Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

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engram
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Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da engram »

Non ho mai certificato resistenza al fuoco. Ora devo progettarla avendo poi l'onere di farlo a lavori conclusi.
E quindi farò domande da neofita. Portate pazienza.

Sono in un asilo esistente al 1975.
Ho intenzione di rifunzionalizzare un locale nel sottotetto del fabbricato e destinarlo a deposito.
Ve lo faccio anche vedere, tiè! https://www.dropbox.com/s/weqmf7uxwnj3i ... o.jpg?dl=0
L'involucro di questo deposito risulterebbe interamente confinante con spazio esterno, eccezione fatta ovviamente per il pavimento.
Per prima cosa mi chiedo: quando elementi dell'involucro confinanti con l'esterno devono comunque essere considerati separanti? È scritto da qualche parte?
Seconda domanda.
Il punto 6.2 "spazi per depositi" prescrive letteralmente le caratteristiche degli elementi separanti. Ciò significa che, trattandosi di ante 75, posso non garantire la classe R di solaio superiore e travi in quanto elementi non separanti?
Terza domanda.
Con l'obiettivo di rendere REI 60 il mio solaio a pavimento incontro il veto dello strutturista ad aumenti di carico riconducibili ad una nuova caldana cementizia che avrebbe potuto ricondurmi alla tabella D.5.2 del DM 16/02/2007 (lo so, è un po' forte come posizione ma questa è...). Mi viene però dato modo di ipotizzare sistemi protettivi sottili che comportino un aumento di carico molto ridotto, come ad esempio l'applicazione di lastre di calcio silicato.
E qui arrivo al punto: volendo individuare un prodotto idoneo devo necessariamente entrare in possesso di un rapporto di prova riconducibile al mio caso? È solo la valutazione sperimentale che può salvarmi o esiste un metodo analitico per il mio caso di fuoco dall'alto?
Sul web non ho trovato prodotti muniti di rapporto di prova che facesse al caso mio... devo quindi dire addio alla rifunzionalizzazione?
La tabella A.3.2 mi ha sempre messo in difficoltà poiché prevede "Classificazione : espressa negli stessi termini previsti per gli elementi portanti protetti". Ma come può una vernice protettiva essere classificata R180 senza considerare le caratteristiche dell'elemento su cui è applicata?
Quarta domanda.
Se trovassi il modo di convincere lo strutturista ad effettuare un consolidamento che mi riconduca alla tabella D.5.2 del DM 16/02/2007, dovrei anche garantire gli spessori di intonaco all'intradosso pur essendo il mio un caso di fuoco dall'alto? Io temo di sì, perché quand'anche il DM sottintendesse il caso di fuoco dal basso (cosa che peraltro sarebbe stata scritta) non indicherebbe la necessità di un materiale isolante all'estradosso, siete d'accordo?
Quinta domanda.
In caso di incendio nel sottotetto, che senso ha garantire REI il solaio e non considerare che i pilastri e le murature che arrivano dal piano sotto sono comunque ponti termici?

GRAZIE!
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Terminus
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Re: Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da Terminus »

Le pareti verticali verso l'esterno non sono da qualificare nè R (perchè non portano nulla se non se stesse), nè EI perchè non devono proteggere nulla all'esterno.
Il solaio invece deve essere certificato R in quanto è comunque una struttura portante carichi esterni (fosse solo vento e neve se non calpestabile), ma non EI per lo stesso discorso di cui sopra.
Le strutture portanti (travi e pilastri) andranno qualificate con la R richiesta, come per il solaio.
Per il pavimento la qualificazione della R/EI non dovrebbe porre particolari problemi, a meno di non avere neanche gli spessori per la EI.
engram
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Re: Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da engram »

Terminus ha scritto:Le pareti verticali verso l'esterno non sono da qualificare nè R (perchè non portano nulla se non se stesse), nè EI perchè non devono proteggere nulla all'esterno.
Che le pareti non portanti non debbano essere R vabbé, era evidente. Per l'EI evinco che tu pensi che ogni volta siano tamponamenti esterni non sia richiesto. Non lo avrei dato così per scontato, ma ne prendo atto.
Terminus ha scritto:Il solaio invece deve essere certificato R in quanto è comunque una struttura portante carichi esterni (fosse solo vento e neve se non calpestabile), ma non EI per lo stesso discorso di cui sopra.

