Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Esperienze, domande e idee sull’uso dell’AI nella pratica progettuale

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Esa
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Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Messaggio da Esa »

Vorrei iniziare ad intervenire su questo spazio con una riflessione che nasce da una certa esperienza di cantieri e progettazione.
Ho iniziato la mia carriera quando gli strumenti erano il regolo calcolatore e il tecnigrafo. In quel mondo, lo studio dei classici come Rumor/Strohmenger, Izar, Rietschel, Missenard e Idelchik, oltre alla consultazione degli standard, tabelle e linee guida di ASHRAE, AMCA e NIST, non era un’opzione, ma l’unica via per non sbagliare. Oltre al confronto quotidiano con i colleghi e gli operai che andavano in cantiere. Poi ho vissuto la rivoluzione dell’informatica e ci ho creduto così tanto da distribuire e sviluppare io stesso software di calcolo (non in concorrenza con chi ci ospita).
Oggi siamo davanti a un terzo salto: l’Intelligenza Artificiale.
Vedo alcuni colleghi guardare a questo strumento con sospetto o, peggio, con arroganza. È lo stesso errore di chi trent'anni fa pensava che il CAD avrebbe tolto la professionalità al progettista. L’IA non è un generatore di risposte magiche: è un amplificatore di competenza.
Se interrogo un modello di linguaggio su un'idraulica complessa e l'IA mi suggerisce un disaccoppiamento a 4 attacchi per proteggere il compressore, non sta inventando: sta sintetizzando in millisecondi i principi di stabilità delle portate e dell'inerzia termica. Sta applicando la fisica dei classici con una velocità di calcolo sovrumana.
In questo thraed vorrei che discutessimo di come l’IA possa aiutarci a:
• Recuperare la visione d'insieme che i software commerciali, spesso troppo rigidi e fuorvianti, ci hanno tolto.
• Validare le scelte strategiche (come la garanzia della sicurezza, del comfort, dei consumi, ecc.) confrontandole con le migliori pratiche mondiali (ASHRAE, AMCA, ecc.) e le più grandi realtà industriali (un tempo Ansaldo, Dalmine, ecc., oggi Carrier, Trane, Daikin, ecc.). Senza preconcetti o visioni strabilianti dettate da "pozioni magiche" o assunzioni fideistiche fragili.
• Elevare la qualità del progetto, liberando il professionista dal calcolo ripetitivo incontrollabile, per lasciargli il tempo di pensare alla concretezza e forza del sistema progettato.
L'IA è il nuovo regolo: uno strumento per chi sa già dove deve andare, ma vuole andarci con più precisione e rapidità. La fisica non cambia, cambia solo il modo di governarla.
Cosa ne pensate? È un’opportunità da guidare? Una catastrofe da subire? Un rischio da affrontare?
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NoNickName
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Re: Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Messaggio da NoNickName »

Per me sarebbe sufficiente che si leggessero i manuali d'uso e manutenzione, da parte dei progettisti, ma soprattutto degli artigiani installatori, perchè se no tutti gli sforzi progettuali rimangono latinorum o carneade di manzoniana memoria.
Ma non basta leggere e imparare, bisogna capire, altrimenti si diventa cultori del cargo. [1]





[1] https://www.anthroencyclopedia.com/entr ... opilot.com
Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza [...]non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.”
Henri Fréderic Amiel, 12 giugno 1871
Esa
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Re: Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Messaggio da Esa »

Sono d'accordo con te. Il rischio di diventare 'cultori del cargo' è altissimo, specialmente in un’epoca di software 'black-box' dove premi un tasto e ottieni un risultato senza capirne il processo. Chi usa un programma di calcolo o un'IA senza basi tecniche sta costruendo una pista d’atterraggio di paglia sperando che arrivi l’aereo del risultato.
Il punto è proprio questo: l’IA, non va usata da chi non ha studiato sui “vecchi manuali” o non ha lavorato accanto ad altri che gli hanno insegnato il mestiere o non ha affrontato il cantiere. Da chi produce solo slogan, per intenderci. Ma nelle mani di chi sa cosa sta cercando, diventa uno strumento di lavoro formidabile.
Sono anche d’accordo sulle considerazioni relative al rapporto tra progettista e artigiano: se il progetto rimane un esercizio accademico astratto, in cantiere fallisce, anche perché nessuno legge i manuali. È proprio per questo che, tra uno schema sofisticato e copiato senza alcuna critica (o, peggio, firmando quello che ci regalano i fornitori assieme ad un viaggio) e lontano dalla realtà e uno schema pratico e sicuro per il contesto operativo (abitazione unifamiliare, ospedale, ecc.), scelgo il secondo. Deve essere un progetto concreto, basato sulla realtà e comprensibile per l'installatore e l'utente. Ma, soprattutto, deve evitare le “variabili di cantiere e di gestione” che i software sofisticati e con risultati non controllabili (nella pratica) non sempre vedono.
L’IA ci serve per semplificare la complessità e per renderla realizzabile, non per ignorarla. Se manca la maturità professionale, l'IA rimane solo “rumore di fondo."
Ronin
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Re: Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Messaggio da Ronin »

