Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Normativa Termotecnica, Impianti di riscaldamento, Legge 10/91, DLgs 192/05, ecc.

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Esa
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Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Esa »

Nella discussione su “PDC con volano termico in serie vs separatore” abbiamo spaziato dalla geopolitica ai massimi sistemi della termotecnica. Tutto molto interessante, ma ho la sensazione che a volte si rischi di vendere la teoria come unica verità, dimenticando che il collaudo si fa con il manometro, il termometro, l’amperometro, il cronometro, ecc. non con le slide dei corsi. Durante questi, dovrebbero insegnarti come usare gli strumenti e non come teorizzare sulle nuvole.
Per questo ho voluto testare l'IA su un terreno pratico: ho chiesto di generare una Checklist per effettuare un Collaudo Idraulico per una PdC da 8/10 kW, basata esclusivamente sulla realtà del cantiere.
Ecco i 4 punti che l'IA ha suggerito per evitare i classici problemi di funzionamento dopo l’installazione (con conseguenti lamentele da parte del cliente):
1.Analisi del Delta T dinamico: verificare che sul primario il salto termico sia tra 5 e 7 K. Se è superiore, stiamo già perdendo efficienza, indipendentemente dallo schema scelto.
2.Verifica dell'inerzia reale in sbrinamento: non litri teorici, ma energia disponibile al netto delle zone termostatizzate chiuse. L'IA suggerisce di cronometrare il primo sbrinamento: se supera i 10 minuti, il sistema è sottodimensionato idraulicamente (volume inerziale insufficiente).
3.Il test del 'rimescolamento parassita': misurare le temperature sui 4 attacchi del separatore. Se la mandata al secondario è anche solo di 1 grado inferiore al primario, non c’è bilanciamento.
4.Rumorosità e portate: verificare le velocità del fluido nei tratti terminali per evitare fastidiosi fruscii notturni (spesso ignorati nei calcoli teorici, ma causa di frequenti lamentele).
A chi spettano queste verifiche? Al CAT? All'installatore? Al progettista e DL?
Proviamo a rispondere insieme?
La mia riflessione: invece di frequentare l'ennesimo corso teorico che ci racconta come 'dovrebbe' essere il mondo, non sarebbe più utile provare ad usare l'IA per creare protocolli di collaudo oggettivi che non lascino spazio a interpretazioni o a scuole di pensiero?
E’ preferibile uno strumento che risolve un problema di portata “lunedì mattina”, oppure una lezione accademica sulla geopolitica cinese?
Ronin
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Ronin »

in tutta onestà non vedo perchè non potrebbe esserci spazio per entrambe le cose.
premesso che si deve portare a casa la pagnotta e ovviamente chi come te non ha uno stipendio fisso deve dare la priorità alle cose che portano fatturato, non per questo non può esservi uno spazio per ragionamenti con visione più ampia.
non sesso degli angeli, ma analisi dei motivi per cui ci vengono imposte regole e obiettivi, e quanto questi fanno effettivamente l'interesse sia dell'ambiente che dei clienti.
se non ci pensi mai, rimani sempre sospeso tra le due scelte, quella mediocre di subirli e quella criminale di evaderli.
SuperP
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

