norma e rifanno quello che ritengono di rifare, per metterlo a norma OGGI, con le norme di OGGI.
dicono che va rifatto tutto? chiama qualcun altro che rifà solo in parte.
per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza. presenti la SCIA in ritardo, i VVF vengono, fanno l'ispezione con la GdF, verificano che l'attività esisteva già prima (ci sono fatture, ddt e altro che lo provano), tutti denunciati. formalmente non hanno torto, ma dei comandi VVF con cui ho avuto a che fare, non fa così nessuno (neanche con i privati, non solo con l'ente pubblico): preferiscono creare un clima dove è incentivato il "ravvedimento operoso" (uso l'espressione per somiglianza di approccio), piuttosto che uno dove chi è fuori regola preferisce rimanere nel cono d'ombra.weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 07:27 DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
-
marcgasali
- Messaggi: 80
- Iscritto il: ven gen 20, 2017 13:06
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Grazie a tutti.
Le vostre osservazioni mi sono molto utili e confermano in linea di principio l'idea che mi ero fatto.
Le vostre osservazioni mi sono molto utili e confermano in linea di principio l'idea che mi ero fatto.
- weareblind
- Messaggi: 4351
- Iscritto il: gio lug 30, 2009 09:49
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Tu hai ragione, ma allora sei in mano all'Ente e a come gli giraRonin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza. presenti la SCIA in ritardo, i VVF vengono, fanno l'ispezione con la GdF, verificano che l'attività esisteva già prima (ci sono fatture, ddt e altro che lo provano), tutti denunciati. formalmente non hanno torto, ma dei comandi VVF con cui ho avuto a che fare, non fa così nessuno (neanche con i privati, non solo con l'ente pubblico): preferiscono creare un clima dove è incentivato il "ravvedimento operoso" (uso l'espressione per somiglianza di approccio), piuttosto che uno dove chi è fuori regola preferisce rimanere nel cono d'ombra.weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 07:27 DiCo per nuovo impianto? Non la rilasceranno, io ho sempre visto DiCo per manutenzione straordinaria. E molti enti la rifiuteranno chiedendo la DiCo nuovo impianto.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
perchè, se lasci tutto com'è (o produci documenti fasulli), come sei?weareblind ha scritto: ven giu 12, 2026 14:35 Tu hai ragione, ma allora sei in mano all'Ente e a come gli gira
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56 chiami un'impresa con ufficio di progettazione interna, ti progettano l'adeguamento a norma e rifanno quello che ritengono di rifare, per metterlo a norma OGGI, con le norme di OGGI.
dicono che va rifatto tutto? chiama qualcun altro che rifà solo in parte.
senza far premesse, che comunque sarebbero necessarie (molto dipende dal tipo di impianto e da cosa è successo), la tua impostazione a mio avviso non risolverebbe la questione.Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 12:56 per sanare queste cose occorre sempre un livello minimo di ragionevolezza.
l'impianto esistente non ha la DICO 37/08.
l'installatore che chiami farà quello che ritiene opportuno fare (sulla base di un progetto) e rilascerà la DICO 37/08 per quanto fatto, ovviamente non per tutto l'impianto.
quindi per la parte esistente come ti muovi ?
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
non ho la pretesa di convincere altri.
se l'impianto è post-2008 la DIRI non risolve niente perchè non è valida, lo dice il DM.
in questi casi io non affido a chicchessia incarichi di redazione di documenti, affido a un'impresa l'incarico di messa a norma dell'impianto (incarico assegnato oggi, norme di oggi). non si mette a norma una "parte nuova di impianto", si mette a norma l'impianto.
l'impresa fa dei lavori (nei casi più complessi faccio fare un progetto a un progettista esterno, altrimenti ci pensa l'ufficio tecnico dell'impresa). ho un DLL che certifica che l'incarico è stato eseguito, l'impresa mi rilascia delle DICO (e allegati vari) che acquisisco agli atti, a seguito dell'avvenuto adeguamento.
adesso ho una documentazione che dimostra* che l'impianto è stato adeguato alle norme (ho fatto un intervento di adeguamento normativo).
quindi l'impianto E' a norma (tutto, non un pezzo). chi asserisce il contrario deve denunciare impresa e DLL (e venirne controdenunciato per calunnia e altre cosette, si suppone), e noi siamo comunque parte lesa.
*specifica: in realtà per essere valida, trattandosi di impianto esistente la DICO deve citare la DICO precedente. nel mio caso spesso capita che un qualche riferimento è reperibile (si trova in archivio cioè il foglio firmato con scritto "DICO", anche se privo di allegati e progetto), quindi la questione è risolta. negli altri casi, prima faccio un intervento di rifacimento completo di un generatore di calore in centrale termica (che comunque tra detrazioni e consumi ridotti si ripaga), poi uso quella DICO come dico esistente per tutti gli altri "pezzi".
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
certo, ma si sta discutendo tra l'altro di un qualcosa che manco dovrebbe esistere.
visto che a quanto pare succede ancora nel 2026, siamo qui a parlarne.
l'impianto esistente, quello a cui manca la DICO, è rimasto senza nè DICO nè DIRI.Ronin ha scritto: ven giu 12, 2026 16:12 adesso ho una documentazione che dimostra* che l'impianto è stato adeguato alle norme (ho fatto un intervento di adeguamento normativo).
la DICO che ti rilascia l'ultima impresa che ha effettuato gli adeguamenti non copre l'installazione dell'impianto esistente/originario che sia.
a mio avviso il percorso è un po' quello che si faceva prima del DM 37/08, con DIRI su esistente e DICO su adeguamenti.
