Buongiorno
Nelle verifiche di resistenza al fuoco per il livello prestazione III la struttura viene in genere verificata per la R di progetto senza considerare i controventi (i controventi in genere sono elementi snelli in acciaio perchè agisono in genere a trazione, servono per incassare l'azione del vento o del sisma, hanno un fattore di sezione/massività alto) poichè si suppone che essi non agiscano durante l'incendio, non influenzino la verifica.
Quindi la verifica di resistenza al fuoco viene fatta sulla struttura per i carichi gravitazionali come se i controventi non ci fossero. Ora ammesso che ciò sia possibile ( in realtà bisognerebbe verificare se la loro presenza/assenza modifichi o come modifichi le condizioni di vincolo sulla struttura principale soprattutto ai fini delle lunghezze libere di inflessione) la verifica di resistenza al fuoco viene fatta sulla struttura principale/gravitazionale.
Detto questo Il problema che rilevo e pongo all'attenzione è che si la struttura "globalmente" è verificata al fuoco cioè non collassa, ma i controventi localmente a causa della loro conformazione così poco massiva, il 95% delle volte collassano, e quindi potrebbero ad esempio colpire le persone che stanno sotto o intralciare le vie di esodo. Quindi secondo me per essi andrebbe fatta una verifica al fuoco "locale" (cioè come trave appoggiata soggetta al peso proprio) e assicurarsi che non cadano durante l'incendio.
Detto questo vedo progetti/lavori anche nuovi dove è evidente che quella verifica locale non è soddisfatta ( ad esempio i portali in legno lamellare delle palestre controventati con tondi/tiranti in acciaio diametro 2cm, ma anche con profilati a L esili: i portali in legno lamellare si hanno quella R richiesta ma i controventi probabilmente no).
Il mio timore è che lo strutturista dia per scontato che la problematica non esiste perchè il professionista antincendio gli chiede di verificare la struttura per una determinata R e il professionista antincendio quando riceve il via libera dallo strutturista non si ponga la questione perchè da per scontato che lo abbia fatto lo strutturista o magari non è conscio della problematica.
Non vorrei che questa problematica possa diventare nel prossimo futuro tipo quella delle lastre predalle coi fori postumi...
R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Moderatore: Edilclima
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marcgasali
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Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Credo che vadano inquadrati come elementi strutturali secondari e quindi debbano rispettare le verifiche di S.2.8.2
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mmaarrccoo
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Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Per quanto mi riguarda è lo strutturista che decide se un elemento è primario, secondario o di completamento (il professionista antincendio può collaborare ma in genere non è competente per deciderlo lui). Se fosse secondario va gestito come tale. In altre parole lo strutturista non credo possa ignorare il codice...
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marcgasali
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Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Buonasera
Io invece gli direi che lo deve considerare "non secondario" anche se lui mi dice che è secondario (perchè forse lui no sa che significa: "...che non deve compromettere l'esodo in sicurezza", punto d del s.2.8.2). Lui per secondario probabilmente intende un'altra cosa. Per me nel caso in cui appunto compromette l'esodo in sicurezza degli occupanti... praticamente quasi sempre glielo faccio considerare "non secondario", soprattutto poi se sono quello che SCIA.
Ripeto vedo lavori nei quali tali elementi è evidente che siano pericolosi (per l'esodo) è meglio affrontare il problema prima che dopo.
Quello che a me che non è chiaro è per quale motivo ad esempio le scale (o i soppalchi) possano essere considerati secondari per il codice? Se le scale collassano il punto d. (cioè l'esodo) non è soddisfatto tout court, ma forse mi perdo qualcosa.
Io invece gli direi che lo deve considerare "non secondario" anche se lui mi dice che è secondario (perchè forse lui no sa che significa: "...che non deve compromettere l'esodo in sicurezza", punto d del s.2.8.2). Lui per secondario probabilmente intende un'altra cosa. Per me nel caso in cui appunto compromette l'esodo in sicurezza degli occupanti... praticamente quasi sempre glielo faccio considerare "non secondario", soprattutto poi se sono quello che SCIA.
Ripeto vedo lavori nei quali tali elementi è evidente che siano pericolosi (per l'esodo) è meglio affrontare il problema prima che dopo.
Quello che a me che non è chiaro è per quale motivo ad esempio le scale (o i soppalchi) possano essere considerati secondari per il codice? Se le scale collassano il punto d. (cioè l'esodo) non è soddisfatto tout court, ma forse mi perdo qualcosa.
Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Derimente è il punto 2 del paragrafo S.2.8.2.
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marcgasali
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Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Buongiorno Terminus.
Facciamo il caso di una scala d'acciaio. Volendola classificare come elemento secondario (S.2.8.2 ,quindi deve essere soddisfatto il punto d, tra gli altri) con riferimento al punto 2 del S.2.8.2 , a conti fatti la scala dovrà "collocarsi" in un compartimento che soddisfa le richieste del livello di prestazione II. Questo non è semplice da avere soprattutto per le scale aperte.
Facciamo il caso di una scala d'acciaio. Volendola classificare come elemento secondario (S.2.8.2 ,quindi deve essere soddisfatto il punto d, tra gli altri) con riferimento al punto 2 del S.2.8.2 , a conti fatti la scala dovrà "collocarsi" in un compartimento che soddisfa le richieste del livello di prestazione II. Questo non è semplice da avere soprattutto per le scale aperte.
Re: R, resistenza al fuoco controventi orizzontali/verticali
Si, occorre garantire quantomeno le prestazioni per il Liv.II, in soluzione conforme o alternativa.