Buongiorno a tutt*,
vi spiego brevemente la mia situazione.
Abbiamo comprato con una casa suddivisa su due piani (è in cima a una collina ed esposta ai 4 punti cardinali, con le camere principali rivolte a sud), con un terzo piano sottotetto da 70mq non coibentato. Le mura perimetrali sono da 45cm in mattoni pieni. Il sistema attuale di riscaldamento è a gasolio con una caldaia da 12kw Riello istallata nel 2007. Le tubazione del riscaldamento sono quelle classiche con la presenza di n.5 radiatori in ghisa con 15 elementi (cucina, sala e le tre stanze da letto al secondo piano) e n.2 radiatori in ghisa da 19 elementi nei due corridii centrali e n. 2 radiatori a parete per i bagni. Ai radiatori ho fatto istallare le valvole termostatiche nuove, impostate a livello 3, gli infissi sono in legno ben fatti anni 80' con doppi vetri termici.
Per l'acqua calda sanitaria ho una pompa di calore Ariston Nuos Plus 200L.
Per la coibentazione del tetto monterò a breve dei pannelli di Stiferite GT 100mm su tutto il pavimento del sottotetto.
Per affrancarmi dal gasolio il mese scorso ho istallato un impianto fotovoltaico da 9.24 kw e 9kw di accumolo esposto a sud.
Quest'anno un inverno mediamente rigido ho consumato 1.600 litri di gasolio per avere la casa sempre a 18 gradi tutto il giorno anche di notte, ma con i rincari del prezzo del gasolio quest'anno andrei a spendere quasi 3.000€.
Adesso veniamo al punto cruciale. Il mio istallatore del fotovotalico mi ha proposto di istallare una pompa di calore calore Panasonic T-CAP R290 monofase 12kw SERIE M, approfittando dello sconto in fattura derivanete dal bonus Conto Termico 3.0, al rpezzo di 7.800€ compresi idraulico ed elletticista.
Premetto che il mio ingenere che segue le pratiche per la ristrutturazione (ho una CILA aperta) è totalmente contrario all'istallazione di una PDC sul sistema attuale con radiatori in ghisa, poichè secondo lui andrei a spendere una marea di soldi in bolletta senza nessun beneficio a livello di riscaldamento. Mi ha detto più volte che i radiatori in ghisa hanno bisogno di temperature elevate di mandata che fanno consumare molto la PDC.
Il mio impiantista invece mi dice che ovviamente starebbe accessa molte ore al giorno minimo 16 ore al giorno con una temperatura di mandata di 50 gradi massima perciò non avrei problemi. Di lui mi fido ciecamente, avendo istallato 10 PDC su case poco isolate simile alla mia. Mi ha detto che in base ai i miei consumi, andrei a pagare circa 1.200€ di bollette (comprensivo del beneficio derivante dal FV) solo per la PDC riscaldamento all'anno (6 mesi invernali).
Conviene montare 2 split al primo piano e 3 al secondo? Quanto costa?
Secondo voi per le mie esigenze la PDC va bene? Avete altri consigli? Grazie.
Pompa di calore vs split per casa unifamiliare anni 60
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Marco Gentili
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Pompa di calore vs split per casa unifamiliare anni 60
Ultima modifica di Marco Gentili il gio apr 23, 2026 20:47, modificato 1 volta in totale.
Re: Pompa di calore vs split per casa unifamiliare anni 60
Classica situazione.
Per ora hai sentito 2 tecnici che ti hanno fornito 2 pareri differenti.
Preparati ad aumentare il numero dei pareri, ma, alla fine, toccherà a te districarti e scegliere.
Nessuno si assumerà l'onere dell'investimento o ti fornirà una garanzia scritta per rimborsare la quota mancante al risparmio promesso.
Per ora hai sentito 2 tecnici che ti hanno fornito 2 pareri differenti.
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Re: Pompa di calore vs split per casa unifamiliare anni 60
è così che gira il mondoEsa ha scritto: gio apr 23, 2026 19:35 Classica situazione.
Per ora hai sentito 2 tecnici che ti hanno fornito 2 pareri differenti.
Preparati ad aumentare il numero dei pareri, ma, alla fine, toccherà a te districarti e scegliere.
Nessuno si assumerà l'onere dell'investimento o ti fornirà una garanzia scritta per rimborsare la quota mancante al risparmio promesso.
non c'è una verità assoluta, si valutano pro e contro e si fanno delle scelte
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Re: Pompa di calore vs split per casa unifamiliare anni 60
Hai messo il nome, l'indirizzo e la piantina di casa su internet.
Facevi prima a lasciare la porta aperta.
Facevi prima a lasciare la porta aperta.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871