Esa ha scritto: dom gen 18, 2026 22:23 Nella discussione su “PDC con volano termico in serie vs separatore” abbiamo spaziato dalla geopolitica ai massimi sistemi della termotecnica. Tutto molto interessante, ma ho la sensazione che a volte si rischi di vendere la teoria come unica verità, dimenticando che il collaudo si fa con il manometro, il termometro, l’amperometro, il cronometro, ecc. non con le slide dei corsi. Durante questi, dovrebbero insegnarti come usare gli strumenti e non come teorizzare sulle nuvole.
Per questo ho voluto testare l'IA su un terreno pratico: ho chiesto di generare una Checklist per effettuare un Collaudo Idraulico per una PdC da 8/10 kW, basata esclusivamente sulla realtà del cantiere.
Ecco i 4 punti che l'IA ha suggerito per evitare i classici problemi di funzionamento dopo l’installazione (con conseguenti lamentele da parte del cliente):
1.Analisi del Delta T dinamico: verificare che sul primario il salto termico sia tra 5 e 7 K. Se è superiore, stiamo già perdendo efficienza, indipendentemente dallo schema scelto.
2.Verifica dell'inerzia reale in sbrinamento: non litri teorici, ma energia disponibile al netto delle zone termostatizzate chiuse. L'IA suggerisce di cronometrare il primo sbrinamento: se supera i 10 minuti, il sistema è sottodimensionato idraulicamente (volume inerziale insufficiente).
3.Il test del 'rimescolamento parassita': misurare le temperature sui 4 attacchi del separatore. Se la mandata al secondario è anche solo di 1 grado inferiore al primario, non c’è bilanciamento.
4.Rumorosità e portate: verificare le velocità del fluido nei tratti terminali per evitare fastidiosi fruscii notturni (spesso ignorati nei calcoli teorici, ma causa di frequenti lamentele).
A chi spettano queste verifiche? Al CAT? All'installatore? Al progettista e DL?
Proviamo a rispondere insieme?
La mia riflessione: invece di frequentare l'ennesimo corso teorico che ci racconta come 'dovrebbe' essere il mondo, non sarebbe più utile provare ad usare l'IA per creare protocolli di collaudo oggettivi che non lascino spazio a interpretazioni o a scuole di pensiero?
E’ preferibile uno strumento che risolve un problema di portata “lunedì mattina”, oppure una lezione accademica sulla geopolitica cinese?
Tu pensa che l'IA che usi è stata addestrata anche sui miei Per_Corsi (e davvero 'sta storia che mi tiri sempre in ballo, mi sta un po' rompendo... almeno avessi seguito uno di questi per valutarlo!)

La teoria che tu così chiami qui, è la TUA teoria.
Tu pensa che io dico sempre che "la teoria e la pratica vanno d'accordo... in teoria"

Io dal 2017 monitoro gli impianti (e anche il comportamento degli edifici) e tutto quanto scrivo ha sempre un riscontro da monitoraggio.
Come i rimescolamenti nel 4 attacchi (inerziale) o le problematiche di separazione idraulica
Anzi per questo, caro il mio fenomeno, nelle mie slide e nei miei corsi faccio anche di più
Faccio vedere come ho ricavato non solo i dati di temperatura ma anche di portata con misuratori ultrasuoni sulle tubazioni di collegamento degli inerziali a 2-3-4 attacchi
E questo mio approccio completo di teoria e misure in cantiere è molto apprezzato.

Sparlare a vanvera è lo sport nazionale, poi farlo senza avere le "OO", nascondendosi dietro un nickname (caro Sergio o suo amico stretto) è davvero da questo mondo moderno.

A chi spetta verificare quanto dici sopra?
Quelle sensate (la velocità dei tubi è leggermente impegnativa, ma tu lo sai vero come si MISURA in opera)
Ma anche prendere 4 temperature reali con sonde a contatto, oppure devi avere il pozzetti e non devono sentire interferenze.
Al cat frega poco
All'installatore medio meno
Al professionista medio meno ancora

Io spesso faccio molti monitoraggi per capire se il corretto funzionamento per mia cultura personale. Ho decine di impianti monitorati (con sistemi del produttore o extra) che controllo e su cui intervengo in caso di problemi

PS: per ora, con te, l'unica cosa che fa l'IA è la moltiplicazione... si la moltiplicazione dei tuoi interventi. Stavo meglio quando te ne eri andato in letargo pe un po'
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da NoNickName »

SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 07:34 Al cat frega poco
All'installatore medio meno
Al professionista medio meno ancora
Dimentichi il cliente, che non sa neanche di cosa stai parlando, ed è addirittura contrario, se la verifica comporta dei costi, come è ovvio.
I protocolli di collaudo, quando presenti, nessuno ha interesse ad eseguirli.
Invece per la loro stesura, ci sono già fior di normative e libri (ASHRAE). Non serve l'AI.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

NoNickName ha scritto: lun gen 19, 2026 08:39
SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 07:34 Al cat frega poco
All'installatore medio meno
Al professionista medio meno ancora
Dimentichi il cliente, che non sa neanche di cosa stai parlando, ed è addirittura contrario, se la verifica comporta dei costi, come è ovvio.
I protocolli di collaudo, quando presenti, nessuno ha interesse ad eseguirli.
Invece per la loro stesura, ci sono già fior di normative e libri (ASHRAE). Non serve l'AI.
Ma se SuperP li fa, visto che ha decine di impianti monitorati è perché qualcuno li richiede, probabilmente pagando il servizio visto che il nostro non credo sia un samaritano
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da NoNickName »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 08:58 Ma se SuperP li fa, visto che ha decine di impianti monitorati è perché qualcuno li richiede, probabilmente pagando il servizio visto che il nostro non credo sia un samaritano
Io ne ho centinaia di impianti monitorati, ciò non significa che siano stati collaudati in conformità ai protocolli.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Ronin »

SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 07:34 la moltiplicazione dei tuoi interventi. Stavo meglio quando te ne eri andato in letargo pe un po'
verrebbe da chiedersi per quale motivo lo insegui in ogni post, mica è obbligatorio aprirli tutti :roll:
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

NoNickName ha scritto: lun gen 19, 2026 09:09
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 08:58 Ma se SuperP li fa, visto che ha decine di impianti monitorati è perché qualcuno li richiede, probabilmente pagando il servizio visto che il nostro non credo sia un samaritano
Io ne ho centinaia di impianti monitorati, ciò non significa che siano stati collaudati in conformità ai protocolli.
Cerchiamo di intenderci. Monitorare vuol dire tenere sotto controllo determinati parametri di funzionamento. Operazione che ha un costo credo.
Poi ciò che succede dopo (o prima) è altro discorso. Tu sei un post vendita (credo dipendente), SP è un libero professionista. Avete dei clienti che vi paga per "monitorare" e basta ?
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da NoNickName »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 09:40 Operazione che ha un costo credo.
No.
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 09:40 Avete dei clienti che vi paga per "monitorare" e basta ?
Non pagano, quindi facciamo quello che vogliamo o che ci chiedono, ma ciò non ha attinenza rispetto al collaudo.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Esa »

Il monitoraggio e le misure in opera sono fondamentali, ma è importante aver chiaro che non sono un'alternativa alla conformità normativa: sono due facce della stessa medaglia. Un collaudo che ignora gli obblighi amministrativi e legislativi (come quelli legati al circuito frigorifero o alla sicurezza) è un lavoro parziale.
Comunque, quello che chiedevo è, se possibile, contribuire a stilare un elenco di operazioni e una procedura condivisa sul collaudo delle PdC “domestiche”. Con o senza l’aiuto della IA.
Un “protocollo” da inserire nei capitolati di appalto.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

NoNickName ha scritto: lun gen 19, 2026 09:46
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 09:40 Operazione che ha un costo credo.
No.
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 09:40 Avete dei clienti che vi paga per "monitorare" e basta ?
Non pagano, quindi facciamo quello che vogliamo o che ci chiedono, ma ciò non ha attinenza rispetto al collaudo.
Che non abbia attinenza col collaudo l'ho pure specificato nella domanda. La mia era solo una curiosità
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 08:58 Ma se SuperP li fa, visto che ha decine di impianti monitorati è perché qualcuno li richiede, probabilmente pagando il servizio visto che il nostro non credo sia un samaritano
Io lo faccio spesso, il servizio di controllo da remoto dei monitoraggi, non pagato per imparare davvero come funzionano gli impianti.
Poi con certi clienti è + importante questo servizio che la progettazione iniziale.
Ci si aiuta con i CAT e spesso anceh con i produttori.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

