Samsgung a breve, Daikin forse uscita
Nuovo impianto scelta PDC
Moderatore: Edilclima
Re: Nuovo impianto scelta PDC
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Per g_bola: oltre alla EcoFlex, considera soluzioni come la Hitachi Triple C (da noi identificata con Yutampo, per esempio RAM-90NYP5B), la serie Multi+ di Daikin o i PUMY di Mitsubishi con moduli idronici per ACS. Sono macchine nate per integrare espansione diretta e ACS con logiche di recupero calore. Se per alcuni queste tecnologie restano esotiche o da seconde case, per i professionisti del settore sono lo standard dell'efficienza nell'edilizia residenziale moderna per edifici in zone come la tua (e non solo).
I modelli ci sono e funzionano, basta conoscerli.
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
SuperP:
Sono i primi due siti da me controllati e purtroppo non le ho trovate.
Dico purtroppo perché ho due pdc Samsung ad espansione diretta dal lontano 2016 e 0 problemi
Esa:
Fatico a trovare la dicitura "recupero" in tutti i prodotti da te proposti.
La Panasonic come idea mi piace, però leggo che i CAT lascino a desiderare e noto dei COP/EER e relativi SCOP/SEER non proprio altissimi o alla pari di altri, ecco
Sono i primi due siti da me controllati e purtroppo non le ho trovate.
Dico purtroppo perché ho due pdc Samsung ad espansione diretta dal lontano 2016 e 0 problemi
Esa:
Fatico a trovare la dicitura "recupero" in tutti i prodotti da te proposti.
La Panasonic come idea mi piace, però leggo che i CAT lascino a desiderare e noto dei COP/EER e relativi SCOP/SEER non proprio altissimi o alla pari di altri, ecco
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Guardando meglio, in effetti, la serie PUMY (linea Small VRF di Mitsubishi) non è un semplice multi split, ma una macchina professionale che permette il collegamento misto (split e, tramite un modulo idronico produci ACS).
Per il residenziale meglio, se vuoi Mitsubishi, utilizzare il sistema Ecodan Multi Comfort R32, con split e acqua calda sanitaria (HYDROTANK SMALL da 200 l e unità esterna da 8.5 kW).
Per il residenziale meglio, se vuoi Mitsubishi, utilizzare il sistema Ecodan Multi Comfort R32, con split e acqua calda sanitaria (HYDROTANK SMALL da 200 l e unità esterna da 8.5 kW).
Re: Nuovo impianto scelta PDC
certo perchè fai le verifiche con la PDC aria-aria e inserisci il radiante elettrico come integrazioneEsa ha scritto: ven gen 23, 2026 15:43Anche la soluzione b) rispetta i requisiti minimi. E' esattamente identica alla a). Anzi, se proprio vogliamo essere pignoli, il COP della soluzione b) è superiore al COP della soluzione a).ponca ha scritto: ven gen 23, 2026 14:58 La soluzione a) rispetta pienamente il dm requisiti minimi, la soluzione b) invece?
Come lo è il COP di una PdC aria/aria rispetto al COP di una PdC aria/acqua. Senza tener conto dei rendimenti di distribuzione ed emissione, nettamente inferiori nella soluzione a) rispetto alla b).
ma la logica di funzionamento reale del tuo impianto è un po' diversa per quanto ho capito
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Hai ragione: nei cataloghi spesso non trovi la parola “recupero” perché i produttori usano termini come “produzione simultanea” o “integrazione multi split - idronica”.g_bola ha scritto: ven gen 23, 2026 16:58 Esa:
Fatico a trovare la dicitura "recupero" in tutti i prodotti da te proposti.
Il concetto però è fisico: in estate, quando i tuoi split estraggono calore per rinfrescare casa, quel calore viene normalmente espulso dalla ventola esterna. In questi sistemi, invece di buttarlo via, la macchina lo manda al bollitore. In pratica, scaldi l'acqua con lo scarto del condizionatore: un recupero di fatto che abbatte i consumi estivi per l'ACS.
