Obbligo di copertura di una percentuale del fabbisogno energetico degli edifici con fonti rinnovabili
La l.r. 4/2012 (Piano Casa) prevede, all’art. 5 comma 5 (Sostituzione del patrimonio edilizio esistente) e all’art. 6, comma 6 (Interventi di nuova costruzione o demolizione e ricostruzione di edilizia sociale), l’approvazione entro il 15 maggio 2012 di una dgr che definisca le modalità di soddisfacimento degli obblighi in materia di fonti rinnovabili, previsti all’allegato 3 del D.Lgs 28/2011.
Gli obblighi definiti dall’art.11 D.Lgs. 28/2011 (copertura dei consumi energetici con percentuali minime di fonti rinnovabili) non sono di chiara attuazione, per quanto siano entrati in vigore dall' 1.6.2012 e siano vincolanti per il rilascio del titolo edilizio nel caso di nuovi edifici ed edifici sottoposti a ristrutturazione rilevante (con qualsiasi destinazione d’uso: residenziale, terziario, industriale).
Le criticità derivano dal fatto che il D.Lgs. 28/2011 non definisce le modalità per calcolare:
- consumi finali per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria: l’ipotesi ad oggi più esplorata è quella di ragionare in termini di fabbisogno di energia, riferendosi alle procedure già definite e utilizzate nell’ambito dell’efficienza energetica in edilizia (Certificazione energetica), ma ad oggi il Ministero dello Sviluppo Economico non si è espresso in maniera definitiva;
- fabbisogno di energia per il raffrescamento: ad oggi non esiste una procedura riconosciuta per tale calcolo. La relativa norma tecnica è stata disconosciuta ed è inapplicabile “de facto”.
La DG Ambiente ha avviato un confronto con Cestec, il Comitato Termotecnico Italiano e il Ministero dello Sviluppo Economico, in modo da sviluppare una metodologia di calcolo condivisa.
Nell'attesa di poter fornire indicazioni puntuali, si ritiene che i Comuni, ai fini del rilascio del titolo edilizio, possano verificare il rispetto degli obblighi previsti dall'allegato 3 del D.lgs. 28/2011 secondo i criteri che ritengono più opportuni, chiedendo anche ai progettisti di dimostrare le considerazioni e le procedure che sono alla base della loro dichiarazione di conformità agli obblighi previsti dal suddetto decreto.
Cioè? Totale anarchia?
Non c'è la data di pubblicazione. Vi risulta che sia ancora valido questo articolo?
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
NoNickName ha scritto: Vi risulta che sia ancora valido questo articolo?
articolo sulla pagine internet??
cosa dirti...
Per_Corsi Passaggio da Caldaia a Pompa di Calore, Legge 10 - Requisiti Minimi, Termotecnica, VMC, Ponti termici, Tenuta all'ariahttps://www.paolosavoia.com/corso-online
NoNickName ha scritto: Vi risulta che sia ancora valido questo articolo?
articolo sulla pagine internet??
cosa dirti...
Intendevo la pagina web. Non c'è la data.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
NoNickName ha scritto:Intendevo la pagina web. Non c'è la data.
cosa pretendi? una circolare pubblicata sul burl?
Per_Corsi Passaggio da Caldaia a Pompa di Calore, Legge 10 - Requisiti Minimi, Termotecnica, VMC, Ponti termici, Tenuta all'ariahttps://www.paolosavoia.com/corso-online
NoNickName ha scritto:Intendevo la pagina web. Non c'è la data.
cosa pretendi? una circolare pubblicata sul burl?
no, chiedevo solo la data per capire se è stata scritta 2 anni fa o ieri. Tutto qua.
Ti rode qualcosa?
Lo chiedo perchè oggi mi ha telefonato uno che riteneva che il d lgs 28 in lombardia non si applicasse perchè la regione lombardia aveva scritto quella nota sul sito internet. Evidentemente non ha capito quello che c'è scritto, ma la cosa è comunque curiosa, cioè dare ai Comuni la libertà di giudicare la bontà del calcolo del fabbisogno in merito a criteri del tutto soggettivi...
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Hai ragione. Me ne ero completamente dimenticato.
Per la verità l'aspetto più preoccupante è che è stato interpretato come libertà di fare come pare a ognuno.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871