Come da titolo mi trovo ad analizzare un caso particolare di deposito temporaneo di materiale plastico (i cosiddetti bidoni in plastica dell'immondizia blu, gialli, verdi, etc.., allego immagine)

Praticamente il cliente ha preso in affitto temporaneamente un terreno di circa 4500 mq per poter piazzare questi prodotti prima di rivenderli.
Dal momento che si tratta di plastica e che comunque da come ho avuto modo di vedere, questi bidoni vengono infilati l'uno dentro l'altro a mo di impilamento, è ovviamente scattata una valutazione circa l'assoggettabilità come att. 44.1.B se lo si considera come un'unica unità di deposito maggiore o uguale a 5.000 kg di plastica.
Però qui non si tratta di deposito chiuso. Bensi di tutto un terreno totalmente all'aperto di 4500 mq (90 m x 50 m).
Vorrei evitare di far ricadere il tutto come attività soggetta (con annessi costi di impianti etc...) dato veramente che si tratta di un unicum e solo di una condizione temporanea.
Sto trattando la valutazione cercando di considerare lo stoccaggio frazionato in piccoli cumuli minori di 5.000 kg e calcolando le varie distanze di separazione tali da avere un Esoglia inferiore a 12,6 kW/mq. Ho già provato con i calcoli. Riesco a rispettare l'irraggiamento soglia. Cosi facendo potrebbero essere considerati ciascuno dei depositi isolati e pertanto non classificabili nel totale come att. 44.1.B.?
Lo chiedo perchè invece in un altro caso analogo di deposito di legname all'aperto (36.1.B.) con cumuli che rispettavano tali distanze e quantitativi ciascuno inferiori a 5.000 kg, in realtà nel computo totale degli "isolotti" l'attività mi è stata considerata soggetta.
Per larghezze dei cumuli (comunque ridotti a 5 m di larghezza e max 2,5 m di altezza) e accessibilità vorrei prendere a riferimento la linea guida come per i rifiuti (D.M. luglio 2022).
Secondo voi è praticabile o rientrerebbe in ogni caso come att. soggetta 44?