Per orientarti nel marketing dei vari marchi:
Panasonic EcoFlex: è l'unica che usa esplicitamente il termine 'Heat Recovery'.
Hitachi Triple C (Yutampo): parla nei manuali di “operazione combinata”.
Daikin/Mitsubishi: usano definizioni come “Hybrid” o “Multi-S”, puntando sulla gestione intelligente dei flussi aria-acqua.
Come vedi, hai alternative interessanti.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Quale sarebbe, secondo quanto hai capito?certo perchè fai le verifiche con la PDC aria-aria e inserisci il radiante elettrico come integrazione
ma la logica di funzionamento reale del tuo impianto è un po' diversa per quanto ho capito
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Già... quello che conosce il mercato!Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 16:56 Per g_bola: oltre alla EcoFlex, considera soluzioni come la Hitachi Triple C (da noi identificata con Yutampo, per esempio RAM-90NYP5B), la serie Multi+ di Daikin o i PUMY di Mitsubishi con moduli idronici per ACS. Sono macchine nate per integrare espansione diretta e ACS con logiche di recupero calore. Se per alcuni queste tecnologie restano esotiche o da seconde case, per i professionisti del settore sono lo standard dell'efficienza nell'edilizia residenziale moderna per edifici in zone come la tua (e non solo).
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la multi + oltre che essere a2a non recupera calore
Con recupero, A2A hai ad esempio Viessmann e Maxa
multi + standard per efficienza nell'edilizia, con tutto il bene che posso volere a Daikin, ma anche no
Daikin sta facendo una macchina in 454 con idronici per inverno e split per l'estivo ma non so se a recupero
La sta facendo anche samsung (a recupero)
cit: I modelli ci sono e funzionano, basta conoscerli
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Basta AI, usa l'UIEsa ha scritto: ven gen 23, 2026 17:38 Daikin/Mitsubishi: usano definizioni come “Hybrid” o “Multi-S”, puntando sulla gestione intelligente dei flussi aria-acqua.
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Almeno rileggere
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Per darti un'idea concreta di come lavoro, ecco la logica che applico: un autoconsumo intelligente globale, non concentrato sulla macchina (PdC):ma la logica di funzionamento reale del tuo impianto è un po' diversa per quanto ho capito
• Sistema intelligente con due sensori (TA) che leggono in tempo reale quanto produce il FV e quanto sta consumando la casa.
• Gestione delle eccedenze (energia gratuita): quando la produzione supera i consumi, il sistema invia un segnale analogico per attivare in sequenza i carichi: prima la resistenza ACS, poi il riscaldamento o il raffrescamento. In pratica, usi la casa come una batteria termica.
• In inverno usi i programmi Eco o Comfort, per scegliere tu come scaldarti:
o Programma ECO: priorità agli split e poi le resistenze a pavimento.
o Programma COMFORT: radiante a pavimento per il comfort (niente rumore).
• “Sovradimensionamento” FV: in ogni stagione la priorità va all'ACS. Inoltre, dimensiono il fotovoltaico con almeno un 20% di potenza in più rispetto all'inverter: questo garantisce energia utile anche quando il sole non è al picco (massima indipendenza dalla rete elettrica.
In breve: non si compra energia se possiamo produrla e usarla subito.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
è la possibilità di poter utilizzare l'impianto in modalità COMFORT che mi lascia perplessoEsa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:05 • In inverno usi i programmi Eco o Comfort, per scegliere tu come scaldarti:
o Programma ECO: priorità agli split e poi le resistenze a pavimento.
o Programma COMFORT: radiante a pavimento per il comfort (niente rumore).
Re: Nuovo impianto scelta PDC
perchè la resistenza sull'ACS che accumuli la mattina, disperde quanto va bene 4 W/K e ora che ora di sera è già freddo e d'estate ti porta pure carico interno!ponca ha scritto: ven gen 23, 2026 18:11 è la possibilità di poter utilizzare l'impianto in modalità COMFORT che mi lascia perplesso
per non parlare della casa usata come da accumulo (a tal proposito https://www.paolosavoia.com/post/accumulo)
Del resto, se vendi il radiante elettrico non puoi non spingerlo
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Vedo che vi diverte molto parlare di AI, ma mentre vi concentrate sullo strumento, io mi concentro sulle soluzioni.
