Credo sia più realistica l'esistenza di Babbo Natale.giotisi ha scritto: lun gen 05, 2026 08:55 Dopo aver letto il draft, mi piace pensare che stamattina tutti i gestori di locali pubblici col naso all'insu nella loro struttura, al telefono col loro responsabile prevenzione incendi, per decidere come sostituire gli arredi e i rivestimenti dei loro locali.
Incendio Crans-Montana
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Re: Incendio Crans-Montana
Re: Incendio Crans-Montana
ah.. ''ma da noi non succedono queste cose'' oppure '' sei troppo vigile urbano''..weareblind ha scritto: lun gen 05, 2026 09:37Credo sia più realistica l'esistenza di Babbo Natale.giotisi ha scritto: lun gen 05, 2026 08:55 Dopo aver letto il draft, mi piace pensare che stamattina tutti i gestori di locali pubblici col naso all'insu nella loro struttura, al telefono col loro responsabile prevenzione incendi, per decidere come sostituire gli arredi e i rivestimenti dei loro locali.
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Re: Incendio Crans-Montana
Onestamente mi sono sempre chiesto perchè se ho un ristorante da 200 coperti questo non sia soggetto (perlomeno qui in Italia), visto che è evidente che il numero di persone aumenta il rischio notevolmente rispetto ad un bar con 15 persone dentro ed è anche molto frequente che nei ristoranti ci siano attrazioni (musica ed altro) che di fatto distraggono ed intrattengono le persone. Inoltre in un bar o ristorante si beve, cosa che rende le persone in condizioni non vigili (quindi con riferimento al codice non sarebbe neanche rischio vita B ma un rischio vita neanche previsto).
Il fatto che andare a regolamentare gli oltre 300.000 esercizi già esistenti in Italia sarebbe molto difficile non mi sembra un buon motivo per ignorare il rischio.
Ogni tanto ho incrociato qualche gestore di locale di pubblico spettacolo che voleva ampliare l'attività (diventando soggetto) o aprire un nuovo locale e nel momento in cui gli dicevo cosa doveva fare riguardo uscite di sicurezza e materiali (cosa che richiedeva lavori non da poco nel caso di attività già esistenti) si girava dall'altra parte... Preferendo continuare a mettere dentro più persone di quelle autorizzate (non diventando ufficialmente soggetto) o rivolgersi a professionisti più compiacenti.
Il fatto che andare a regolamentare gli oltre 300.000 esercizi già esistenti in Italia sarebbe molto difficile non mi sembra un buon motivo per ignorare il rischio.
Ogni tanto ho incrociato qualche gestore di locale di pubblico spettacolo che voleva ampliare l'attività (diventando soggetto) o aprire un nuovo locale e nel momento in cui gli dicevo cosa doveva fare riguardo uscite di sicurezza e materiali (cosa che richiedeva lavori non da poco nel caso di attività già esistenti) si girava dall'altra parte... Preferendo continuare a mettere dentro più persone di quelle autorizzate (non diventando ufficialmente soggetto) o rivolgersi a professionisti più compiacenti.
Re: Incendio Crans-Montana
In aggiunta al controsoffitto acustico, sotto c'era lana di roccia rockwoll ma con accoppiata carta kraft politenata (almeno questo è quello che si vede dalle foto della ristrutturazione).
Il fatto che la ragazza con le bottiglie fonte di innesco fosse una cameriera aumenta (se ce ne fosse bisogno) le responsabilità dei titolari.
Se veramente il tutto è "degenerato" in 30 secondi, tutti i discorsi sulla "stupidità" delle nuove generazioni possiamo attaccarceli al c...o.
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Re: Incendio Crans-Montana
E le stupidità delle vecchie, che non comprendono che la stupidità delle nuove riguarda l'assenza di percezione del pericolo, e la ricerca della notorietà, non tanto alla colpa di innescare un incendio.extradry ha scritto: lun gen 05, 2026 10:40 tutti i discorsi sulla "stupidità" delle nuove generazioni possiamo attaccarceli al c...o.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
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Re: Incendio Crans-Montana
Sono d'accordo. Speriamo quindi in condanne a camerieri e giovani con in mano bottiglie con luminarie, si dovrebbero riconoscere dai filmati.
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Re: Incendio Crans-Montana
L'incendio non l'hanno appiccato i proprietari.weareblind ha scritto: lun gen 05, 2026 12:55 Sono d'accordo. Speriamo quindi in condanne a camerieri e giovani con in mano bottiglie con luminarie, si dovrebbero riconoscere dai filmati.
Altrimenti con la tua linea di ragionamento dovremmo sostenere che i piromani che d'estate bruciano la macchia mediterranea non siano responsabili in quanto "tedofori", ma lo sono i proprietari dei lotti o il demanio che non ha messo in sicurezza gli appezzamenti.
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Re: Incendio Crans-Montana
Non saranno venti secondi, ma pochi di piùTom Bishop ha scritto: lun gen 05, 2026 08:47 Quel documento l'avevo visto pure io stamattina su Linkedin.
Certo che soli 20 secondi sembrano davvero pochi pochi.
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Tom Bishop
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Re: Incendio Crans-Montana
Certo non l'hanno appiccato loro e non avranno neppure dato loro l'ordine di portare in sale delle bottiglie di Champagne con candele pirotecniche, ma hanno accettato che un numero di persone incompatibile con lo stato del loro bar potessero entrare. Già questo li rende colpevoli a prescindere. I gestori dovrebbero conoscere i rischi della propria attività e la tutela degli avventori è in capo a loro. L'innesco, come già detto da altro collega, poteva arrivare dall'impianto elettrico e il risultato sarebbe stato simile. La tutela degli avventori è in capo al responsabile dell'attività, l'incendio non è stato causato da un innesco doloso.