Ronin ha scritto: lun gen 19, 2026 09:17 verrebbe da chiedersi per quale motivo lo insegui in ogni post, mica è obbligatorio aprirli tutti :roll:
Per vedere in quanti continua a fare illusioni poco velate
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 10:08
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 08:58 Ma se SuperP li fa, visto che ha decine di impianti monitorati è perché qualcuno li richiede, probabilmente pagando il servizio visto che il nostro non credo sia un samaritano
Io lo faccio spesso, il servizio di controllo da remoto dei monitoraggi, non pagato per imparare davvero come funzionano gli impianti.
Poi con certi clienti è + importante questo servizio che la progettazione iniziale.
Ci si aiuta con i CAT e spesso anceh con i produttori.
Fammi capire. Fai installare dei sistemi di telelettura dei principali paramentri di funzionamento delle PDC e le visualizzi da remoto ?
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 10:22 Fammi capire. Fai installare dei sistemi di telelettura dei principali paramentri di funzionamento delle PDC e le visualizzi da remoto ?
Metto pompe di calore con sistema integrato di monitoraggio
Oppure faccio integrazioni di sonde con la domotica (e le vedo da remoto)
Oppure faccio installare delle centraline autonome per vedere come si comportano vari parametri (e questo lo faccio anche per consulenze su impianti che vanno male)
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 10:44
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 10:22 Fammi capire. Fai installare dei sistemi di telelettura dei principali paramentri di funzionamento delle PDC e le visualizzi da remoto ?
Metto pompe di calore con sistema integrato di monitoraggio
Oppure faccio integrazioni di sonde con la domotica (e le vedo da remoto)
Oppure faccio installare delle centraline autonome per vedere come si comportano vari parametri (e questo lo faccio anche per consulenze su impianti che vanno male)
Immagino con aggravio di costi per l'utente
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 10:45 Immagino con aggravio di costi per l'utente
Come ti ho già risposto, spesso no
Se non è una consulenza su un impianto NON mio, non mi faccio pagare per vedere come funziona ed aiutarlo a fare qualche modifica per ottiizzazioni

Mi diverto, imparo un sacco.
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L'Enzo
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da L'Enzo »

interessante discussione,
secondo me il nocciolo della questione è come inserire in un incarico professionale termotecnico per una villetta, perchè di quello stiamo parlando, un lavoro post opera e/o collaudo.
Sinceramente qua da noi non ne ho MAI visti, sarebbe interessante sapere se veramente riuscite a farvi riconoscere queste attività e come/quanto.
HUGO
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

L'Enzo ha scritto: lun gen 19, 2026 11:25 interessante discussione,
secondo me il nocciolo della questione è come inserire in un incarico professionale termotecnico per una villetta, perchè di quello stiamo parlando, un lavoro post opera e/o collaudo.
Sinceramente qua da noi non ne ho MAI visti, sarebbe interessante sapere se veramente riuscite a farvi riconoscere queste attività e come/quanto.
Per quanto mi riguarda le domande fatte fino a ora sono rivolte a questo. Le risposte non sono esaudienti. Per la cronaca se voglio divertirmi non lo faccio certo monitorando il funzionamento di una pdc. Ma probabilmente sbaglio io.
Parafrasando un vecchio allenatore di calcio che diceva "rigore c'è quando arbitro fischia" . Mi viene da dire da dire "termotecnico c'è quando a cliente serve"
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da vinz75 »