Potete ironizzare finché volete, ma sistemi come l’Ecodan Multi Comfort di Mitsubishi o la Yutampo di Hitachi esistono, funzionano e a Salerno sono più efficienti di un’idronica pura in contesti di ristrutturazione. Se preferite continuare a ridere sulle emoticon invece di confrontarvi sui prodotti o sulla gestione dei carichi fotovoltaici, fate pure. Io preferisco chi propone ai clienti case che consumano poco e non danno problemi. Buona UI a entrambi!
Potete ironizzare finché volete, ma sistemi come l’Ecodan Multi Comfort di Mitsubishi o la Yutampo di Hitachi esistono, funzionano e a Salerno sono più efficienti di un’idronica pura in contesti di ristrutturazione. Se preferite continuare a ridere sulle emoticon invece di confrontarvi sui prodotti o sulla gestione dei carichi fotovoltaici, fate pure. Io preferisco chi propone ai clienti case che consumano poco e non danno problemi. Buona UI a entrambi!
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Alla sera, quando vai a dormire e non vuoi sentire il ventilatore o lo sbrinamento ... Comfort.è la possibilità di poter utilizzare l'impianto in modalità COMFORT che mi lascia perplesso
Accetti di pagare un po' di più, lo sai, ma non hai disagi per rumore aria fredda (sbrinamento).
C'è chi lo utilizza e chi no.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Ci sta che si possano proporre.Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:21 Pma sistemi come l’Ecodan Multi Comfort di Mitsubishi o la Yutampo di Hitachi esistono, funzionano e a Salerno sono più efficienti di un’idronica pura in contesti di ristrutturazione. Se preferite continuare a ridere sulle emoticon invece di confrontarvi sui prodotti o sulla gestione dei carichi fotovoltaici, fate pure. Io preferisco chi propone ai clienti case che consumano poco e non danno problemi. Buona UI a entrambi!
Li propongo anche io (non quelli che hai detto tu ma altri che ho elencato io)
Ma tu ammetti che per il confort in inverno lo dai al radiante elettrico. Direi che basta questo.
Io eventuale extra produzione FV la faccio andare tramite smart grid in innalzamento del set point bollitore ACS tramite pompa di calore e non resistenze elettriche e solo con bollitori in classe almeno B.
In estate faccio un offset di -1°C sui termostati ad esempio.
Si può fare quel che si vuole basta saperne i limiti.
(PS il Ecodan Multi Comfort non è a recupero)
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Ma sai cosa stai dicendo?perchè la resistenza sull'ACS che accumuli la mattina, disperde quanto va bene 4 W/K e ora che ora di sera è già freddo e d'estate ti porta pure carico interno!
Ad esempio: tu tieni il bollitore freddo, in estate?
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Facciamo un esempio, che vale per il 65% delle ore di soleggiamento.o eventuale extra produzione FV la faccio andare tramite smart grid in innalzamento del set point bollitore ACS tramite pompa di calore e non resistenze
Hai una produzione in esubero di 500 W: che fai? Azioni la PdC da 3 kW?
Oppure? Fare quello che propongo io, è una s...a?
Re: Nuovo impianto scelta PDC
sto dicendo che caricare un bollitore di 10K non è detto che sia un guadagno perchè ci sono bollori che perdono 2°C/h (tralasciamo le tubazioni che si attaccano a quelle)Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:29 Ma sai cosa stai dicendo?
Ad esempio: tu tieni il bollitore freddo, in estate?
Ah, misure ovviamente, non MANUALONI anni '70
Il bollitore deve sempre garantire l'acs quando serve e cerco di organizzarlo e farlo programmare in base alle esigenze.
