Buon pomeriggio,
il mio caso riguarda l'ampliamento di un ospedale che è costituito da una serie di padiglioni/corpi e servito da un impianto centralizzato. Il Committente ha deciso di costruire un nuovo corpo, che verrà collegato agli esistenti tramite una pensilina e probabilmente servito da una estensione dell'impianto centralizzato esistente. In questo caso ai fini della Legge sui requisiti minimi l'intervento si configura come un ampliamento e non occorre rispetto l'obbligo di produzione di energia elettrica da FER.
Tuttavia, nel caso in cui il committente decidesse di affidare la costruzione e la proprietà a una ditta che intende realizzare lo stesso padiglione collegato con una pensilina agli altri corpi, ma con impianti autonomi e POD per l'energia elettrica autonomo devo considerare l'edificio come una nuova costruzioni o un ampliamento?
Grazie
Ampliamento - Requisiti minimi
Moderatore: Edilclima
Re: Ampliamento - Requisiti minimi
Buongiorno, forse rispondo in ritardo ma vorrei aiutarti con quello che so, se posso, sperando di essere esaustivo:
****** Nel caso di ampliamento (ovvero zona precedentemente non riscaldata che viene connessa ad un impianto preesistente)
Per un ampliamento collegato ad un edificio esistente l'elenco delle verifiche richieste per Ampliamento con impianto esistente: le verifiche sono: H't, assenza rischio condensa e muffa, rapporto Asol,est/Suputile , trasmittanza partizioni interne (limite 0,8 W/m^2K) poi se è ristrutturazione rilevante occorrono le fonti rinnovabili... (vedendo su questo link https://www.logical.it/efficienza-energ ... _esistente) c'è scritto Fonti rinnovabili Nel caso in cui l’ampliamento si configuri come intervento di ristrutturazione rilevante).
Una ristrutturazione rilevante sarebbe "ristrutturazione integrale dell'involucro in un edificio con sup utile>1000 mq" oppure un edificio soggetto a demolizione e ricostruzione.
Anche se tempo fa ad un collega una software house consigliò per un cdu al piano terra da [legnaia/deposito non riscaldato] ad E.1 consigliò di considerare nuovi impianti e quindi condurre le verifiche come fosse un nuovo edificio seppur collegato ad impianto esistente (considerandolo di fatto come nuovo edificio, con l'onere di calcolare gli EPh, EPC eccetera) ... Inizialmente non capì il perché, venendo di fatto collegato all'impianto preesistente, suppongo in via cautelativa in quanto poi questo collega spulciando sul web mi girò questa definizione di impianto termico di nuova installazione:
- impianto termico di nuova installazione è un impianto termico installato in un edificio di nuova costruzione o in un edificio o porzione di edificio antecedentemente privo di impianto termico. <allego il pdf bosetti gatti>
https://www.bosettiegatti.eu/info/norme ... legati.pdf
Quindi credo che la risposta sia stata cautelativa anche se la cosa va in contrasto con le guide anit (comunque poi alla fine in quello specifico caso mi raccontò che in studio lo considerarono comunque collegato all'impianto preesistente... )
****** Nel caso di ampliamento ( zona precedentemente non riscaldata che viene dotata di un impianto autonomo a sé stante ) è da considerare a tutti gli effetti come un nuovo edificio:
alle verifiche di prima si aggiungono le verifiche di energia primaria e quindi calcolo degli EPH,nd ; EPC,nd (anche se non dotato di impianto di raffrescamento) ed EPgl,tot e gli ETA e anche Fonti rinnovabili (Nel caso in cui l’ampliamento si configuri come intervento di ristrutturazione rilevante).
Spero di averti aiutata, ciao!
****** Nel caso di ampliamento (ovvero zona precedentemente non riscaldata che viene connessa ad un impianto preesistente)
Per un ampliamento collegato ad un edificio esistente l'elenco delle verifiche richieste per Ampliamento con impianto esistente: le verifiche sono: H't, assenza rischio condensa e muffa, rapporto Asol,est/Suputile , trasmittanza partizioni interne (limite 0,8 W/m^2K) poi se è ristrutturazione rilevante occorrono le fonti rinnovabili... (vedendo su questo link https://www.logical.it/efficienza-energ ... _esistente) c'è scritto Fonti rinnovabili Nel caso in cui l’ampliamento si configuri come intervento di ristrutturazione rilevante).
Una ristrutturazione rilevante sarebbe "ristrutturazione integrale dell'involucro in un edificio con sup utile>1000 mq" oppure un edificio soggetto a demolizione e ricostruzione.
Anche se tempo fa ad un collega una software house consigliò per un cdu al piano terra da [legnaia/deposito non riscaldato] ad E.1 consigliò di considerare nuovi impianti e quindi condurre le verifiche come fosse un nuovo edificio seppur collegato ad impianto esistente (considerandolo di fatto come nuovo edificio, con l'onere di calcolare gli EPh, EPC eccetera) ... Inizialmente non capì il perché, venendo di fatto collegato all'impianto preesistente, suppongo in via cautelativa in quanto poi questo collega spulciando sul web mi girò questa definizione di impianto termico di nuova installazione:
- impianto termico di nuova installazione è un impianto termico installato in un edificio di nuova costruzione o in un edificio o porzione di edificio antecedentemente privo di impianto termico. <allego il pdf bosetti gatti>
https://www.bosettiegatti.eu/info/norme ... legati.pdf
Quindi credo che la risposta sia stata cautelativa anche se la cosa va in contrasto con le guide anit (comunque poi alla fine in quello specifico caso mi raccontò che in studio lo considerarono comunque collegato all'impianto preesistente... )
****** Nel caso di ampliamento ( zona precedentemente non riscaldata che viene dotata di un impianto autonomo a sé stante ) è da considerare a tutti gli effetti come un nuovo edificio:
alle verifiche di prima si aggiungono le verifiche di energia primaria e quindi calcolo degli EPH,nd ; EPC,nd (anche se non dotato di impianto di raffrescamento) ed EPgl,tot e gli ETA e anche Fonti rinnovabili (Nel caso in cui l’ampliamento si configuri come intervento di ristrutturazione rilevante).
Spero di averti aiutata, ciao!