Esa ha scritto: dom gen 11, 2026 11:51 Se interrogo un modello di linguaggio su un'idraulica complessa e l'IA mi suggerisce un disaccoppiamento a 4 attacchi per proteggere il compressore, non sta inventando: sta sintetizzando in millisecondi i principi di stabilità delle portate e dell'inerzia termica. Sta applicando la fisica dei classici con una velocità di calcolo sovrumana.
non vorrei apparire un luddista (uso l'IA a molti livelli e con notevole soddisfazione), ma no, un LLM che ti risponde a quel modo non sta facendo affatto quel che tu credi.
in realtà sta usando metodiche statistiche sul proprio patrimonio di dati, per inferire che probabilisticamente la risposta che ti aspetti è un disaccoppiamento a 4 attacchi (in fin dei conti essendo stata per tanti anni una soluzione standard, la maggioranza dei documenti reperibili in rete propongono proprio questa soluzione), e dartela in pasto, senza avere la minima idea di cosa siano, fisica, inerzia e portate.
alcuni LLM vanno a probabilità (gemini, claude), altri sono proprio volutamente "manovrati" dai creatori, per forzare un esito statistico "neutro" verso quel che vogliono loro (es. grok), oppure quello che vuoi sentirti dire (openAI). controprova: chiedigli di criticare la soluzione proposta (mica solo l'accumulo a 4 attacchi, eh, qualsiasi proposta), e vedi come cambia :wink:
Esa ha scritto: dom gen 11, 2026 11:51 • Recuperare la visione d'insieme che i software commerciali, spesso troppo rigidi e fuorvianti, ci hanno tolto.
• Validare le scelte strategiche (come la garanzia della sicurezza, del comfort, dei consumi, ecc.) confrontandole con le migliori pratiche mondiali (ASHRAE, AMCA, ecc.) e le più grandi realtà industriali (un tempo Ansaldo, Dalmine, ecc., oggi Carrier, Trane, Daikin, ecc.). Senza preconcetti o visioni strabilianti dettate da "pozioni magiche" o assunzioni fideistiche fragili.
• Elevare la qualità del progetto, liberando il professionista dal calcolo ripetitivo incontrollabile, per lasciargli il tempo di pensare alla concretezza e forza del sistema progettato.
non credo che possa, nè che alcuno di quelli che l'hanno creata o la usano si aspetti che lo faccia.
- ma forse non ho capito cosa intendi, soprattutto il primo punto: per quanto ne so siamo enormemente lontani dallo scenario "gli faccio vedere uno schema grafico di un circuito e lo capisce", anche intendendo "capisce" con significato puramente meccanico. non comprende nemmeno le parole (semplicemente, le "pesa" statisticamente), figuriamoci il linguaggio grafico tecnico
- il secondo semplicemente l'IA non ha modo di arrivarci: non sono dati di cui può liberamente disporre per inferirvi regole, in quanto ognuno se li tiene gelosamente custoditi; al massimo le fai leggere con la RAG quelli del TUO archivio, e in tal modo acquisisce le TUE abitudini, non le migliori; e comunque sei sempre TU che selezioni le risposte buone dalle cattive, e le metodiche efficaci da quelle inefficaci da fornirle come base: lei impara soltanto a replicare;
- il terzo boh, c'è chi sta provando ad addestrare LLM sulle norme CEI per vedere se riesce a scegliere cavi e interruttori, ma nota che gli LLM hanno mostrato prestazioni disastrose anche solo nel giocare a scacchi coi bambini, o con console di ridicola potenza (chatgpt ha perso dall'intellivision, non so se mi spiego...); non sono calcolatrici, e una delle cose più difficili da fargli fare è proprio mantenere coerenza (perchè usando logiche probabilistiche, la probabilità che con gli stessi input si generino output molto diversi è relativamente alta, e più sono i "passaggi", non necessariamente di calcolo, e più aumenta).
gianlun
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Re: Dal regolo calcolatore all'IA, ma la fisica resta l’unica bussola

Messaggio da gianlun »

Non era l’intellivision ma il magico Atari Vcs 2600
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