Se si lavano la sera alle 20 non lo faccio caricare la mattina alle 11 anceh se io uso bollitori in classe B almeno
Posso fare questa cosa solo se uso i PCM (e lo faccio)
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Beh, se hai un impianto che per 65% delle ore ti fa un esubero di solo 500W andiamo male bro.Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:32Facciamo un esempio, che vale per il 65% delle ore di soleggiamento.o eventuale extra produzione FV la faccio andare tramite smart grid in innalzamento del set point bollitore ACS tramite pompa di calore e non resistenze
Hai una produzione in esubero di 500 W: che fai? Azioni la PdC da 3 kW?
Oppure? Fare quello che propongo io, è una s...a?
PS: non te lo dico solo da uno che monitora involucri, impianti termici e FV dei clienti, ma parto per prima da me.
Ho fotovoltaico (2 impianti) dal 2007 e tutti sotto meter.
Cosa te ne fai dell'extraproduizion che hai al 90% dell'energia in tra aprile e settembre? IN qualche mese un po' raffreddi, ma non ti serve tutta quell'energia!
O la accumuli (in batterie termiche e elettriche) oppure la cedi
Di sicuro non mi metto a mettere 100W nel bollitore in estate
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Invece di parlare delle misure (con la strumentazione standard, fuori dei laboratori delle università, ecc. sono sempre sbagliate: vuoi esempi? anche il mio contatore della luce sbaglia, tant'è che me lo hanno cambiato) e del PCM, rispondi concretamente: che fai in quelle condizioni? Azioni la PdC?Hai una produzione in esubero di 500 W: che fai? Azioni la PdC da 3 kW?
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Beh, giusto.Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:47Invece di parlare delle misure (con la strumentazione standard, fuori dei laboratori delle università, ecc. sono sempre sbagliate: vuoi esempi? anche il mio contatore della luce sbaglia, tant'è che me lo hanno cambiato) e del PCM, rispondi concretamente: che fai in quelle condizioni? Azioni la PdC?Hai una produzione in esubero di 500 W: che fai? Azioni la PdC da 3 kW?
I costruttori che fanno le prove nei laboratori di università imbrogliano
Io che misuro (e non certifico nulla e mi accontento del +/-5% , di capire l'andamento) sbaglio
Fai giusto tutto tu ed i tuoi software
Con il PCM? Si certo aziono la pdc che ha un rendimento di 2.5 e amplifico di molto i tuoi 500W
Però mi piaci ora che non sembri Gemini
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
E ci mancherebbe! Ma hai capito come funziona il sistema? Certo che no, perché, se lo avessi capito, sapresti che la produzione varia istantaneamente (basta una nuvola) e il consumo anche (basta che parta la resistenza della lavatrice o il compressore del frigorifero): quindi, che fai? Già, la batteria, che non costa nulla ed è "ultra green" (prima e dopo la fornitura all'utente).Di sicuro non mi metto a mettere 100W nel bollitore in estate
Prima: chi se frega dello sfruttamento delle persone e dell'inquinamento dei loro territori!
Dopo: chi se frega dello smaltimento di prodotti altamente inquinanti (e tossici). Moriranno i nostri figli o nipoti per questo, ma noi no!
Ma ora, basta, veramente!
Re: Nuovo impianto scelta PDC
PS: ricorri a Gemini, ti aiuterebbe.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Una resistenza dimmerabile.
La fanno tanti elettricisti e tanti KNXisti
A me non piace.
Invece accumulare calore in acqua e farlo disperdere è green?Esa ha scritto: ven gen 23, 2026 18:56 Già, la batteria, che non costa nulla ed è "ultra green" (prima e dopo la fornitura all'utente).
Tu riesci (ovvio che si) a mettere tanta energia con una resistenza elettrica in un bollitore in piena estate o nelle mezze stagioni?
Se si è per un motivo, forse 2
Il FV è piccolo
Hai bollitori che disperdono
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
sul riscaldamento radiante elettrico ormai ammetto che la battaglia è persa
ma l'energia del FV non è gratuita: se la si consuma, si rinuncia alla valorizzazione in rete (che sia RID, SSP o CACER), che per quanto bassa non è certo nulla.
magari chiamiamola a basso costo, quello ci sta (anche se comunque usarla a COP=1 è dannoso economicamente rispetto all'usare il gas, anche in un generatore non a condensazione; ovviamente per chi ha il gas).
