vi sottopongo un quesito che sto approfondendo da qualche tempo.
All’interno di un unico Gruppo fanno capo diverse società, ciascuna con propria ragione sociale, Datore di Lavoro e organizzazione interna. Le attività d’ufficio sono distribuite in più edifici collocati in un’area residenziale molto circoscritta (di fatto un intero isolato), in cui sono presenti anche condomini non pertinenti. Nell’edificio principale è ubicata l’unica portineria, dove è installato anche il pannello di riporto degli allarmi provenienti da tutti gli edifici del Gruppo.
Secondo voi, in un contesto di questo tipo, è corretto parlare di “ufficio diffuso” ai fini dell’attività 71, nonostante la presenza di ragioni sociali distinte? Oppure la differenza societaria costituisce elemento ostativo, pur essendo tutto riconducibile allo stesso Gruppo?
Inoltre, alcuni degli edifici sono tra loro adiacenti ma separati e strutturalmente indipendenti:
- ognuno ha meno di 300 presenze;
superficie < 5.000 m²;
vie di esodo autonome;
presenza di lavoratori appartenenti a più società del Gruppo;
condivisione esclusivamente della cabina elettrica e dell’impianto di rivelazione fumi.
A suo tempo avevo trovato una FAQ dei VVF (di cui ho ancora lo screenshot) che riportava:
“La promiscuità impiantistica diventa rilevante nel momento in cui l’impianto, considerato come fonte di innesco, può determinare la propagazione dell’incendio agli ambienti limitrofi. Se invece l’impianto è di protezione attiva, una eventuale promiscuità potrebbe determinare un cattivo funzionamento o un non funzionamento.”
Partendo da questa indicazione, se i varchi impiantistici tra i vari corpi edilizi vengono adeguatamente sigillati, la promiscuità impiantistica può considerarsi neutralizzata? In tal caso, come valutereste la classificazione delle attività?
Il dubbio principale resta quindi:
Attività 71 come uffici diffusi?
Attività 73 per il gruppo di edifici adiacenti?
Fatemi sapere le vostre interpretazioni ed esperienze in casi analoghi. Grazie in anticipo.