Buongiorno, ho da poco il riscaldamento a pavimento e vorrei chiedere qualche consiglio per un miglior utilizzo.
L’impianto è su 2 piani con 12 anelli, caldaia a condensazione (con mandata impostata a 36°C) e un termostato per stanza (Came TA/350).
Premetto che la caldaia fatica a gestire l’impianto se ci son pochi anelli aperti, quando sono solo 2/3 o meno (soprattutto i bagni che sono piccoli) non riesce a modulare perché circolando poca acqua la temperatura sale oltre il limite di 45°C prima che riesca a modulare e quindi stacca il bruciatore e va in modalità ricircolo.
Pensavo perciò di scollegare i termostati dei bagni dalle testine nel collettore collegando quest’ultime al termostato di un’altra stanza così da non potere avere mai solo un bagno che “chiama” ad esempio.
Potrebbe essere una buona scelta?
Altra curiosità: i termostati ho notato che sono impostati di fabbrica in modalità differenziale, cioè il termostato lavora in un intorno della temperatura di set-point regolabile (ora è +- 0.2°C). Il manuale lo consiglia per situazioni difficili da controllare.
Per impianti classici; dai ventilconvettori ai termosifoni all’impianto a pavimento, consiglia un algoritmo proporzionale integrale. Il quale si può personalizzare scegliendo: tempo minimo ON, durata cicli di accensione e ampiezza (in °C) della banda proporzionale.
È effettivamente meglio il proporzionale-integrale?
Non vorrei che poi quando è vicino al set point facesse dei gran cicli brevi di accendi-spegni che non penso siano il massimo per l’impianto. Oltre al fatto che le testine del collettore ci mettono circa 2 minuti ad aprirsi e 4 a chiudersi!
Grazie!
Gestione anelli riscaldamento a pavimento e algoritmo termostati
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Re: Gestione anelli riscaldamento a pavimento e algoritmo termostati
Sì, oppure far installare un bypass con valvola di sfioro pre-tarata tra i collettori di mandata e ritorno.
Come al solito la risposta è "dipende". Ci sono casi in cui è meglio, altri in cui è più difficile ottenere una risposta coerente e ripetibile dall'impianto e quindi in quei casi si opta per il proporzionale.
Il membro integrale di solito è indicato quando vi è un errore di regolazione costante. Cioè ad esempio se gli ambienti sono sempre più caldi o sempre più freddi del setpoint impostato.
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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Re: Gestione anelli riscaldamento a pavimento e algoritmo termostati
Se l'idea è di lasciare i circuiti dei bagni sempre aperti per far circolare un minimo di acqua allora ti basta svitare le rispettive testine elettriche sul collettore, non importa ricollegarle ad altri termostati a questo punto. (Io a casa mia ho fatto così con i termoarredi dei bagni, dato che ho i termoarredi collegati sempre al collettore in bassa temperatura, ma varrebbe lo stesso ragionamento per gli anelli a pavimento).
Però così facendo probabilmente non risolvi il problema dell'intermittenza, perchè se la potenza richiesta dall'impianto è inferiore a quella minima la caldaia non riesce comunuque a modulare più di così, anche se hai diversi anelli accesi.
Se vedi che hai spesso molti anelli chiusi perchè hanno raggiunto la T di setpoint, potresti valutare di abbassare la T di mandata in caldaia, in modo da "rallentare" il riscaldamento dei locali e quindi questi staranno aperti per più tempo (migliora così anche il comfort dato che il pavimento irradia per più tempo invece di rimanere freddo per ore o giorni interi).
A casa mia ad esempio (specie ora che ho cappotto esterno e quindi di fatto ho poche dispersioni), tengo una temperatura di 30-32°C, alzandola a 34-36 solo quando fuori ghiaccia.
Però così facendo probabilmente non risolvi il problema dell'intermittenza, perchè se la potenza richiesta dall'impianto è inferiore a quella minima la caldaia non riesce comunuque a modulare più di così, anche se hai diversi anelli accesi.
Se vedi che hai spesso molti anelli chiusi perchè hanno raggiunto la T di setpoint, potresti valutare di abbassare la T di mandata in caldaia, in modo da "rallentare" il riscaldamento dei locali e quindi questi staranno aperti per più tempo (migliora così anche il comfort dato che il pavimento irradia per più tempo invece di rimanere freddo per ore o giorni interi).
A casa mia ad esempio (specie ora che ho cappotto esterno e quindi di fatto ho poche dispersioni), tengo una temperatura di 30-32°C, alzandola a 34-36 solo quando fuori ghiaccia.
Re: Gestione anelli riscaldamento a pavimento e algoritmo termostati
non cambia, la caldaia si spegnerebbe senza andando sotto la pot. minimaNoNickName ha scritto: gio dic 04, 2025 11:06
Sì, oppure far installare un bypass con valvola di sfioro pre-tarata tra i collettori di mandata e ritorno.
Non è n problema di portata
Io invece metterei 1 termostato per entrambi i bagni e programmerei i termostati dei bagni per chiamare sempre assieme ad almeno un altro locale, che può essere diverso
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Re: Gestione anelli riscaldamento a pavimento e algoritmo termostati
E' anche un problema di portata, con tutte le testine chiuse.
Poi che il ritorno rimanga alto, beh è ovvio.
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Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
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