Reazione al fuoco di una parete

Normativa Antincendio, Rilascio CPI, ecc.

Moderatore: Edilclima

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DKM
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Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da DKM »

Buongiorno a tutti,
ho un dubbio che mi gira in testa da un po' e vorrei capire se ci sia qualche riferimento (norme, circolari VVF) in merito o se qualcuno che ha già avuto questa esperienza ha seguito una determinata strada: se devo indicare la classe di reazione al fuoco delle pareti di un locale realizzato con lastre in cartongesso, faccio riferimento alla reazione al fuoco della lastra di cartongesso e non alla finitura (tinteggiatura); se invece il locale fosse realizzato in mattoni (forati o pieni) e quindi intonacato e tinteggiato, la reazione al fuoco deve essere riferita all'intonaco usato o al mattone?

Grazie in anticipo delle risposte.
Terminus
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da Terminus »

La tinteggiatura, visto lo spessore estremamente ridotto, solitamente non rappresenta un componente sostanziale della finitura della parete, quindi per quelle a secco si certifica il cartongesso (attento che non è in classe A1).
I DM sulla reazione al fuoco riportano, tra le righe, dei parametri per decidere se la finitura è trascurabile o meno.
Per le pareti classiche mattoni+intonaco, si dovrebbe tenere in considerazione anche l'intonaco in quanto, per spessore o peso non può essere trascurato.
Ronin
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da Ronin »

Intonaco e mattone sono entrambi incombustibili; e' tuttora sopravvissuto uno spezzone di dm 26 6 84 (se ben ricordo) che dichiara trascurabili ai fini della reazione al fuoco gli strati di spessore inferiore ad un mm (quindi non solo tinteggiatura ma anche finiture come smalto o bucciato)
DKM
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da DKM »

Grazie Terminus e Ronin per le risposte, siete sempre tempestivi e chiari!

Per non aprire un altro topic vi scrivo qui un altro dubbio, questa volta lavorativo, che è legato alla reazione al fuoco: sto seguento come assistente del Direttore Lavori la realizzazione di un capannone industriale per compostaggio.
Nel capannone sono presenti due zone, non separate tra loro:
- zona 1: biocelle interne realizzate con setti in c.c.a in opera e aventi come "copertura" telo in PVC e comprensive di portoni accesso a ciascuna biocella sempre in PVC (accesso dall'interno del capannone)
- zona 2: resto del capannone (senza pareti divisorie)

Il progettista antincendio che ha seguito la pratica non farà la SCIA antincendio e non sappiamo a chi la proprietà darà l'incarico. Mi piacerebbe comunque cercare di raccogliere la documentazione nella fase attuale con "sede vacante" per non dovere fare tutto di fretta all'ultimo momento una volta che il professionista antincendio sarà incaricato dalla proprietà.

Visto che nella relazione tecnica VVF non ci sono rferimenti né normativi né indicazioni del progettista in merito alla reazione al fuoco, sto prendendo in considerazione i DM 10/03/2005 e 15/03/2005. I miei dubbi sono i seguenti:
1) Poichè non esitono percorsi definiti di esodo all'interno del capannone, essendo praticamente un "open space" ed avendo un numero sovradimensionato di uscite contrapposte (considerate che all'interno del capannone di 2500 mq ci saranno massimo 3-4 addetti"), come faccio a differenziare tra "prodotti installati nelle vie d'esodo" e "prodotti installati in altri ambienti"?
2) Considerando che gli unici "materiali" presenti nel capannone sono queste coperture delle biocelle in PVC + relativi portoni in PVC, cosa preparereste come DICH. PROD.? io pensavo Teli in PVC, portoni in PVC delle biocelle, pavimento industriale, porte indicate come U.S. dal capannone, portoni in PVC del capannone, pareti perimentrali capannone (in c.c.a. prefabbricato), elementi sandwich di copertura. Aggiungereste anche gli infissi a parete e in copertura (sono quelli "standard" da capannoni, in alluminio + vetro, non apribili)? Dite che esagero a recuperare/produrre tutta questa documentazione?