Le indagini faranno il loro corso, ma io sono convinto, che la responsabilità sia da ascrivere ai gestori.
Tom Bishop
Re: Incendio Crans-Montana
Non vi è alcun dubbio che la responsabilità sia da ascrivere ai gestori.
Al massimo, ai genitori e ai ragazzi andrebbe chiesto come mai supponevano che un gestore che palesemente e patentemente irrideva le normative sull'alcol ai minori, dovesse, al contrario, essere ligio e immacolato sul fronte del rispetto delle normative antincendio.
Si può chiedere completa irreprensibilità a chi promette di lasciarti trasgredire e proprio per questo riempie il locale?
Al massimo, ai genitori e ai ragazzi andrebbe chiesto come mai supponevano che un gestore che palesemente e patentemente irrideva le normative sull'alcol ai minori, dovesse, al contrario, essere ligio e immacolato sul fronte del rispetto delle normative antincendio.
Si può chiedere completa irreprensibilità a chi promette di lasciarti trasgredire e proprio per questo riempie il locale?
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Re: Incendio Crans-Montana
Colpevoli di non aver rispettato il numero massimo di avventori.Tom Bishop ha scritto: lun gen 05, 2026 15:59 hanno accettato che un numero di persone incompatibile con lo stato del loro bar potessero entrare. Già questo li rende colpevoli a prescindere.
Ma non lamentiamoci poi che le sentenze deludano le aspettative, se per non aver adeguato il locale alle normative di sicurezza ci si aspetta che il proprietario venga condannato per strage o per 40 omicidi colposi.
Mi sembra che il presunto rapporto tra la condotta omissiva e la pena sia largamente sproporzionata.
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Re: Incendio Crans-Montana
Mettere le candeline sulle bottiglie era la prassi del locale.
Si vedeva nel video pubblicitario sul sito del locale (adesso rimosso) ma visibile ancora il primo gennaio e ripreso da varie testate giornalistiche.
Le cameriere indossavano sempre queste specie di casco alla Daft Punk.
L'unica e fatale variante è stata il fatto che un cameriere maschio ha deciso di prendere sulla spalle una cameriera in abiti succinti probabilmente per fare qualcosa di più figo.
Ricordo inoltre che più testate giornalistiche riportano che il gestore si sia vantato sui social all'epoca di aver eseguito lui stesso gran parte delle lavorazioni riguardanti la ristrutturazione.
E siccome siamo tutti adulti e vaccinati, permettetemi di non credere che nessun esperto in materia (funzionario dei vvf, ingegnere, assicuratore, avvocato, esperto di sicurezza, ecc.) sia mai entrato a bere una roba in un locale così alla moda in una località così alla moda in 10 anni di attività senza accorgersi di quel abominio di rivestimento acustico e cesso di scala.
Si vedeva nel video pubblicitario sul sito del locale (adesso rimosso) ma visibile ancora il primo gennaio e ripreso da varie testate giornalistiche.
Le cameriere indossavano sempre queste specie di casco alla Daft Punk.
L'unica e fatale variante è stata il fatto che un cameriere maschio ha deciso di prendere sulla spalle una cameriera in abiti succinti probabilmente per fare qualcosa di più figo.
Ricordo inoltre che più testate giornalistiche riportano che il gestore si sia vantato sui social all'epoca di aver eseguito lui stesso gran parte delle lavorazioni riguardanti la ristrutturazione.
E siccome siamo tutti adulti e vaccinati, permettetemi di non credere che nessun esperto in materia (funzionario dei vvf, ingegnere, assicuratore, avvocato, esperto di sicurezza, ecc.) sia mai entrato a bere una roba in un locale così alla moda in una località così alla moda in 10 anni di attività senza accorgersi di quel abominio di rivestimento acustico e cesso di scala.
Re: Incendio Crans-Montana
Non solo. Si possono configurare varie condotte colpose:NoNickName ha scritto: lun gen 05, 2026 16:43 Colpevoli di non aver rispettato il numero massimo di avventori.
1) numero degli avventori superiore a quanto autorizzato
2) impiego del locale per manifestazioni non autorizzate
3) impiego di materiali inidonei all'uso del locale e uso incontrollato di fonti di innesco
4) mancata sorveglianza del locale e degli avventori
5) assenza di personale addetto alla gestione delle emergenze o mancanza di idonei apprestamenti
6) mancata formazione/informazione dei propri dipendenti in merito ai rischi
7) et cetera
Ma noi non siamo l'autorità giudiziaria che dovrà fare il suo lavoro.
Queste disgrazie accadono quasi sempre per il tragico concatenarsi di fattori negativi, che magari da soli non potrebbero recare danno.
Oltre ai gestori sicuramente verranno chiamati in causa anche i soggetti istituzionali deputati ai controlli ed i professionisti che hanno avallato e certificato.
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Re: Incendio Crans-Montana
Proprio uguale. Converrà allora eliminare tutte le misure, attive e passive. Gestiremo tutto impedendo gli inneschi.NoNickName ha scritto: lun gen 05, 2026 15:06L'incendio non l'hanno appiccato i proprietari.weareblind ha scritto: lun gen 05, 2026 12:55 Sono d'accordo. Speriamo quindi in condanne a camerieri e giovani con in mano bottiglie con luminarie, si dovrebbero riconoscere dai filmati.
Altrimenti con la tua linea di ragionamento dovremmo sostenere che i piromani che d'estate bruciano la macchia mediterranea non siano responsabili in quanto "tedofori", ma lo sono i proprietari dei lotti o il demanio che non ha messo in sicurezza gli appezzamenti.