Non c'è dubbio che monitorare gli impianti progettati rappresenti una grande crescita e conoscenza concreta. Su questo siamo tutti d'accordo?
A meno di non farne una professione, è molto difficile che qualcuno ci paghi per questo, come già dimostrano gli interventi che ho letto.
Si tratta di una scelta: investire il proprio tempo per la formazione, come si fa per i corsi.
Che poi per qualcuno sia un divertimento e per qualcun altro no, è solo questione soggettiva che poco importa.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da ponca »

concordo sull'importanza del monitoraggio degli impianti a PDC
purtroppo anche su alcune perplessità sul riconoscimento di questa attività, ma è vero anche che ci sono molte persone poco soddisfatte dei propri consumi
rilevo anche che molti cat spesso non sono in grado di occuparsi di questo e forse dovrebbero essere loro in primis a offrire questo servizio, magari con l'ausilio dei costruttori di PDC o di tecnici terzi

in base alle mie esperienze è importante andare su PDC che permettono di vedere i consumi effettivi, cosa purtroppo non scontata
o eventualmente di aggiungere subito qualcosa, anche un banale datalogger in modo da avere disponibili dei dati oggettivi senza dover aggiungere componenti in un secondo momento
Ultima modifica di ponca il lun gen 19, 2026 12:35, modificato 2 volte in totale.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da NoNickName »

Non capisco perchè commissioning e monitoraggio sono discussi assieme .
Sono due attività ben distinte, effettuate in tempi diversi da persone diverse, per scopi diversi.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

NoNickName ha scritto: lun gen 19, 2026 12:03 Non capisco perchè commissioning e monitoraggio sono discussi assieme .
Sono due attività ben distinte, effettuate in tempi diversi da persone diverse, per scopi diversi.
Perfetto. Iniziamo "dal principio"
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ponca
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da ponca »

Esa parlava di collaudo poi la discussione è andata sul monitoraggio, che penso sia il vero tema in quanto il problema non è "avviare" la PDC ma verificare il suo funzionamento in tutte le fasi di lavoro e verificare i consumi e per farlo serve un intervallo di osservazione + ampio
SuperP
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da SuperP »

ponca ha scritto: lun gen 19, 2026 12:35 Esa parlava di collaudo poi la discussione è andata sul monitoraggio,
Per fare quello che dice Esa all'inizio devi monitorare.
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Esa »

La mia richiesta di confronto era limitata a verificare e completare una Checklist per il collaudo idraulico di una PdC da 8/10 kW, con l’obiettivo pratico di scrivere nei capitolati una clausola sensata che definisca cosa deve fare l’installatore o il collaudatore.
Non mi interessano i monitoraggi a distanza o le analisi a lungo termine per dimostrare teorie. Mi serve un foglio con dei risultati per dire al cliente: 'L’impianto è conforme' oppure 'Non lo è'.
Ecco la clausola che intenderei inserire nei miei capitolati:
Collaudo
L’impresa installatrice dovrà consegnare un verbale attestante i seguenti parametri rilevati in opera con macchina a regime:
1. Equilibrio termico primario: verifica che il salto termico (Delta T) tra mandata e ritorno sul circuito primario sia compreso tra 5 K e 7 K.
2. Verifica sbrinamento: esecuzione di un ciclo di sbrinamento forzato. La durata totale non deve eccedere i 10 minuti. Valori superiori comportano la revisione del volume tecnico d'inerzia.
3. Bilanciamento idraulico (separatore/puffer): rilevazione simultanea delle temperature sui 3 o 4 attacchi. La differenza tra mandata generatore e mandata utenza non deve superare i 2 K a pieno carico.
Il mancato rispetto di tali parametri comporta la non conformità dell'impianto al progetto prestazionale, con obbligo di ripristino o bilanciamento a carico dell'impresa.
(Oppure, comporta l'ammissione di aver redatto un progetto errato :oops: )
Che ne dite?
ponca
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da ponca »