Grazie (e scusate per la lunghezza del post!)
Ronin
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da Ronin »

1. Le vde si identificano ufficialmente (nel piano di emergenza e nelle planimetrie sono espressamente indicate)

2. Io tralascerei quello che e' evidentemente incombustibile (vetro cls metalli muratura)
DKM
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da DKM »

Grazie dell'interessamento Ronin :D
Ronin ha scritto:1. Le vde si identificano ufficialmente (nel piano di emergenza e nelle planimetrie sono espressamente indicate)
Ho ricontrollato la relazione tecnica, ovviamente parla di piano di emergenza come cosa futura da attuare (l'azienda predisporrà... che conterrà...); per quanto riguarda le piante del capannone, vengono solo indicate le uscite di sicurezza e individuati solo alcuni percorsi (per dimostrare che il max percorso sia <45 metri), ognuno con un proprio sviluppo (che taglia da parte a parte il capannone) anche per arrivare alla stessa porta, con percorsi paralleli magari distanziati solo di un metro: non sembra che ci siano uno o più percorsi principali a cui si deve tendere, ma forse è anche giusto così visto che non ci sono postazioni di lavoro definite, macchine fisse, pareti o ostacoli che necessiterebbero di definire un percorso di esodo da seguire.
Proverò a contattare il progettista, anche se è sempre stato molto restio a condividere le informazioni, figurarsi ora che non ha più l'incarico...
Ronin ha scritto:2. Io tralascerei quello che e' evidentemente incombustibile (vetro cls metalli muratura)
Ok, grazie del consiglio
engram
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da engram »

Terminus ha scritto:attento che non è in classe A1)
https://www.gyproc.it/lastre-in-gesso-r ... /classe-a1
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engram
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da engram »

Terminus ha scritto:attento che non è in classe A1
Terminus ne sa. Probabilmente lui si riferisce all'allegato 2 del DM 10/03/2005.
Io sarei propenso ad affermare che quell'allegato 2 stabilisce caratteristiche d'ufficio, che Gyproc o chi altri possono superare con appositi test.
Riguardo a cosa debba essere certificato ai fini della reazione al fuoco sarei propenso ad affermare che componenti non sostanziali (nella definizione data dal DM 10/03/2005) debbano essere trascurati e che solo i componenti sostanziali visibili o retrostanti componenti non sostanziali siano da analizzare. Ma effettivamente non trovo scritto nulla al riguardo, e questo francamente mi sembra tanto strano...
Poi, che la tinteggiatura, o lo smalto lavabile, o altro componente non sostanziale non debba essere considerato lo si può evincere considerando che non compaiono in alcuna tabella del DM 10/03/2005. Ma non è scritto, porco cane, e questo mi scompone...
Terminus ha scritto:I DM sulla reazione al fuoco riportano, tra le righe, dei parametri per decidere se la finitura è trascurabile o meno.
Sforzati Terminus, dicci dove!
Per murature intonacate io considero quindi il solo componente sostanziale intonaco e mi riconduco all'allegato 2, al caso "Malta con agenti leganti inorganici" che viene classificata d'ufficio in classe A1. Senza questo riferimento, lo ammetto, sarei perduto...
Ronin ha scritto:e' tuttora sopravvissuto uno spezzone di dm 26 6 84 (se ben ricordo) che dichiara trascurabili ai fini della reazione al fuoco gli strati di spessore inferiore ad un mm
Ronin, dimmi dove, please!
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Ronin
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da Ronin »

engram ha scritto:Ronin, dimmi dove, please!
all'allegato A.2.1 "nel caso di materiali non combustibili vengono considerati ininfluenti gli strati di finitura superficiali composti da vernici e/o pitture di spessore non superiore a 0,6 mm"
Terminus
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Re: Reazione al fuoco di una parete

Messaggio da Terminus »

Parlando di materiali soggetti a DoP, ritengo che la nota dell'allegato al DM 26/06/84, sia da ritenersi superata dalle definizioni dell'Allegato A al DM 25/10/07, dove sono specificate le caratteristiche che deve avere lo strato per essere considerato non sostanziale.
Riguardo il cartongesso, l'Allegato C allo stesso DM riporta classificazioni di tale materiale (dove non figuro A1), le quali ovviamente potranno essere riviste dai produttori, a fronte di specifiche prove normalizzate.
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