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Re: Incendio Crans-Montana
Le misure servono a rilevare, segnalare, controllare, estinguere o contenere gli effetti di un incendio.weareblind ha scritto: lun gen 05, 2026 17:58 Proprio uguale. Converrà allora eliminare tutte le misure, attive e passive. Gestiremo tutto impedendo gli inneschi.
Non a prevenire.
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Re: Incendio Crans-Montana
Quello che pesa maggiormente sono queste candele pirotecniche, tra l'altro una presenza da tempo diffusa anche nei nostri ristoranti,...te ne accorgi quando all'improvviso all'altro tavolo qualcuno festeggia un compleanno, con la fontana di scintille in centro torta...
In questa occasione, essendo Capodanno, le quantità erano sicuramente maggiori, così come il cerimoniale...
Però penso che così come in tutti i locali esiste da anni il divieto di fumare a maggior ragione per questi (che sono comunque inquinanti oltre che pericolosi) vada imposto da subito l'utilizzo solo all'aperto
In questa occasione, essendo Capodanno, le quantità erano sicuramente maggiori, così come il cerimoniale...
Però penso che così come in tutti i locali esiste da anni il divieto di fumare a maggior ragione per questi (che sono comunque inquinanti oltre che pericolosi) vada imposto da subito l'utilizzo solo all'aperto
Re: Incendio Crans-Montana
Da noi questo tipo di attività sono molto attenzionate.
Certo sarebbe bello che i Vvf avessero più organico per controllare anche a campione.
Ma siamo sempre sotto numero
Certo sarebbe bello che i Vvf avessero più organico per controllare anche a campione.
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Re: Incendio Crans-Montana
Quello che non è accaduto...NoNickName ha scritto: lun gen 05, 2026 18:21o contenere gli effetti di un incendio.weareblind ha scritto: lun gen 05, 2026 17:58 Proprio uguale. Converrà allora eliminare tutte le misure, attive e passive. Gestiremo tutto impedendo gli inneschi.
All'ingresso degli stabilimenti, dei depositi o dei grandi magazzini devono essere deposte le armi, gli speroni, le scatole di fiammiferi, gli accendisigari e simili. Le punizioni disciplinari in caso di inosservanza debbono essere pronte ed esemplari.
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Re: Incendio Crans-Montana
Nessuno nega la condotta omissiva.
Io sto ponendo l'accento sulla condotta ATTIVA.
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Re: Incendio Crans-Montana
Ho notato (in qualcuno in particolare) la tendenza a cercare un "colpevole" individuale, dato che sono coinvolti dei giovani, quasi per convincersi che "se io mi comporto bene, a me non succederà".
Il confronto purtroppo è caduto in stereotipi che semplificano una realtà complessa.
Ho letto giudizi che in sociologia vengono chiamati "pregiudizi di conferma": se dei ragazzi sono coinvolti in un incidente, si tende a proiettare su di loro l'immagine dei giovani spensierati e irresponsabili. Questo sposta l'attenzione dalle cause strutturali (norme di sicurezza, manutenzione, gestione delle emergenze) alla condotta morale delle vittime.
Puntare il dito contro il comportamento dei ragazzi è una forma di meccanismo di difesa. Se la colpa è della distrazione o dell'alcol, allora il pericolo è "gestibile". Se invece il problema è un guasto tecnico imprevedibile o un'insufficienza strutturale, allora siamo tutti potenzialmente vulnerabili. È più rassicurante (ma ingiusto) incolpare le vittime piuttosto che accettare che i sistemi di sicurezza abbiano fallito.
• Fare festa o bere un bicchiere non dovrebbe mai tradursi in una condanna a morte. Gli edifici aperti al pubblico devono essere sicuri a prescindere dallo stato di attenzione di chi li occupa.
• È facile giudicare "da fuori" come qualcuno avrebbe dovuto reagire. In una situazione di incendio; il panico, il fumo e la rapidità delle fiamme rendono quasi impossibile agire in modo perfettamente razionale.
• In termini legali e di sicurezza, la responsabilità della protezione delle persone ricade sempre su chi gestisce la struttura e su chi deve garantire che le vie di fuga e i sistemi antincendio siano a norma (progettisti, controllo pubblico).
Chi critica dimentica che la giovinezza è un momento di scoperta e che la sicurezza deve essere un prerequisito garantito, non un premio per chi si comporta "bene".
Il confronto purtroppo è caduto in stereotipi che semplificano una realtà complessa.
Ho letto giudizi che in sociologia vengono chiamati "pregiudizi di conferma": se dei ragazzi sono coinvolti in un incidente, si tende a proiettare su di loro l'immagine dei giovani spensierati e irresponsabili. Questo sposta l'attenzione dalle cause strutturali (norme di sicurezza, manutenzione, gestione delle emergenze) alla condotta morale delle vittime.
Puntare il dito contro il comportamento dei ragazzi è una forma di meccanismo di difesa. Se la colpa è della distrazione o dell'alcol, allora il pericolo è "gestibile". Se invece il problema è un guasto tecnico imprevedibile o un'insufficienza strutturale, allora siamo tutti potenzialmente vulnerabili. È più rassicurante (ma ingiusto) incolpare le vittime piuttosto che accettare che i sistemi di sicurezza abbiano fallito.
• Fare festa o bere un bicchiere non dovrebbe mai tradursi in una condanna a morte. Gli edifici aperti al pubblico devono essere sicuri a prescindere dallo stato di attenzione di chi li occupa.
• È facile giudicare "da fuori" come qualcuno avrebbe dovuto reagire. In una situazione di incendio; il panico, il fumo e la rapidità delle fiamme rendono quasi impossibile agire in modo perfettamente razionale.
• In termini legali e di sicurezza, la responsabilità della protezione delle persone ricade sempre su chi gestisce la struttura e su chi deve garantire che le vie di fuga e i sistemi antincendio siano a norma (progettisti, controllo pubblico).