Esa ha scritto: lun gen 19, 2026 12:56 La mia richiesta di confronto era limitata a verificare e completare una Checklist per il collaudo idraulico di una PdC da 8/10 kW, con l’obiettivo pratico di scrivere nei capitolati una clausola sensata che definisca cosa deve fare l’installatore o il collaudatore.
Non mi interessano i monitoraggi a distanza o le analisi a lungo termine per dimostrare teorie. Mi serve un foglio con dei risultati per dire al cliente: 'L’impianto è conforme' oppure 'Non lo è'.
Ecco la clausola che intenderei inserire nei miei capitolati:
Collaudo
L’impresa installatrice dovrà consegnare un verbale attestante i seguenti parametri rilevati in opera con macchina a regime:
1. Equilibrio termico primario: verifica che il salto termico (Delta T) tra mandata e ritorno sul circuito primario sia compreso tra 5 K e 7 K.
2. Verifica sbrinamento: esecuzione di un ciclo di sbrinamento forzato. La durata totale non deve eccedere i 10 minuti. Valori superiori comportano la revisione del volume tecnico d'inerzia.
3. Bilanciamento idraulico (separatore/puffer): rilevazione simultanea delle temperature sui 3 o 4 attacchi. La differenza tra mandata generatore e mandata utenza non deve superare i 2 K a pieno carico.
Il mancato rispetto di tali parametri comporta la non conformità dell'impianto al progetto prestazionale, con obbligo di ripristino o bilanciamento a carico dell'impresa.
(Oppure, comporta l'ammissione di aver redatto un progetto errato :oops: )
Che ne dite?

mi sembra controproducente se il progettista sei tu
l'impresa segue il progetto, poi perchè mai dovrebbe rispondere ad esempio se il volano (che tu hai dimensionato) è insufficiente?

poi comprendo che non sei interessato ai monitoraggi ma il corretto funzionamento dell'impianto non dovresti verificarlo in un pomeriggio durante l'avviamento ma su un tempo di osservazione + lungo in modo da "coprire" tutte le situazioni che possono presentarsi
imho ovviamente
Ronin
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Ronin »

SuperP ha scritto: lun gen 19, 2026 10:09 Per vedere in quanti continua a fare illusioni poco velate
io il riferimento ai corsi come "corsi di SuperP" non l'avevo colto.
non so gli altri, ma secondo me la prendi troppo sul personale.
vinz75
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da vinz75 »

Esa ha scritto: lun gen 19, 2026 12:56 Il mancato rispetto di tali parametri comporta la non conformità dell'impianto al progetto prestazionale, con obbligo di ripristino o bilanciamento a carico dell'impresa.
Errata corrige. "Il mancato rispetto di tali parametri evidenzia carenze progettuali e conseguentemente l'obbligo da parte del progettista di provvedere a sue spese".
Un suicidio. Durante il primo avvio degli impianti CAT e installatore di norma controllano già questi parametri e impostano temperature, salti termici portate ecc in base alla loro esperienza.
Dovere del progettista è quello di indicare nel progetto i principali dati di calcolo, che posano essere usati o meno in fase di "collaudo".
Su questo sono d'accordo con HUGO: se nessuno paga per fare il collaudo, perchè assumersi questo onere?
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

ponca ha scritto: lun gen 19, 2026 13:05
Esa ha scritto: lun gen 19, 2026 12:56 La mia richiesta di confronto era limitata a verificare e completare una Checklist per il collaudo idraulico di una PdC da 8/10 kW, con l’obiettivo pratico di scrivere nei capitolati una clausola sensata che definisca cosa deve fare l’installatore o il collaudatore.
Non mi interessano i monitoraggi a distanza o le analisi a lungo termine per dimostrare teorie. Mi serve un foglio con dei risultati per dire al cliente: 'L’impianto è conforme' oppure 'Non lo è'.
Ecco la clausola che intenderei inserire nei miei capitolati:
Collaudo
L’impresa installatrice dovrà consegnare un verbale attestante i seguenti parametri rilevati in opera con macchina a regime:
1. Equilibrio termico primario: verifica che il salto termico (Delta T) tra mandata e ritorno sul circuito primario sia compreso tra 5 K e 7 K.
2. Verifica sbrinamento: esecuzione di un ciclo di sbrinamento forzato. La durata totale non deve eccedere i 10 minuti. Valori superiori comportano la revisione del volume tecnico d'inerzia.
3. Bilanciamento idraulico (separatore/puffer): rilevazione simultanea delle temperature sui 3 o 4 attacchi. La differenza tra mandata generatore e mandata utenza non deve superare i 2 K a pieno carico.
Il mancato rispetto di tali parametri comporta la non conformità dell'impianto al progetto prestazionale, con obbligo di ripristino o bilanciamento a carico dell'impresa.
(Oppure, comporta l'ammissione di aver redatto un progetto errato :oops: )
Che ne dite?

