Rendimenti ed efficienza media stagionale

Normativa Termotecnica, Impianti di riscaldamento, Legge 10/91, DLgs 192/05, ecc.

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Giacomo90
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Rendimenti ed efficienza media stagionale

Messaggio da Giacomo90 » mar lug 09, 2019 17:41

Salve, da neofita vorrei avere alcuni chiarimenti circa alcune “definizioni”, spesso penso usate arbitrariamente l’una rispetto all’altra e alcune discrepanze con le formule riportate in normativa, magari qualcuno con più esperienza e riferimenti storici nel settore (vista la rapidità con cui cambiano i termini) può darmi delle delucidazioni.
1. Innanzi tutto, la differenza fra efficienza media stagionale (come indicata al DM 26/06/2015) e il rendimento medio stagionale (come invece riportato dalle UNI TS 11300) per i servizi di riscaldamento, climatizzazione estiva e acqua calda sanitaria: indicano lo stesso elemento? Vengono calcolati entrambi, come riferito dalle UNI TS 11300-2 dal rapporto fra il fabbisogno ideale in riferimento all’energia primaria totale per quel determinato servizio? In quanto rendimento mi aspettavo nascesse dal rapporto fra il calore in uscita dal sistema di emissione e quello in ingresso nel sistema di generazione, lasciando eventualmente la valutazione in termini primari all’efficienza, ma non si trovano in norma formule di riferimento ulteriori.

2. Stesso di prima ma “GLOBALE”: dato per scontato che il rendimento globale non sia più un semplice prodotto dei rendimenti dei 4 sottosistemi e visto che la norma riporta rendimenti stagionali divisi per i 3 principali servizi, nelle UNI TS 11300-2 appare la definizione di rendimento “GLOBALE” medio stagionale, senza però alcuna indicazione sul calcolo, se non come rapporto ancora fra energia termica utile e fabbisogno di energia primaria. Si intende quindi lo stesso parametro precedente medio stagionale e globale è un refuso, oppure è un rendimento che tiene conto contemporaneamente dei 3 servizi? Se sì, come? Stesso discorso si ripete per il DM 26/06/2015 al punto 5.3.2 dove appare un’efficienza globale media stagionale per la climatizzazione (quindi “globale” ma in realtà esclusiva della climatizzazione)

3. UNI TS 11300 riporta di fatto diversi metodi per la valutazione dei rendimenti dei vari sottosistemi tabellati e con coefficienti correttivi a seconda della tipologia di impianto ed altri parametri: in questo caso in effetti, da una semplice formula inversa, il rendimento risulterebbe più correlato al corrispettivo fisico, tralasciando il discorso energia primaria per divenire un rapporto fra uscita e ingresso, esistono metodi indicati in normativa per il calcolo analitico dei vari rendimenti di emissione, regolazione, distribuzione e generazione, o devono essere esclusivamente usati i coefficienti tabellati riportati nella parte 2?

4. Cosa succede in caso di generatore insufficiente (nel caso ad esempio di edificio esistente vecchio)? Ho trovato esempi in cui si riportano valori erratamente “sovrastimati” del rendimento in quanto il generatore è sottodimensionato e offre un’energia in ingresso, e quindi primaria, molto bassa, rendendo a parità di numeratore il rapporto più alto. Stesso discorso si ripercuote sulla classificazione, con una classe che si sposta in alto, nonostante il generatore non sia in grado di garantire energia sufficiente: è possibile rilasciare comunque l’APE (ovviamente segnalando nelle note che il generatore non è sufficiente)? la norma cosa prevede? Che senso ha certificare un edificio con una classe energetica, se nella realtà non riesco nemmeno a raggiungere la temperatura stabilita dalla norma perché il generatore è insufficiente e anzi, se sostituito con una sufficiente probabilmente la classe potrebbe in realtà addirittura scendere (il che verrebbe percepito come una svalutazione del bene, cosa che non ha senso)?

Scusate la lunghezza, grazie a chi potrà illuminarmi su questi punti su cui ho trovato poca chiarezza.

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