Chi critica dimentica che la giovinezza è un momento di scoperta e che la sicurezza deve essere un prerequisito garantito, non un premio per chi si comporta "bene".
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Re: Incendio Crans-Montana
Non ho mai letto tante fesserie tutte assieme, ma questa le batte tutte.
Ma certo, tutti a bere. Qualsiasi decisione è quella giusta dopo un bicchiere.Esa ha scritto: mar gen 06, 2026 17:36 Fare festa o bere un bicchiere non dovrebbe mai tradursi in una condanna a morte.
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Re: Incendio Crans-Montana
Aggiungo che, nei progetti antincendio, il “Fattore umano” non deve essere una scusa per dare la colpa all'utente, ma un parametro di progettazione. Un sistema antincendio deve essere considerato efficace solo se funziona anche quando le persone sono in stato di panico, alterazione o distrazione. Le norme non servono a proteggere "l'utente modello" (quello che legge i cartelli, non corre e mantiene la calma), ma l'utente reale. È illusorio credere che il pericolo sia gestibile solo con il buon comportamento. Separiamo la condotta morale (fare festa) dalla responsabilità oggettiva: la legge e la tecnica si devono occupare delle prestazioni dei sistemi, non di giudizi etici sul comportamento delle vittime.
Re: Incendio Crans-Montana
Il punto non è se bere sia giusto o sbagliato, ma che la normativa antincendio è prestazionale: deve garantire l'esodo sicuro di chiunque, non solo di chi è perfettamente lucido. Se un tecnico progetta ipotizzando che gli utenti siano tutti atleti olimpici astemi e pronti all'azione, sta ignorando la realtà del fattore umano. La sicurezza è un obbligo di chi gestisce e progetta, non una responsabilità che cade sulle vittime in base al loro stile di vita.
Ripeto: la progettazione della sicurezza deve tenere conto del fattore umano reale.
Gli occupanti di un edificio possono essere anziani, bambini, persone che dormono (e quindi confuse) o persone in stato di alterazione. Se un sistema di sicurezza è efficace solo per utenti perfettamente reattivi e sobri, allora è un sistema fallimentare in partenza.
La sicurezza è un obbligo oggettivo di chi progetta, gestisce e controlla le strutture. Spostare la responsabilità sulle vittime in base al loro stato o al loro comportamento è un errore di prospettiva che ignora proprio le basi della nostra professione: proteggere la vita umana in ogni condizione.
Ripeto: la progettazione della sicurezza deve tenere conto del fattore umano reale.
Gli occupanti di un edificio possono essere anziani, bambini, persone che dormono (e quindi confuse) o persone in stato di alterazione. Se un sistema di sicurezza è efficace solo per utenti perfettamente reattivi e sobri, allora è un sistema fallimentare in partenza.
La sicurezza è un obbligo oggettivo di chi progetta, gestisce e controlla le strutture. Spostare la responsabilità sulle vittime in base al loro stato o al loro comportamento è un errore di prospettiva che ignora proprio le basi della nostra professione: proteggere la vita umana in ogni condizione.
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Re: Incendio Crans-Montana
Nessuno ha messo in discussione che l'esodo deve essere garantito anche ad "occupanti con ridotte capacità motorie o sensoriali" ed in questa categoria mettiamo anche gli ubriachi, magari valutando un Rvita più severo o un tempo di reazione più lungo.Esa ha scritto: mar gen 06, 2026 18:12 deve garantire l'esodo sicuro di chiunque, non solo di chi è perfettamente lucido.
Va solo chiarito una volta per tutte in questo caso chi è colpevole di condotta omissiva, e chi di condotta dolosa o colposa ATTIVA.
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Re: Incendio Crans-Montana
La tecnica deve incontrare la realtà e non ergersi a moralizzatrice. Se il profilo di rischio prevede tempi di reazione più lunghi, il progetto (la struttura, i mezzi, i percorsi, gli allarmi, ecc.) deve adeguarsi di conseguenza.
La distinzione tra condotta omissiva e attiva è materia da tribunale e non da un forum di tecnici. Qui stavamo parlando di cultura della sicurezza. Se riduciamo tutto a una ricerca del 'colpevole attivo' per sollevare il sistema (progettisti, proprietari, controllori, ecc.) dalle sue responsabilità e manchevolezze, non faremo mai passi avanti. Un incendio che provoca vittime in una struttura che dovrebbe proteggerle è, prima di tutto, un fallimento del sistema di protezione, indipendentemente da quanto fosse lucido chi stava cercando di salvarsi.
La distinzione tra condotta omissiva e attiva è materia da tribunale e non da un forum di tecnici. Qui stavamo parlando di cultura della sicurezza. Se riduciamo tutto a una ricerca del 'colpevole attivo' per sollevare il sistema (progettisti, proprietari, controllori, ecc.) dalle sue responsabilità e manchevolezze, non faremo mai passi avanti. Un incendio che provoca vittime in una struttura che dovrebbe proteggerle è, prima di tutto, un fallimento del sistema di protezione, indipendentemente da quanto fosse lucido chi stava cercando di salvarsi.
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Re: Incendio Crans-Montana
Qui stavamo parlando di chi si è suicidato dando fuoco al luogo in cui si trovava, e ignorando il pericolo dell'incendio, perchè troppo preso a postare video sui social.
Io invece penso che si sia vinto il premio Darwin per aver rimosso il proprio pool genetico da quello del genere umano, e così facendo migliorarlo.
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Re: Incendio Crans-Montana
Dato che hai citato Rvita: è proprio lì che la tecnica incontra la realtà. Se il profilo di rischio prevede tempi di reazione più lunghi, la struttura deve compensare di conseguenza.