mi sembra controproducente se il progettista sei tu
l'impresa segue il progetto, poi perchè mai dovrebbe rispondere ad esempio se il volano (che tu hai dimensionato) è insufficiente?

poi comprendo che non sei interessato ai monitoraggi ma il corretto funzionamento dell'impianto non dovresti verificarlo in un pomeriggio durante l'avviamento ma su un tempo di osservazione + lungo in modo da "coprire" tutte le situazioni che possono presentarsi
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A parte che negli ultimi corsi che ho frequentato mi hanno detto: Volano 15/20 l/kW....ma è se gliene mettete di più è meglio 😂😂. Ma di cosa parliamo dai
UNI 11300....no grazie, non faccio fumo !
ponca
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da ponca »

HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 14:16
ponca ha scritto: lun gen 19, 2026 13:05
Esa ha scritto: lun gen 19, 2026 12:56 La mia richiesta di confronto era limitata a verificare e completare una Checklist per il collaudo idraulico di una PdC da 8/10 kW, con l’obiettivo pratico di scrivere nei capitolati una clausola sensata che definisca cosa deve fare l’installatore o il collaudatore.
Non mi interessano i monitoraggi a distanza o le analisi a lungo termine per dimostrare teorie. Mi serve un foglio con dei risultati per dire al cliente: 'L’impianto è conforme' oppure 'Non lo è'.
Ecco la clausola che intenderei inserire nei miei capitolati:
Collaudo
L’impresa installatrice dovrà consegnare un verbale attestante i seguenti parametri rilevati in opera con macchina a regime:
1. Equilibrio termico primario: verifica che il salto termico (Delta T) tra mandata e ritorno sul circuito primario sia compreso tra 5 K e 7 K.
2. Verifica sbrinamento: esecuzione di un ciclo di sbrinamento forzato. La durata totale non deve eccedere i 10 minuti. Valori superiori comportano la revisione del volume tecnico d'inerzia.
3. Bilanciamento idraulico (separatore/puffer): rilevazione simultanea delle temperature sui 3 o 4 attacchi. La differenza tra mandata generatore e mandata utenza non deve superare i 2 K a pieno carico.
Il mancato rispetto di tali parametri comporta la non conformità dell'impianto al progetto prestazionale, con obbligo di ripristino o bilanciamento a carico dell'impresa.
(Oppure, comporta l'ammissione di aver redatto un progetto errato :oops: )
Che ne dite?

mi sembra controproducente se il progettista sei tu
l'impresa segue il progetto, poi perchè mai dovrebbe rispondere ad esempio se il volano (che tu hai dimensionato) è insufficiente?

