Stimati colleghi, buonasera.
Tempo addietro mi è stato chiesto di inserire in un progetto un impianto radiante a basso spessore di tipo "a secco", di quelli in EPS con lamina di alluminio superiore (immagine di prodotto simile). Essendoci un po' di preoccupazione riguardo ai carichi, alla fine sono riuscito a convincere il cliente a spendere qualcosina di più per un EPS 500, bello resistente. La posa delle piastrelle è stata fatta direttamente sopra ai pannelli con un apposito collante, senza ripartitori di carico.
Oggi sono alle prese con un cliente che sta acquistando dei pannelli simili, ma in EPS 300. La guida di posa prevede anche in questo caso l'installazione senza ripartitori, ma io per sicurezza qualcosa ce la metterei. Ho contattato i produttori e consigliano di prevedere una rete in fibra di vetro nello strato collante tra i pannelli e il pavimento...ma francamente, di reti del genere, non ne ho proprio trovate! Trovo reti di ogni genere, ma reti in fibra di vetro con funzione dichiarata di ripartizione dei carichi...zero.
Ho visto che un fornitore di questi sistemi adotta come ripartitore di carico delle piastre di acciaio, cosa che ad ora mi sembra l'unica soluzione con un minimo di senso, giacché tutti gli altri ripartitori di carico sono realizzati in materiali a bassissima conduttività termica (e già i pannelli hanno una perdita verso il basso non indifferente, se ci metti pure un isolante nella parte superiore...ciaone!!!). Oltretutto, aggiungendo piastre e collanti vari, il costo lievita, e tanto vale comprare anche in questo caso l'EPS 500.
Quella della rete in fibra di vetro sembrava la più facile ed economica da realizzare, ma come dicevo non trovo nulla.
Secondo voi qual è il modo più intelligente di ripartire i carichi, in termini di costi/efficienza?
Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
Moderatore: Edilclima
Re: Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
Di solito questo di tipo di rdiante va utilizzato per utenze in cui i carichi sono molto ridotti (uffici, soppalchi ine civile) di conseguenza non necessitano di ripartitori di carico.Trooper ha scritto: mer mar 04, 2026 16:03 Stimati colleghi, buonasera.
Tempo addietro mi è stato chiesto di inserire in un progetto un impianto radiante a basso spessore di tipo "a secco", di quelli in EPS con lamina di alluminio superiore. Essendoci un po' di preoccupazione riguardo ai carichi, alla fine sono riuscito a convincere il cliente a spendere qualcosina di più per un EPS 500, bello resistente. La posa delle piastrelle è stata fatta direttamente sopra ai pannelli con un apposito collante, senza ripartitori di carico.
Oggi sono alle prese con un cliente che sta acquistando dei pannelli simili, ma in EPS 300. La guida di posa prevede anche in questo caso l'installazione senza ripartitori, ma io per sicurezza qualcosa ce la metterei. Ho contattato i produttori e mi hanno consigliato di usare una rete in fibra di vetro nello strato collante tra i pannelli e il pavimento...ma francamente, di reti del genere, non ne ho proprio trovate! Trovo reti di ogni genere, ma reti con funzione dichiarata di ripartizione dei carichi...zero.
Ho visto che un fornitore di questi sistemi adotta come ripartitore di carico delle piastre di acciaio, cosa che ad ora mi sembra l'unica soluzione con un minimo di senso, giacché tutti gli altri ripartitori di carico sono realizzati in materiali a bassissima conduttività termica (e già i pannelli hanno una perdita verso il basso non indifferente, se ci metti pure un isolante nella parte superiore...ciaone!!!). Oltretutto, aggiungendo piastre e collanti vari, il costo lievita, e tanto vale comprare anche in questo caso l'EPS 500.
Quella della rete in fibra di vetro sembrava la più facile ed economica da realizzare, ma come dicevo non trovo nulla.
Secondo voi qual è il modo più intelligente di ripartire i carichi, in termini di costi/efficienza?
UNI 11300....no grazie, non faccio fumo !
Re: Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
In questo caso verrebbe usato per un'abitazione...da qui l'esigenza dei ripartitori.HUGO ha scritto: mer mar 04, 2026 16:13Di solito questo di tipo di rdiante va utilizzato per utenze in cui i carichi sono molto ridotti (uffici, soppalchi ine civile) di conseguenza non necessitano di ripartitori di carico.Trooper ha scritto: mer mar 04, 2026 16:03 Stimati colleghi, buonasera.
Tempo addietro mi è stato chiesto di inserire in un progetto un impianto radiante a basso spessore di tipo "a secco", di quelli in EPS con lamina di alluminio superiore. Essendoci un po' di preoccupazione riguardo ai carichi, alla fine sono riuscito a convincere il cliente a spendere qualcosina di più per un EPS 500, bello resistente. La posa delle piastrelle è stata fatta direttamente sopra ai pannelli con un apposito collante, senza ripartitori di carico.