Re: Nuovo impianto scelta PDC
con l'accumulo che disperde prima dell'utilizzo (e questo vale per gli accumuli di acqua e molto meno per i PCM) il COP dell'operazione è << 1Ronin ha scritto: sab gen 24, 2026 14:45 (anche se comunque usarla a COP=1 è dannoso economicamente rispetto all'usare il gas, anche in un generatore non a condensazione; ovviamente per chi ha il gas).
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
vabbè, ma l'accumulo disperde anche se lo carica la caldaia. stimare quanto meno disperderebbe un accumulo più ridotto richiede una valutazione caso per caso (anche ammesso che non sia fatica degna di miglior causa), il confronto della generazione è già sufficiente per dichiarare l'operazione svantaggiosa.
anche se naturalmente, nelle case progettate in questo modo il gas non c'è proprio.
anche se naturalmente, nelle case progettate in questo modo il gas non c'è proprio.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
certo.Ronin ha scritto: sab gen 24, 2026 16:04 vabbè, ma l'accumulo disperde anche se lo carica la caldaia.
ma se lo carichi quanto non lo usi (come si fa generalmente con l'esubero di FV per i bollitori) aumenti la dispersione
tanto difficile non èRonin ha scritto: sab gen 24, 2026 16:04 stimare quanto meno disperderebbe un accumulo più ridotto richiede una valutazione caso per caso (anche ammesso che non sia fatica degna di miglior causa), il confronto della generazione è già sufficiente per dichiarare l'operazione svantaggiosa.
E poi lo si misura anche
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Capisco l'osservazione, Ronin, ma proviamo a fare due conti.
Vendere l'energia di giorno a 0,04 €/kWh per poi riacquistarla la sera a 0,25 €/kWh non è un investimento, è una perdita. Se utilizzo l'energia prodotta per un servizio essenziale (ACS o riscaldamento), sto valorizzando quel kWh al prezzo dell'acquisto a cui sarei andato incontro.
Sul tema del COP: perché non guardare l'efficienza economica globale? La PdC ha un COP elevato, vero, Ma i costi di installazione, manutenzione obbligatoria e sostituzione, sono altissimi. In Classe A, il risparmio "termodinamico", copre i costi fissi? Il sistema che propongo prevede resistenza per ACS e resistenze per riscaldare (ovvio: in estate, split, a gradini). Vero che ha un COP di 1, ma i costi iniziali sono minimi, la manutenzione zero e la modulazione del surplus millimetrica.
Il sistema trasforma la casa in una batteria termica e, modulando il carico sull'esubero del FV, elimina i picchi di prelievo.
In sintesi: meglio incassare 4 centesimi o evitare di pagarne 30? Io scelgo di minimizzare gli scambi con la rete. Se poi vogliamo usare il FV per scaldare il cortile, allora sì, meglio venderla!
Ma se parliamo di un uso razionale, il confronto è aperto.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
0,04 è un prezzo da 2020 col covid, oggi con il RID prendi anche 0,10, con lo SSP (per chi ce lo ha ancora) anche di più.
con le CER fino a 0,22, se trovi qualcuno che consuma mentre tu produci (poi è chiaro, dovrete dividervi gli 0,12 aggiuntivi tra te, lui e la CER...).
l'idea che se carichi 1 kWh di giorno la sera hai ancora 1 kWh... diciamo che secondo me non è corretta, ecco; nemmeno nelle batterie al litio accade, figuriamoci un accumulo termico, magari con l'isolamento standard dei prodotti da catalogo, e magari pure posizionato come spesso accade, in un locale tecnico cioè non intenzionalmente riscaldato.
non è che io non comprenda il concetto "per quattro soldi, non vale la pena complicarsi la vita"; ma cercare di venderla come efficienza è davvero troppo.
con le CER fino a 0,22, se trovi qualcuno che consuma mentre tu produci (poi è chiaro, dovrete dividervi gli 0,12 aggiuntivi tra te, lui e la CER...).
