Sto discutendo in questi giorni con il funzionario incaricato dei VV.F. della possibilità di parcheggiare dei camper a ridosso di un capannone adibito al rimessaggio di veicoli (principalmente dei camper). I camper starebbero sotto delle tettoie in metallo sostenute da una struttura anch'essa metallica (tubi da ponteggio). Il funzionario sostiene che in caso di incendio la superficie vetrata che si trova a 4,3 metri di altezza non impedirebbe ai fumi caldi e alle fiamme di entrare nel capannone e quindi chiede la compartimentazione della parete. Ho provato a dimostrare che la distanza di un metro dalla parete è sufficiente a garantire che le fiamme e i fumi caldi non arrecherebbero danni alla parete in muratura (non portante spessore 15 cm) e alla soprastante finestratura. Sono arrivato a questa conclusione analizzando quanto riportato nella guida tecnica dell'Inail che studia proprio un caso simile al mio dove la proiezione della sorgente (camper) cade fuori dal bersaglio.
Vi riporto quanto ho scritto nella mia relazione integrativa
COMPARTIMENTAZIONE S3
Per il caso in questione si fa ricorso alle soluzioni alternative ammesse dal Codice di Prevenzione Incendi (paragrafo G.2.7 – metodo 1 riportato nella tabella G.2-1). In particolare si applica quanto suggerito dal codice al par. S.3.4.3. (Tabella S.3-3 – terzo punto)
[Distanza di separazione (§ S.3.
Si dimostri che è limitata la propagazione dell’incendio e dei suoi effetti. Può essere applicata la stessa procedura analitica del paragrafo S.3.11.3, impiegando ad esempio il valore di Esoglia adeguato al bersaglio effettivamente esposto all’incendio, il fattore di vista F2-1 e la piastra radiante corrispondente alla reale configurazione geometrica, la potenza termica radiante E1 riferita all’incendio naturale. Possono essere anche impiegati modelli numerici di simulazione dell’incendio, dei suoi effluenti e dell’irraggiamento.]
VERIFICA DELLA SOGLIA DI IRRAGGIAMENTO TERMICO
Fattore di vista (𝑭)
Nel calcolo dell’azione termica dell’incendio (modello di incendio naturale), il fattore di vista misura quanta parte della radiazione emessa dalle fiamme colpisce il bersaglio che si vuole verificare.
In altre parole:
• F = 1 → l’elemento “vede” tutta la superficie radiante;
• F < 1 → solo una parte dell’energia radiante lo raggiunge.
Si tratta di un fattore puramente geometrico, non dipende dai materiali, che rappresenta la frazione dell’energia radiante emessa dalle fiamme che intercetta la superficie considerata, tenendo conto di distanza, orientamento e dimensioni. Quindi tutto ciò che riduce la visibilità geometrica, riduce F.
Dati del problema:
• Piastra radiante - camper:
o altezza = 2,8 m (altezza del camper);
o lunghezza = 14 m (due camper affiancati).
• Bersaglio (superficie vetrata del capannone):
o Quota inferiore della vetrata = 4,35 m;
o Altezza della vetrata = 2,15 m;
o Quota superiore della vetrata = 6,45 m.
Quindi tutta la vetrata si trova sopra la piastra radiante costituita dai camper.
Nell’allegato G dell’Eurocodice EN 1991-1-2 si tiene conto della posizione del bersaglio rispetto alla sorgente e in particolare nello scenario C (il nostro caso) dove la proiezione del bersaglio è esterno alla sorgente.
Considerata la presenza di superfici vetrate poste al di sopra della sorgente e la ridotta distanza orizzontale, è stato adottato lo scenario C dell’Allegato G dell’EN 1991-1-2, al fine di valutare il contributo radiante verso superfici sovrastanti e non frontali.
Nel nostro caso i dati sono i seguenti:
• Altezza piastra radiante 2,8 m (altezza dei camper e varco della fiamma);
• Vetrata con base a 4,35 m;
• Distanza orizzontale 1 m (tra piastra e bersaglio: camper-parete);
• Fronte di fiamma (14 m pari a due camper posti uno di seguito all’altro).
L’energia termica può raggiungere superfici poste sopra la sorgente e la vetrata vedrebbe la fiamma lungo traiettorie inclinate. In questo caso l’energia radiante è più debole ma non trascurabile.
Dai calcoli effettuati si evince che l’energia termica che raggiunge la vetrata è abbondantemente al di sotto del valore di Esoglia pari a 12,6 kW/m2. Tale soglia è considerata adeguatamente conservativa per limitare l’innesco di qualsiasi tipologia di materiale. Entro tale valore quindi non avviene l’innesco di materiale combustibile. Per questo motivo non è quindi necessario prevedere schermature per la parte finestrata.
Applicando lo scenario C dell’Allegato G dell’EN 1991-1-2, il fattore di vista tra la sorgente radiante e la superficie vetrata sovrastante risulta pari a circa 0,066. Il flusso termico radiante incidente è stimato in circa 4,19 kW/m², valore abbondantemente inferiore al limite convenzionale di 12,6 kW/m², pertanto la verifica di irraggiamento risulta soddisfatta. Nei calcoli, in via cautelativa, non si è tenuto conto dello spazio tra un camper e l’altro e la proiezione del bersaglio è stata considerata nel bordo inferiore della superficie finestrata.
L’approccio prestazionale valuta in maniera più dettagliata il valore del fattore di vista che impatta tantissimo sul valore della potenza termica radiante. Quindi calcolando F2-1 in maniera più realistica, tenendo conto della posizione reciproca reale tra sorgente e bersaglio, si ottengono valori della potenza termica radiante più vicini a quelli reali e significativamente inferiore a quella valutata secondo la metodologia semplificata proposta dal Codice.
Qualcuno si è mai trovato un caso del genere?
Grazie per i vostri contributi