Oggi sono alle prese con un cliente che sta acquistando dei pannelli simili, ma in EPS 300. La guida di posa prevede anche in questo caso l'installazione senza ripartitori, ma io per sicurezza qualcosa ce la metterei. Ho contattato i produttori e mi hanno consigliato di usare una rete in fibra di vetro nello strato collante tra i pannelli e il pavimento...ma francamente, di reti del genere, non ne ho proprio trovate! Trovo reti di ogni genere, ma reti con funzione dichiarata di ripartizione dei carichi...zero.
Ho visto che un fornitore di questi sistemi adotta come ripartitore di carico delle piastre di acciaio, cosa che ad ora mi sembra l'unica soluzione con un minimo di senso, giacché tutti gli altri ripartitori di carico sono realizzati in materiali a bassissima conduttività termica (e già i pannelli hanno una perdita verso il basso non indifferente, se ci metti pure un isolante nella parte superiore...ciaone!!!). Oltretutto, aggiungendo piastre e collanti vari, il costo lievita, e tanto vale comprare anche in questo caso l'EPS 500.
Quella della rete in fibra di vetro sembrava la più facile ed economica da realizzare, ma come dicevo non trovo nulla.
Secondo voi qual è il modo più intelligente di ripartire i carichi, in termini di costi/efficienza?
Re: Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
Meno che che menoTrooper ha scritto: mer mar 04, 2026 16:16In questo caso verrebbe usato per un'abitazione...da qui l'esigenza dei ripartitori.HUGO ha scritto: mer mar 04, 2026 16:13Di solito questo di tipo di rdiante va utilizzato per utenze in cui i carichi sono molto ridotti (uffici, soppalchi ine civile) di conseguenza non necessitano di ripartitori di carico.Trooper ha scritto: mer mar 04, 2026 16:03 Stimati colleghi, buonasera.
Tempo addietro mi è stato chiesto di inserire in un progetto un impianto radiante a basso spessore di tipo "a secco", di quelli in EPS con lamina di alluminio superiore. Essendoci un po' di preoccupazione riguardo ai carichi, alla fine sono riuscito a convincere il cliente a spendere qualcosina di più per un EPS 500, bello resistente. La posa delle piastrelle è stata fatta direttamente sopra ai pannelli con un apposito collante, senza ripartitori di carico.
Oggi sono alle prese con un cliente che sta acquistando dei pannelli simili, ma in EPS 300. La guida di posa prevede anche in questo caso l'installazione senza ripartitori, ma io per sicurezza qualcosa ce la metterei. Ho contattato i produttori e mi hanno consigliato di usare una rete in fibra di vetro nello strato collante tra i pannelli e il pavimento...ma francamente, di reti del genere, non ne ho proprio trovate! Trovo reti di ogni genere, ma reti con funzione dichiarata di ripartizione dei carichi...zero.
Ho visto che un fornitore di questi sistemi adotta come ripartitore di carico delle piastre di acciaio, cosa che ad ora mi sembra l'unica soluzione con un minimo di senso, giacché tutti gli altri ripartitori di carico sono realizzati in materiali a bassissima conduttività termica (e già i pannelli hanno una perdita verso il basso non indifferente, se ci metti pure un isolante nella parte superiore...ciaone!!!). Oltretutto, aggiungendo piastre e collanti vari, il costo lievita, e tanto vale comprare anche in questo caso l'EPS 500.
Quella della rete in fibra di vetro sembrava la più facile ed economica da realizzare, ma come dicevo non trovo nulla.
Secondo voi qual è il modo più intelligente di ripartire i carichi, in termini di costi/efficienza?
UNI 11300....no grazie, non faccio fumo !
Re: Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
a parere mio una rete affogata in qualche mm di colla non ripartisce il carico in modo significativo..
io ho visto utilizzare spesso pannelli con resistenza alla compressione da 300 kPa in ambito residenziale e andrei con quelli
se prevedi qualcosa di "migliorativo" consiglio di farlo autorizzare da chi fornisce il sistema
io ho visto utilizzare spesso pannelli con resistenza alla compressione da 300 kPa in ambito residenziale e andrei con quelli
se prevedi qualcosa di "migliorativo" consiglio di farlo autorizzare da chi fornisce il sistema
Re: Ripartitore di carico per radiante a secco...quale scegliere?
In effetti sembra più un placebo che un vero ripartitore di carico.ponca ha scritto: mer mar 04, 2026 16:21 a parere mio una rete affogata in qualche mm di colla non ripartisce il carico in modo significativo..
io ho visto utilizzare spesso pannelli con resistenza alla compressione da 300 kPa in ambito residenziale
se prevedi qualcosa di "migliorativo" consiglio di farlo autorizzare da chi fornisce il sistema