“Nessuno ha messo in discussione che l'esodo deve essere garantito anche ad "occupanti con ridotte capacità motorie o sensoriali" ed in questa categoria mettiamo anche gli ubriachi”
Hai messo la parola ubriachi tra virgolette: stai dando forse un giudizio morale? Stai dicendo: "Sì, tecnicamente devo proteggerli, ma resta il fatto che sono loro la causa del problema".
O stai forse suggerendo che, sebbene la struttura debba essere a norma (evitando omissioni), se qualcuno ha avuto un comportamento "attivo" (come aver causato accidentalmente l'innesco o non aver reagito con prontezza), la colpa torna a essere sua? È un modo molto sottile per dire: "Io ho progettato bene la porta, se tu sei troppo stordito per aprirla, la colpa è tua".
“Nessuno ha messo in discussione che l'esodo deve essere garantito anche ad "occupanti con ridotte capacità motorie o sensoriali" ed in questa categoria mettiamo anche gli ubriachi”
Hai messo la parola ubriachi tra virgolette: stai dando forse un giudizio morale? Stai dicendo: "Sì, tecnicamente devo proteggerli, ma resta il fatto che sono loro la causa del problema".
O stai forse suggerendo che, sebbene la struttura debba essere a norma (evitando omissioni), se qualcuno ha avuto un comportamento "attivo" (come aver causato accidentalmente l'innesco o non aver reagito con prontezza), la colpa torna a essere sua? È un modo molto sottile per dire: "Io ho progettato bene la porta, se tu sei troppo stordito per aprirla, la colpa è tua".
Re: Incendio Crans-Montana
Parlare di 'miglioramento del genere umano' (Darwin) attraverso la morte di ragazzi è un’affermazione che si commenta da sola e che non ha nulla a che vedere con l'ingegneria o con la sicurezza.
Un tecnico della sicurezza non è un giudice morale, né un selezionatore genetico. Il nostro compito è progettare sistemi che proteggano tutti, anche chi commette errori, anche chi è distratto, anche chi è giovane e incauto. Se accettiamo l'idea che chi muore 'se l'è cercata', stiamo dichiarando il fallimento della nostra professione.
La sicurezza è un valore civile universale, non un premio di merito.
Credo che qui si fermi ogni possibile confronto tecnico.
Un tecnico della sicurezza non è un giudice morale, né un selezionatore genetico. Il nostro compito è progettare sistemi che proteggano tutti, anche chi commette errori, anche chi è distratto, anche chi è giovane e incauto. Se accettiamo l'idea che chi muore 'se l'è cercata', stiamo dichiarando il fallimento della nostra professione.
La sicurezza è un valore civile universale, non un premio di merito.
Credo che qui si fermi ogni possibile confronto tecnico.
Re: Incendio Crans-Montana
Ecco, questo è un forum tecnico e sarebbe meglio evitare discorsi sociologici che, per quanto ci riguarda, non portano da nessuna parte.
La sicurezza deve essere garantita a tutti e le misure di prevenzione e protezione devono essere a prova di ogni possibile stato psicofisico.
Io gestore del locale (insieme ai tecnici preposti ed ai controllori istituzionali) devo valutare il rischio nell'impiego di articoli pirotecnici (ben noto e consentito da tempo) in un luogo chiuso, seminterrato e caratterizzato dalla presenza di rivestimenti altamente infiammabili e devo agire di conseguenza impedendo tale utilizzo, eliminando i materiali infiammabili, istruendo i miei dipendenti e sorvegliando l'attività.
Nulla di questo è stato fatto e di certo non ne possono essere responsabili dei ragazzi minorenni (a cui tra l'altro non dovevano essere somministrati alcolici) i quali anzi devono essere tra i primi destinatari di ogni nostro sforzo nell'implementare la sicurezza in ogni ambito sociale.
La sicurezza deve essere garantita a tutti e le misure di prevenzione e protezione devono essere a prova di ogni possibile stato psicofisico.
Io gestore del locale (insieme ai tecnici preposti ed ai controllori istituzionali) devo valutare il rischio nell'impiego di articoli pirotecnici (ben noto e consentito da tempo) in un luogo chiuso, seminterrato e caratterizzato dalla presenza di rivestimenti altamente infiammabili e devo agire di conseguenza impedendo tale utilizzo, eliminando i materiali infiammabili, istruendo i miei dipendenti e sorvegliando l'attività.
Nulla di questo è stato fatto e di certo non ne possono essere responsabili dei ragazzi minorenni (a cui tra l'altro non dovevano essere somministrati alcolici) i quali anzi devono essere tra i primi destinatari di ogni nostro sforzo nell'implementare la sicurezza in ogni ambito sociale.
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Re: Incendio Crans-Montana
Concordo. Pare si debba tutelare solo chi si comporta perfettamente.Esa ha scritto: mar gen 06, 2026 19:36 Parlare di 'miglioramento del genere umano' (Darwin) attraverso la morte di ragazzi è un’affermazione che si commenta da sola e che non ha nulla a che vedere con l'ingegneria o con la sicurezza.
Re: Incendio Crans-Montana
Aggiungo che, in termini tecnici, Rvita è uno dei parametri fondamentali utilizzati nel Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015) che specifica:
• Se gli occupanti non sono pronti o sono in stato di incoscienza/alterazione, il tempo di RSET (Required Safe Egress Time - il tempo necessario per mettersi in salvo) aumenta.
• Di conseguenza, la struttura deve garantire un tempo di ASET (Available Safe Egress Time - il tempo in cui l'ambiente resta vivibile) molto più lungo.
In parole povere: se il rischio è alto (perché la gente dorme, è fragile o, come nel caso specifico, può essere distratta/alterata), il progetto deve essere più robusto. Il parametro R_vita non è una "scusa" per il progettista, ma un vincolo progettuale. Se il rischio per la vita aumenta (perché le persone sono meno reattive), il sistema di sicurezza deve essere proporzionalmente più performante.