l'idea che se carichi 1 kWh di giorno la sera hai ancora 1 kWh... diciamo che secondo me non è corretta, ecco; nemmeno nelle batterie al litio accade, figuriamoci un accumulo termico, magari con l'isolamento standard dei prodotti da catalogo, e magari pure posizionato come spesso accade, in un locale tecnico cioè non intenzionalmente riscaldato.
non è che io non comprenda il concetto "per quattro soldi, non vale la pena complicarsi la vita"; ma cercare di venderla come efficienza è davvero troppo.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Ronin, i numeri sul RID e sulle CER sono interessanti, ma stiamo parlando del progetto di uno che sta scegliendo un impianto per una casa, non di uno che gioca in borsa con l’energia!
Basare un progetto sul RID a 0,10 € (lordi e tassati) o sullo SSP (che sta morendo per legge) è un rischio da correre?. L’unica cosa che non perde valore è il kWh autoprodotto e auto consumato. Risparmiare 0,25 €/kWh di acquisto è sempre meglio che incassarne 0,10 € (forse) dalla rete (magari, anche tassato e chissà fino a quando; lasciamo perdere la CER, per favore!). Un sistema di autoconsumo ben strutturato è una garanzia, il RID è una scommessa.
Alla sera il kWh caricato di giorno non c'è più? In una casa in Classe A ben isolata, se scaldi il pavimento e il boiler tra le 11 e le 15, hai un'energia che resta confinata nell'involucro. Certo, se metti l'accumulo in un locale freddo o non isoli né il serbatoio né l’involucro, non stai progettando in maniera professionale, stai solo copiando schemi preconfezionati. Somministrare calore quando il sole è gratis significa non doverlo fare alla sera, quando l'energia della rete costa cara.
Poi, smettiamola di parlare sempre del COP miracoloso come unico parametro della progettazione "moderna"! A parte che la realtà dimostra altro, in una casa ottimamente isolata, che richiede una potenza di 30 W/mq, la differenza di consumo reale tra una PdC e l'effetto Joule modulante è minima in termini assoluti e quella differenza viene polverizzata dai costi fissi (~250 €/anno di manutenzione e controlli obbligatori), dall'ammortamento (circa 10.000 € di extra-costo iniziale per macchine, accumuli, idraulica, ecc. che non rientreranno mai, e affidabilità (un nastro riscaldante è statico ed eterno; la PdC è una macchina complessa, soggetta a usura, con elettronica delicata e costosa, con obsolescenza rapida).
In sintesi: invece di spendere 25.000 € (sento anche di prezzi molto più alti!) per un sistema complesso a PdC che in Classe A lavora (spesso) a bassa efficienza (avviamento/stop, sbrinamento, ecc.), non è meglio spendere 10.000 € in meno per un sistema elettrico modulante e investire i 10.000 € risparmiati sul Fv, un miglior isolamento, ecc. ecc.?
Questa è la vera efficienza globale. Il D.Lgs. 5/2026 (me lo avete fatto notare voi) forse lo ha capito, eliminando i vincoli normativi che bloccavano il buon senso.
Magari è ora che anche i termotecnici accettino che, in Classe A, la semplicità e l’integrazione modulante delle resistenze e del FV sono le vere innovazioni da valorizzare!
Basare un progetto sul RID a 0,10 € (lordi e tassati) o sullo SSP (che sta morendo per legge) è un rischio da correre?. L’unica cosa che non perde valore è il kWh autoprodotto e auto consumato. Risparmiare 0,25 €/kWh di acquisto è sempre meglio che incassarne 0,10 € (forse) dalla rete (magari, anche tassato e chissà fino a quando; lasciamo perdere la CER, per favore!). Un sistema di autoconsumo ben strutturato è una garanzia, il RID è una scommessa.
Alla sera il kWh caricato di giorno non c'è più? In una casa in Classe A ben isolata, se scaldi il pavimento e il boiler tra le 11 e le 15, hai un'energia che resta confinata nell'involucro. Certo, se metti l'accumulo in un locale freddo o non isoli né il serbatoio né l’involucro, non stai progettando in maniera professionale, stai solo copiando schemi preconfezionati. Somministrare calore quando il sole è gratis significa non doverlo fare alla sera, quando l'energia della rete costa cara.