Re: Impianto ricadende nel 37/08 privo di Di.CO., cosa fare?
eh, purtroppo è pieno di impianti realizzati nel periodo 2008-2015 che nessuno ha mai controllato se le DICO erano state archiviate oppure no. molte imprese non esistono più, inoltre siccome il DM 37/08 dice che vanno conservate 10 anni, se "arrivi tardi" (come nel mio caso: nominato responsabile da poco, al posto di altri che non se ne preoccupavano...
) magari l'impresa esiste ancora, ma ha già scartato la documentazione che a quell'epoca era quasi solo cartacea.
perciò il problema non è destinato ad esaurirsi, rimane.
in un determinato locale l'impianto di un certo tipo è uno solo e rispetta (o non rispetta) le norme nel suo complesso, non un pezzo alla volta: "a norma" è come "incinta", o è a norma tutto oppure non è a norma. l'ultima DICO si "aggancia" alla catena delle precedenti con una semplice citazione. quello che dici tu vale per un ampliamento (ho ampliato l'impianto, allora l'installatore certifica solo quello che ha aggiunto rispetto al precedente), non per un adeguamento normativo.
dopo l'ampliamento, l'impianto è ancora uno, in parte coperto dalla DICO A, in parte dalla DICO B dell'ampliatore, ma non sono due impianti; o vuoi veramente dirmi che se aggiungo un quadro elettrico al sesto piano dell'ospedale (catena: impianto di terra->cabina MT->quadro power center bT->quadro di scala->quadro di piano->nuovo quadro) quel quadro è un impianto elettrico distinto da tutto il resto? pensala pure così, ma non è la realtà.
poi per carità, non c'è un percorso scritto in qualche riferimento normativo "opponibile", come si dice, quindi non c'è certezza, come in tante cose in italia.
però col tuo metodo il funzionario che fa un controllo vede scritto DIRI con data post-2008: ti deve sanzionare per forza.
col mio metodo vede scritto DICO che rimanda ad una DICO preesistente; non è una differenza da poco.
peraltro non me lo sono inventato io questo metodo, è condiviso con colleghi degli organi di controllo (dei VVF e dell'ASL); meglio di così non abbiamo trovato di fattibile.
perciò il problema non è destinato ad esaurirsi, rimane.
io non lo capisco, questo approccio. non c'è l'impianto esistente e l'impianto nuovo. c'è l'impianto elettrico, o l'impianto di riscaldamento. poi per carità, nei grandi complessi c'è l'impianto elettrico del corpo A piano sesto, e quello del corpo B piano primo (realizzati in tempi diversi da imprese diverse), ma comunque in ogni luogo e per ogni tipologia l'impianto è uno (ci sono innumeri decreti che lo dicono espressamente: tutti quelli che riguardano l'antincendio, le verifiche periodiche e le prestazioni energetiche degli edifici parlano di "impianto" IRAI, "impianto" EVAC, "sistema edificio-impianto", "impianto di terra", sempre al singolare).stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 17:44 l'impianto esistente, quello a cui manca la DICO, è rimasto senza nè DICO nè DIRI.
in un determinato locale l'impianto di un certo tipo è uno solo e rispetta (o non rispetta) le norme nel suo complesso, non un pezzo alla volta: "a norma" è come "incinta", o è a norma tutto oppure non è a norma. l'ultima DICO si "aggancia" alla catena delle precedenti con una semplice citazione. quello che dici tu vale per un ampliamento (ho ampliato l'impianto, allora l'installatore certifica solo quello che ha aggiunto rispetto al precedente), non per un adeguamento normativo.
dopo l'ampliamento, l'impianto è ancora uno, in parte coperto dalla DICO A, in parte dalla DICO B dell'ampliatore, ma non sono due impianti; o vuoi veramente dirmi che se aggiungo un quadro elettrico al sesto piano dell'ospedale (catena: impianto di terra->cabina MT->quadro power center bT->quadro di scala->quadro di piano->nuovo quadro) quel quadro è un impianto elettrico distinto da tutto il resto? pensala pure così, ma non è la realtà.
ok, a tuo avviso, ma non secondo il DM 37/08.stfire ha scritto: ven giu 12, 2026 17:44 a mio avviso il percorso è un po' quello che si faceva prima del DM 37/08, con DIRI su esistente e DICO su adeguamenti.
poi per carità, non c'è un percorso scritto in qualche riferimento normativo "opponibile", come si dice, quindi non c'è certezza, come in tante cose in italia.
però col tuo metodo il funzionario che fa un controllo vede scritto DIRI con data post-2008: ti deve sanzionare per forza.
col mio metodo vede scritto DICO che rimanda ad una DICO preesistente; non è una differenza da poco.
peraltro non me lo sono inventato io questo metodo, è condiviso con colleghi degli organi di controllo (dei VVF e dell'ASL); meglio di così non abbiamo trovato di fattibile.