• Se gli occupanti non sono pronti o sono in stato di incoscienza/alterazione, il tempo di RSET (Required Safe Egress Time - il tempo necessario per mettersi in salvo) aumenta.
• Di conseguenza, la struttura deve garantire un tempo di ASET (Available Safe Egress Time - il tempo in cui l'ambiente resta vivibile) molto più lungo.
In parole povere: se il rischio è alto (perché la gente dorme, è fragile o, come nel caso specifico, può essere distratta/alterata), il progetto deve essere più robusto. Il parametro R_vita non è una "scusa" per il progettista, ma un vincolo progettuale. Se il rischio per la vita aumenta (perché le persone sono meno reattive), il sistema di sicurezza deve essere proporzionalmente più performante.
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Re: Incendio Crans-Montana
Rvita tiene in considerazione le caratteristiche prevalenti degli occupanti del compartimento. Ipotizzare che la maggior parte dei clienti di un bar siano in maggioranza non lucidi o che abbiano difficoltà ad eseguire istruzioni o comprendere segnali, sembra coraggioso.Esa ha scritto: mer gen 07, 2026 09:23 Aggiungo che, in termini tecnici, Rvita è uno dei parametri fondamentali
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Incendio Crans-Montana
Mah, queste candele pirotecniche le usano anche per le torte di compleanno, se fosse stata una festa di compleanno di bambini poteva succedere ugualmente e anche in altri locali a prescindere dal grado alcolico degli occupanti, è una prassi ormai consolidata e guardando quelle immagini ora è chiaro che questo tipo di rischio potrebbe capitare più spesso di quanto potremmo aspettarci e in molti altri locali, è solo questione di tempo e di "sfortuna".
Perciò la mia domanda è: queste candele pirotecniche sono vietate da qualche norma in particolare, intendo per l'utilizzo in ambienti al chiuso? Dato che sono di libera vendita immagino che il loro uso all'interno sia consentito in generale, sennò ci sarebbe scritto "solo per uso esterno". Per tanto i casi sono 2: o il problema sono queste candele (e allora andrebbe indagato il fatto se sia o meno il caso di vietarle a prescindere), oppure il problema NON sono le candele in sè, ma la reazione al fuoco delle superfici (qui erano i soffitti, perchè le ragazze le sparavano a filo del soffitto, ma in teoria vale per qualunque altro arredo, una tenda, un pannello verticale, qualunque materiale normalmente presente in un ristorante).
Sono convinto che la reazione al fuoco sia un aspetto ancora molto sottovalutato (anche nelle attività soggette per quanto mi capita di vedere, figuriamoci quindi in quelle non soggette).
Poi qui ci sarà stata senz'altro qualche carenza dal punto di vista di esodo, gestione della sicurezza, uso degli estintori e altri vari punti nell'elenco delle "strategie", ma secondo me un innesco di questo tipo non dovrebbe proprio succedere in una situazione normale.
L'idea che mi sono fatto dopo questa vicenda (ma questa è una mia opinione personale) e che andrebbero inseriti anche i ristoranti tra le attività soggette, perchè sono molto più a rischio di altre attività "classiche" soggette. Certo, si tratterebbe sicuramente di "molta burocrazia in più", e qualcuno potrebbe obiettare che esistono già norme valide anche per le attività non soggette, ma purtroppo dal punto di vista dell'applicabilità (e relativi controlli) di tali norme, il fatto che non siano soggetti le rende sempre molto "fa da te" dal punto di vista della prevenzione incendi, sono lasciate troppo al "buon senso" (dei gestori, degli occupanti, ecc...), e questi sono i risultati.
Quando un'attività è soggetta, per il solo fatto di esserlo dovrebbe ridurre drasticamente questo tipo di rischi. Poi ovviamente non basta, ma sarebbe già un passo avanti.
Perciò la mia domanda è: queste candele pirotecniche sono vietate da qualche norma in particolare, intendo per l'utilizzo in ambienti al chiuso? Dato che sono di libera vendita immagino che il loro uso all'interno sia consentito in generale, sennò ci sarebbe scritto "solo per uso esterno". Per tanto i casi sono 2: o il problema sono queste candele (e allora andrebbe indagato il fatto se sia o meno il caso di vietarle a prescindere), oppure il problema NON sono le candele in sè, ma la reazione al fuoco delle superfici (qui erano i soffitti, perchè le ragazze le sparavano a filo del soffitto, ma in teoria vale per qualunque altro arredo, una tenda, un pannello verticale, qualunque materiale normalmente presente in un ristorante).
Sono convinto che la reazione al fuoco sia un aspetto ancora molto sottovalutato (anche nelle attività soggette per quanto mi capita di vedere, figuriamoci quindi in quelle non soggette).
Poi qui ci sarà stata senz'altro qualche carenza dal punto di vista di esodo, gestione della sicurezza, uso degli estintori e altri vari punti nell'elenco delle "strategie", ma secondo me un innesco di questo tipo non dovrebbe proprio succedere in una situazione normale.
L'idea che mi sono fatto dopo questa vicenda (ma questa è una mia opinione personale) e che andrebbero inseriti anche i ristoranti tra le attività soggette, perchè sono molto più a rischio di altre attività "classiche" soggette. Certo, si tratterebbe sicuramente di "molta burocrazia in più", e qualcuno potrebbe obiettare che esistono già norme valide anche per le attività non soggette, ma purtroppo dal punto di vista dell'applicabilità (e relativi controlli) di tali norme, il fatto che non siano soggetti le rende sempre molto "fa da te" dal punto di vista della prevenzione incendi, sono lasciate troppo al "buon senso" (dei gestori, degli occupanti, ecc...), e questi sono i risultati.