Poi, smettiamola di parlare sempre del COP miracoloso come unico parametro della progettazione "moderna"! A parte che la realtà dimostra altro, in una casa ottimamente isolata, che richiede una potenza di 30 W/mq, la differenza di consumo reale tra una PdC e l'effetto Joule modulante è minima in termini assoluti e quella differenza viene polverizzata dai costi fissi (~250 €/anno di manutenzione e controlli obbligatori), dall'ammortamento (circa 10.000 € di extra-costo iniziale per macchine, accumuli, idraulica, ecc. che non rientreranno mai, e affidabilità (un nastro riscaldante è statico ed eterno; la PdC è una macchina complessa, soggetta a usura, con elettronica delicata e costosa, con obsolescenza rapida).
In sintesi: invece di spendere 25.000 € (sento anche di prezzi molto più alti!) per un sistema complesso a PdC che in Classe A lavora (spesso) a bassa efficienza (avviamento/stop, sbrinamento, ecc.), non è meglio spendere 10.000 € in meno per un sistema elettrico modulante e investire i 10.000 € risparmiati sul Fv, un miglior isolamento, ecc. ecc.?
Questa è la vera efficienza globale. Il D.Lgs. 5/2026 (me lo avete fatto notare voi) forse lo ha capito, eliminando i vincoli normativi che bloccavano il buon senso.
Magari è ora che anche i termotecnici accettino che, in Classe A, la semplicità e l’integrazione modulante delle resistenze e del FV sono le vere innovazioni da valorizzare!
Re: Nuovo impianto scelta PDC
E qui casca l'esaEsa ha scritto: sab gen 24, 2026 19:38 Capisco l'osservazione, Ronin, ma proviamo a fare due conti.
Vendere l'energia di giorno a 0,04 €/kWh per poi riacquistarla la sera a 0,25 €/kWh non è un investimento, è una perdita. Se utilizzo l'energia prodotta per un servizio essenziale (ACS o riscaldamento), sto valorizzando quel kWh al prezzo dell'acquisto a cui sarei andato incontro.
0.04? un po' basso diciamo. ma teniamolo.
RIscaldiamo prelevando dala rete? COP4 ?
il tuo kWh è valorizzato 0.25/4 = 0.0625 kWh
Facciamo acs? COP3, e 0.25 / 3 = 0.083 kWh
CApisci quindi se quel tuo 0.04 non è veritiero, siamo già allineati
Con il tuo kWh accumulato, ma sei sordo o non capisci, NON risulta poi realmente UTILE se fai ACS e NON consumi istantaneamente perchè il tuo kWh fa aumentare la temperatura del bollitore e aumenti le dispersioni, con il risultato che stai buttando energia.
Voi piemontesi riuscite a trasformare le case in batterie agendo sulla T dell'aria e dell'acqua.Esa ha scritto: sab gen 24, 2026 19:38 Il sistema trasforma la casa in una batteria termica e, modulando il carico sull'esubero del FV, elimina i picchi di prelievo.
Ho già mandato un link dove ci sono deiconti su quanto accumuli nell'aria o nell'acqua.
https://www.paolosavoia.com/post/accumulo
Niente in tutto.
Se vuoi accumulare devi usare massetti e PCM
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
AhahahEsa ha scritto: sab gen 24, 2026 22:28 A parte che la realtà dimostra altro, in una casa ottimamente isolata, che richiede una potenza di 30 W/mq,
Mai fatta una passivhaus o una casaclima gold o una minergie? Ecco quella è ottimamente isolata e 30W/m2 sono il triplo delle potenze di una casa ottimamente isolata.
Ma l'accumulo di calore e l'isolamento termico centra a metà. Ma non perdo troppo tempo con te, tanto nemmeno leggi quel che posto https://www.paolosavoia.com/post/costante_di_tempo
(tutta roba che capiresti seguendo i "corsetti")
Stai sereno bro, c'è sempre il DM Requisiti Minimi che te lo vietaEsa ha scritto: sab gen 24, 2026 22:28 Il D.Lgs. 5/2026 (me lo avete fatto notare voi) forse lo ha capito, eliminando i vincoli normativi che bloccavano il buon senso.