Anche se il DM 26/08/92 dispensa gli ante '75 e anche se il punto 6.2 contempla solo le strutture separanti? Pensaci meglio, dai :wink:
Terminus ha scritto:Le strutture portanti (travi e pilastri) andranno qualificate con la R richiesta, come per il solaio.
Come sopra: qual è la R richiesta secondo te se sono ante '75?
Terminus ha scritto:Per il pavimento la qualificazione della R/EI non dovrebbe porre particolari problemi, a meno di non avere neanche gli spessori per la EI.
Riduco la domanda ai minimi termini visto che secondo me non hai letto attentamente: posso certificare solo con tabelle? anche se il fuoco proviene dall'alto? Per la R devo avere 2 cm di intonaco all'intradosso anche se il fuoco proviene dall'alto?
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Re: Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da Terminus »

Fai bene a non prenderlo per scontato, difatti se hai qualcosa da proteggere all'esterno (per esempio una via di esodo), allora la parete potrebbe anche dover essere EI..... ma non mi sembra il tuo caso.
Insomma, non volevo aprirlo il DM....... ma mi ci hai costretto...... Sei sicuro che il punto 6.2 (richiesto anche per le ante 75) non contempli le strutture portanti ?
In merito alla certificazione sperimentale, ovviemente se te ne vuoi servire, devi trovare il prodotto provvisto di un rapporto di prova/classificazione che sia congruo alla tua installazione (questo fa parte della tua certificazione), altrimenti ciccia.
Puoi sempre svolgere una certificazione analitica, la quale, siccome i ferri di armatura portanti sono all'intradosso, non dovrebbe porre problemi di verifica di portanza, mentre la mappatura termica dovrebbe darti temperature inferiori a quelle massime ammesse, puntuale e media .
engram
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Re: Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da engram »

Terminus ha scritto:Fai bene a non prenderlo per scontato, difatti se hai qualcosa da proteggere all'esterno (per esempio una via di esodo), allora la parete potrebbe anche dover essere EI..... ma non mi sembra il tuo caso.
Sì, ma io sono un ottuso e mi chiedo: oltre a quanto previsto dal DM 03/08/15 che stabilisce addirittura una protezione dall'irraggiamento ben precisa per le scale di sicurezza esterne, dove stanno scritti i casi in cui una separazione è da garantire anche verso spazi all'aperto. Per me se una cosa non è definita non esiste. Solo la logica mi mantiene il prurito.
Terminus ha scritto:Sei sicuro che il punto 6.2 (richiesto anche per le ante 75) non contempli le strutture portanti ?
Abbastanza. Dopo analisi logica e del periodo direi che contempla solo strutture separanti.
Tu sottintendi di comprendere il contrario?
Terminus ha scritto:In merito alla certificazione sperimentale, ovviamente se te ne vuoi servire, devi trovare il prodotto provvisto di un rapporto di prova/classificazione che sia congruo alla tua installazione (questo fa parte della tua certificazione), altrimenti ciccia.
Ho fra le mani una relazione valutativa che dice che una lastra di calcio silicato equivale a 52 mm di calcestruzzo, ma sono perplesso: tutto è riferito ad una lastra di calcestruzzo con precise caratteristiche rivestita con questa lastra all'intradosso, mentre io ho solaio in latero-cemento da proteggere nei confronti di un fuoco dall'alto.
Un produttore mi conferma che non esistono test per il fuoco dall'alto.
Chi sono io per estendere questa equivalenza di 52 mm ad ogni caso di sistema protetto e ad ogni condizione di esposizione al fuoco?
Secondo un collega questi 52 mm mi potrebbero ricondurre alle tabelle DM 16/02/2007 ma poi è prescritto che debba essere sempre presente uno strato di intonaco (darei per scontatto che parliamo di intradosso) che non ho e che la distanza a debba comunque non essere inferiore a 40 mm.
...bah...mi sembra impossibile...
Terminus ha scritto:Puoi sempre svolgere una certificazione analitica
Potresti confermarmi che ad oggi l'unica via sono gli eurocodici?

Grazie!
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Terminus
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Re: Resistenza al fuoco di un deposito sottotetto

Messaggio da Terminus »

engram ha scritto: dove stanno scritti i casi in cui una separazione è da garantire anche verso spazi all'aperto. Per me se una cosa non è definita non esiste. Solo la logica mi mantiene il prurito.
La logica ti deve servire per fare una corretta valutazione dei rischi ed è qui che dovrai tu professionista stabilire i requisiti delle pareti. Non esistono solo le norme verticali e tu asseveri la conformità ai requisiti di prevenzione incendi nel senso più ampio. Questo vale sicuramente per le attività prive di RTV, ma anche per quelle che ne sono provviste, specialmente per quelle soggette al TU 81/08, potrebbe esserci tale necessità.
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