Quando un'attività è soggetta, per il solo fatto di esserlo dovrebbe ridurre drasticamente questo tipo di rischi. Poi ovviamente non basta, ma sarebbe già un passo avanti.
Re: Incendio Crans-Montana
Aggiungo:Esa ha scritto: mar gen 06, 2026 17:36 Ho notato (in qualcuno in particolare) la tendenza a cercare un "colpevole" individuale, dato che sono coinvolti dei giovani, quasi per convincersi che "se io mi comporto bene, a me non succederà".
Il confronto purtroppo è caduto in stereotipi che semplificano una realtà complessa.
Ho letto giudizi che in sociologia vengono chiamati "pregiudizi di conferma": se dei ragazzi sono coinvolti in un incidente, si tende a proiettare su di loro l'immagine dei giovani spensierati e irresponsabili. Questo sposta l'attenzione dalle cause strutturali (norme di sicurezza, manutenzione, gestione delle emergenze) alla condotta morale delle vittime.
Puntare il dito contro il comportamento dei ragazzi è una forma di meccanismo di difesa. Se la colpa è della distrazione o dell'alcol, allora il pericolo è "gestibile". Se invece il problema è un guasto tecnico imprevedibile o un'insufficienza strutturale, allora siamo tutti potenzialmente vulnerabili. È più rassicurante (ma ingiusto) incolpare le vittime piuttosto che accettare che i sistemi di sicurezza abbiano fallito.
• Fare festa o bere un bicchiere non dovrebbe mai tradursi in una condanna a morte. Gli edifici aperti al pubblico devono essere sicuri a prescindere dallo stato di attenzione di chi li occupa.
• È facile giudicare "da fuori" come qualcuno avrebbe dovuto reagire. In una situazione di incendio; il panico, il fumo e la rapidità delle fiamme rendono quasi impossibile agire in modo perfettamente razionale.
• In termini legali e di sicurezza, la responsabilità della protezione delle persone ricade sempre su chi gestisce la struttura e su chi deve garantire che le vie di fuga e i sistemi antincendio siano a norma (progettisti, controllo pubblico).
Chi critica dimentica che la giovinezza è un momento di scoperta e che la sicurezza deve essere un prerequisito garantito, non un premio per chi si comporta "bene".
Un'eventuale cena post-convegno di premi Nobel, svolta in contemporanea a un 18esimo, avrebbe visto i primi salvarsi? Chissà.
Re: Incendio Crans-Montana
Con certe citazioni in calce agli interventi per commentare la morte di ragazzi in un incendio, si chiude definitivamente ogni dibattito tecnico.NoNickName ha scritto: mer gen 07, 2026 09:39Rvita tiene in considerazione le caratteristiche prevalenti degli occupanti del compartimento. Ipotizzare che la maggior parte dei clienti di un bar siano in maggioranza non lucidi o che abbiano difficoltà ad eseguire istruzioni o comprendere segnali, sembra coraggioso.Esa ha scritto: mer gen 07, 2026 09:23 Aggiungo che, in termini tecnici, Rvita è uno dei parametri fondamentali
Se un progettista arriva a ritenere che proteggere tutti gli occupanti (indipendentemente dal loro 'merito' o stato psicofisico) sia un errore filosofico, allora c’è un problema deontologico. La sicurezza antincendio esiste proprio per proteggere l'essere umano per quello che è, non per selezionare chi merita di salvarsi.
Fortunatamente, le nostre norme e la nostra etica professionale sono scritte per proteggere la vita di chiunque, senza distinzioni di valore o di pool genetico.
Re: Incendio Crans-Montana
..a esplicita domanda di un giornalista, un esperto ha CATEGORICAMENTE escluso che si possano utilizzare al chiuso.boba74 ha scritto: mer gen 07, 2026 11:43
Perciò la mia domanda è: queste candele pirotecniche sono vietate da qualche norma in particolare, intendo per l'utilizzo in ambienti al chiuso? Dato che sono di libera vendita immagino che il loro uso all'interno sia consentito in generale, sennò ci sarebbe scritto "solo per uso esterno". Per tanto i casi sono 2: o il problema sono queste candele (e allora andrebbe indagato il fatto se sia o meno il caso di vietarle a prescindere), oppure il problema NON sono le candele in sè, ma la reazione al fuoco delle superfici (qui erano i soffitti, perchè le ragazze le sparavano a filo del soffitto, ma in teoria vale per qualunque altro arredo, una tenda, un pannello verticale, qualunque materiale normalmente presente in un ristorante).
Sono convinto che la reazione al fuoco sia un aspetto ancora molto sottovalutato (anche nelle attività soggette per quanto mi capita di vedere, figuriamoci quindi in quelle non soggette).
(Può essere lo stesso esperto che ha CATEGORICAMENTE escluso che si possa versare alcol ai minorenni? Non lo escludo. Rimarco solo che ALL'IMPROVVISO scopriamo che sono articoli pirotecnici. Cioè, al solito, ci sono prescrizioni tanto disattese da non essere manco più ritenute tali.)
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Re: Incendio Crans-Montana
Le fiamme libere nei luoghi pubblici (qualsiasi) vanno vietate.
Sono stato a diverse feste di compleanno, accompagnando mio figlio di 6 anni, e tutte le volte ci sono ste fuochi sulla torta. E tutti in cerchio attorno alla torta vestiti per un buon 80% con abiti acrilici. Ho più volte spiegato il problema, ma io sono il cretino rompi co***oni e tutti invece vogliono fare a gara per la foto scenica da condividere sui social. (stiamo parlando di gente tra i 30 e i 50 anni di media, mica adolescenti)
Ripeto, alla base di tutto ci deve essere una formazione di base su cosa è giusto e cosa non è giusto.