Già, il ritorno al passatoEsa ha scritto: sab gen 24, 2026 22:28 Magari è ora che anche i termotecnici accettino che, in Classe A, la semplicità e l’integrazione modulante delle resistenze e del FV sono le vere innovazioni da valorizzare!
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Quindi, per una casa da 120 mq bastano 1.200 W e non 3.600 come scrivevo io.30W/m2 sono il triplo delle potenze di una casa ottimamente isolata.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
SuperP, la progettazione si dovrebbe fare considerando i costi complessivi dell’impianto (costruzione e gestione), non i COP teorici. Dividere 0,25 per un COP 4 ignora sbrinamenti, ausiliari, perdite sulla rete e, soprattutto, i costi fissi. Per l’accumulo: preferisco disperdere qualche W di esubero solare gratuito nel bollitore a mezzogiorno, piuttosto che pagare il 100% dell'energia prelevata la sera per fare la stessa ACS. Le case da 10 W/m²? Il PCM? Ma dove? Mosche bianche rispetto al mercato reale. Le nuove case viaggiano sui 25-30 W/m² e la semplicità impiantistica è un valore, non un limite. Il DM Requisiti Minimi fissa limiti di energia primaria; se il bilancio (Involucro + Joule + FV) li rispetta, il progetto è a norma. Il D.Lgs 5/2026 ha semplicemente rimosso il paradosso che ne impediva l'uso nel il calcolo nelle rinnovabili.
Ritorno al passato o evoluzione verso impianti zero-manutenzione e zero-costi di gestione? I numeri, a fine anno, dicono questo.
Per il resto, ti lascio ai tuoi ragionamenti, fuorvianti e fuori luogo.
Passo e chiudo.
Ritorno al passato o evoluzione verso impianti zero-manutenzione e zero-costi di gestione? I numeri, a fine anno, dicono questo.
Per il resto, ti lascio ai tuoi ragionamenti, fuorvianti e fuori luogo.
Passo e chiudo.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Non per una casaEsa ha scritto: dom gen 25, 2026 20:37Quindi, per una casa da 120 mq bastano 1.200 W e non 3.600 come scrivevo io.30W/m2 sono il triplo delle potenze di una casa ottimamente isolata.
Per una Passivhaus o Casaclima Gold o Minergie
Arrivi a quei livelli
Quindi? Resistenza elettrica?
Anche no.
Un dual split canalizzato? Valutabilissimo.
E nel bagno? QUello rimane caldo con la VMC e lì si che puoi usare un elettrico puro, ma temporizzato.
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Re: Nuovo impianto scelta PDC
Se accendi l'asciuga capelli (2000W), hai il frigorifero domestico (300W), fai da mangiare (3000W), qualche luce e qualche led (150W) e sei in casa con moglie e un figlio (300W), devi accendere il condizionatore.
Anche a gennaio.
Anche a gennaio.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Scusate, cancello!Esa ha scritto: lun gen 26, 2026 11:27 Se accendi l'asciuga capelli (2000W), hai il frigorifero domestico (300W), fai da mangiare (3000W), qualche luce e qualche led (150W) e sei in casa con moglie e un figlio (300W), devi accendere il condizionatore.
Anche a gennaio.
Re: Nuovo impianto scelta PDC
Non hai capito che non funziona cosìEsa ha scritto: lun gen 26, 2026 11:27 Se accendi l'asciuga capelli (2000W), hai il frigorifero domestico (300W), fai da mangiare (3000W), qualche luce e qualche led (150W) e sei in casa con moglie e un figlio (300W), devi accendere il condizionatore.
Anche a gennaio.
Davvero, non voglio nemmeno lontanamente confrontarmi con te su un tema, le passivhaus o siilari, che non conosci.
Lascia perdere, quanto hai scritto fa ridere alla grande.
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