poi comprendo che non sei interessato ai monitoraggi ma il corretto funzionamento dell'impianto non dovresti verificarlo in un pomeriggio durante l'avviamento ma su un tempo di osservazione + lungo in modo da "coprire" tutte le situazioni che possono presentarsi
imho ovviamente
A parte che negli ultimi corsi che ho frequentato mi hanno detto: Volano 15/20 l/kW....ma è se gliene mettete di più è meglio 😂😂. Ma di cosa parliamo dai
Non ho capito cosa intendi
HUGO
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da HUGO »

ponca ha scritto: lun gen 19, 2026 14:39
HUGO ha scritto: lun gen 19, 2026 14:16
ponca ha scritto: lun gen 19, 2026 13:05


mi sembra controproducente se il progettista sei tu
l'impresa segue il progetto, poi perchè mai dovrebbe rispondere ad esempio se il volano (che tu hai dimensionato) è insufficiente?

poi comprendo che non sei interessato ai monitoraggi ma il corretto funzionamento dell'impianto non dovresti verificarlo in un pomeriggio durante l'avviamento ma su un tempo di osservazione + lungo in modo da "coprire" tutte le situazioni che possono presentarsi
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A parte che negli ultimi corsi che ho frequentato mi hanno detto: Volano 15/20 l/kW....ma è se gliene mettete di più è meglio 😂😂. Ma di cosa parliamo dai
Non ho capito cosa intendi
Su questo Forum giustamente si parla di dimensionare gli impianti pdc in termini di energia e non di potenza, cosa che teoricamente può valere anche per le caldaie, ma siccome le caldaie costano poco e non hanno tante beghe di funzionamento è un problema che non viene preso in considerazione. Però le caldaie inquinano e soprattutto hanno quel maledetto problema dell'enneoics (nuova peste del secolo) per cui dobbiamo eliminarle.
Detto questo il problema a mio giudizio è semplice.
Premesso che parliamo di impianti a bassa temperatura (quindi solo radiante) no condizionamento, ACS come male minore (perché con le pdc qualsiasi configurazione ti suicidi). L'unico modo per risparmiare è fare funzionare la pdc il meno possibile in periodi più possibile opportuni e di accumulare più possibile energia (lo si veda come le batterie di un FV) per cui non c'è limite all'accumulo. A valle dell'accumulo puoi fare tutte le regolazioni che vuoi. Non cambia niente. Il segreto sta nell'accumulo non nella pdc
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Termotek
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Termotek »

Esa chiedi un protocollo per un collaudo di tipo funzionale o prestazionale? Perché chi fa commissioning su impianti, anche solo di medie dimensioni, sa bene che sono due ambiti diversi.
E in caso prestazionale estivo? Invernale? O entrambi?
Esa
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Re: Protocollo di collaudo per PdC residenziali (8-10 kW): l’IA e la realtà (il cantiere)

Messaggio da Esa »

Nel residenziale (8-10 kW) la distinzione tra collaudo funzionale e prestazionale è un lusso: un impianto che funziona (si accende) ma non rispetta le prestazioni di progetto (es. rimescolamento che abbassa troppo il COP), è un impianto non conforme.
Non mi interessa se la PdC gira e basta. Ad esempio: se lo sbrinamento dura 15 minuti, la macchina è funzionale (sbrina), ma la prestazione idraulica è scadente (inerzia insufficiente). Il mio obiettivo è inserire in capitolato una procedura che impegni l'installatore a compilare un foglio con i dati rilevati. Se i dati sono quelli previsti, dico al cliente: "OK, l'impianto è a posto".
Quindi, chiamatelo come volete (commissioning o collaudo), ma la sostanza per il cliente è questa:
1. Progettista: prescrive parametri (potenza, ecc.), diametri e componenti (e ne risponde).
2. Installatore/DL: posano e verificano la correttezza del montaggio.
3. Collaudo: verifica che il sistema si comporti come previsto dal progetto.
Esempio: se i 5-7 K non ci sono, o se lo sbrinamento fallisce, l'opera non è accettata. Di chi è la colpa? Si vedrà dopo l'analisi, ma intanto il problema è emerso.
Quindi cosa ne pensate? La mia checklist (Delta T, tempi sbrinamento, bilanciamento separatore) è corretta e completa per un collaudo professionale o manca qualcosa?"
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