Il gestore dovrebbe essere il primo ad alzare le antenne quando vede fiamme libere nel suo locale e vietarle. Devono essere obbligati a fare un corso di formazione antincendio prima di poter aprire il locale. Poi, ovvio, se è un incosciente continuerà a fare come gli pare, ma perlomeno non avrà alibi.
In questi giorni sono tutti pronti a discuterne, parliamone tra qualche mese e vedremo quanti se ne ricorderanno.
Sono stato a diverse feste di compleanno, accompagnando mio figlio di 6 anni, e tutte le volte ci sono ste fuochi sulla torta. E tutti in cerchio attorno alla torta vestiti per un buon 80% con abiti acrilici. Ho più volte spiegato il problema, ma io sono il cretino rompi co***oni e tutti invece vogliono fare a gara per la foto scenica da condividere sui social. (stiamo parlando di gente tra i 30 e i 50 anni di media, mica adolescenti)
Ripeto, alla base di tutto ci deve essere una formazione di base su cosa è giusto e cosa non è giusto.
Il gestore dovrebbe essere il primo ad alzare le antenne quando vede fiamme libere nel suo locale e vietarle. Devono essere obbligati a fare un corso di formazione antincendio prima di poter aprire il locale. Poi, ovvio, se è un incosciente continuerà a fare come gli pare, ma perlomeno non avrà alibi.
In questi giorni sono tutti pronti a discuterne, parliamone tra qualche mese e vedremo quanti se ne ricorderanno.
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Re: Incendio Crans-Montana
da quel che si legge sulla stampa pare vi fossero condotte ben più gravi da parte dei gestori (larghezza delle vie di uscita volutamente ridotta per far entrare più tavoli, chiusura a chiave di un'uscita di sicurezza per evitare ingressi senza pagare, locale autorizzato come "sala da tè" invece che come sala da ballo, porte che non si aprivano nel verso dell'esodo; addirittura è uscito un altro video di qualche anno prima dove, sempre in concomitanza all'uso delle candele, il barman grida "attenti alla schiuma!" facendo riferimento al rivestimento, quindi il rischio era anche noto)
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Re: Incendio Crans-Montana
Pregiudicato per sfruttamento della prostituzione, truffa, rapimento e sequestro di persona.Ronin ha scritto: mer gen 07, 2026 13:20 da quel che si legge sulla stampa pare vi fossero condotte ben più gravi da parte dei gestori
Quindi le uscite di sicurezza non rappresentano un problema per costoro.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Incendio Crans-Montana
ma cosa c'entra? poteva essere anche jack lo squartatore redivivo, qui si parla delle responsabilità nel causare la strage da incendio, non della fedina penale pregressa (che sarà casomai causa di non concessione di attenuanti generiche al processo).NoNickName ha scritto: mer gen 07, 2026 13:23 Pregiudicato per sfruttamento della prostituzione, truffa, rapimento e sequestro di persona.
sennò allora se era tutto casa e chiesa e donava gli introiti ai poveri l'avremmo ritenuto da assolvere da ogni rilievo? suvvia
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Re: Incendio Crans-Montana
Dico solo che le condotte più gravi di cui si sono resi colpevoli non sono certo la "larghezza delle vie di uscita volutamente ridotta per far entrare più tavoli", e che probabilmente la loro tendenza criminogena è di altri livelli.Ronin ha scritto: mer gen 07, 2026 13:28 ma cosa c'entra? poteva essere anche jack lo squartatore redivivo, qui si parla delle responsabilità nel causare la strage da incendio, non della fedina penale pregressa
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Re: Incendio Crans-Montana
Quindi, seguendo questo ragionamento, se il proprietario ha dei precedenti penali, il calcolo dei deflussi e la compartimentazione diventano parametri facoltativi?
È un approccio bizzarro: la fisica degli incendi e le norme di prevenzione non cambiano in base al casellario giudiziale.
In un forum tecnico dovremmo analizzare perché le persone sono morte, non se il proprietario ci fosse simpatico o meno o se merita di essere giudicato per altri reati (velocità eccessiva, evasione fiscale, furto, sequestro di persona, ecc.).
È un approccio bizzarro: la fisica degli incendi e le norme di prevenzione non cambiano in base al casellario giudiziale.
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Re: Incendio Crans-Montana
E' una tua forzatura.
Il mio approccio è: "se ha rapito e sequestrato delle persone in passato, probabilmente la sua indole crominale lo rende poco interessato a rispettare le normative antincendio".
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Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Incendio Crans-Montana
Dire che un criminale non sia interessato alle norme antincendio è una banalità che non apporta alcun contributo a un dibattito tecnico. Il nostro compito di progettisti non è ipotizzare i profili psicologici o i precedenti giudiziari dei gestori, ma analizzare i fallimenti dei nostri progetti e dei sistemi di protezione per evitare che le persone muoiano.
Mi rendo conto, però, che non stiamo parlando tra progettisti antincendio e non stiamo affrontando i problemi reali della nostra professione.
Quindi, per quanto mi riguarda, la discussione finisce qui: preferisco dedicare il mio tempo a confronti che abbiano come obiettivo la sicurezza e la salvaguardia della vita umana, non il giudizio morale o il pettegolezzo giudiziario.
Mi rendo conto, però, che non stiamo parlando tra progettisti antincendio e non stiamo affrontando i problemi reali della nostra professione.
Quindi, per quanto mi riguarda, la discussione finisce qui: preferisco dedicare il mio tempo a confronti che abbiano come obiettivo la sicurezza e la salvaguardia della vita umana, non il giudizio morale o il pettegolezzo giudiziario.
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Re: Incendio Crans-Montana
Esa ha scritto: mer gen 07, 2026 15:24 Dire che un criminale non sia interessato alle norme antincendio è una banalità
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
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