Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Normativa Antincendio, Rilascio CPI, ecc.

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glc_1912
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Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » mar mar 14, 2017 15:46

Come da titolo, mi stavo chiedendo: per impianti ricadenti nel 37/2008, in caso non ci sia la DDC si può predisporre una DDR.
A quanto mi risulta, per gli impianti installati dove ci sono attività soggette a controlli di prevenzione incendi solo il professionista antincendio può sottoscriverle (lo specificava una circolare del 2008, a memoria).

Il dubbio è: in quali casi è preferibile utilizzare il modello cert.imp., e quando invece la dichiarazione di rispondenza (usando un modello simil-DDC)?

io utilizzarei sempre il cert.imp., per le pratiche di prevenzione incendi, però poi avrei il dubbio che questo documento non venga accettato da altri enti.

che ne dite? voi come vi comportate?

grazie! :wink:

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tigers
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mar mar 14, 2017 18:30

Se non ricordo male il CERT IMP. è per impianti che NON ricadono nel 37 cioè ad esempio gli EFC. Per tutti gli altri ora c'è la rispondenza (che per i VVF esisteva anche prima del 37).
IMHO si fa SEMPRE DDC o Di Co salvo per impianti fuori dal campo di applicazione del 37, dove usi il CERT IMP.

Terminus
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » mar mar 14, 2017 20:35

Non si deve fare confusione tra il 37/08 e la modulistica per i VVF.
Le DICO/DIRI valgono anche per i VVF, ma non vige l'inverso.
La DIRI può essere redatta solo per impianti seguiti dopo l'entrata in vigore della L.46/90 e fino all'entrata in vigore del DM 37/08, non oltre.
La DIRI va firmata dal responsabile tecnico dell'impresa per impianti non soggetti ad obbligo di progetto, altrimenti da tecnico abilitato (ma non necessariamente antincendio).
Il CERT.IMP., redatto in ogni caso da professionista antincendio, va fatto in vari casi:
- impianti non ricadenti nel 37/08 e privi di progetto;
- impianti di protezione attiva realizzati secondo progetti di FSE (che comunque se rientrano nel campo di applicazione del 37/08 dovranno avere anche la DICO/DIRI).

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mer mar 15, 2017 08:19

Tutto, giusto io davo per scontato che si parlasse di cose nuove, dato che la domanda mi sembrava per quello.
Mi sfuggiva solo l'ultima che hai scritto perché non mi è mai capitato: quindi in caso di FSE devo fare anche il CERT IMP. pur in presenza di Di Co? Ed a che scopo?

Terminus
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » mer mar 15, 2017 09:30

Perchè l'installatore segue le norme UNI che conosce (o almeno dovrebbe), ma in presenza di FSE si è andati oltre ed occorre un'ulteriore verifica prestazionale da parte di professionista antincendio, si presume lo stesso che ha impostato e redatto la relazione di progetto.
Stessa cosa nel caso di impianti realizzati a norme NFPA/FM o simili non EN.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » mer mar 15, 2017 09:36

scusate, ma se io guardo i moduli vedo che il dich. imp. vale per gli impianti non soggetti alla 37/2008 (e difatti è specificato nel modulo), ma nel cert. imp. non c'è scritto nulla, quindi per conto mio è applicabile sia per impianti soggetti che non alla 37/2008.

se io ho una rete idrica antincendio fatta con la 10779 e non ho DDR, su che base possono dirmi che il cert. imp. non va bene? i VVF, perlomeno, non vedo che obiezione potrebbero muovermi. viene rilevato l'impianto, fatto uno schema, descritto e un professionista antincendio ne certifica la rispondenza alle norme. perché non dovrebbe andare bene? anzi, se andiamo a fare le pulci, se l'impianto fosse post 2008 a maggior ragione dovrei fare quello e non la DDR (prevista solo per impianti tra 1990 e 2008). :?

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mer mar 15, 2017 09:43

Nulla da dire, ripeto: io ho dato per scontato che si parlasse di cose nuove (perché la domanda citava il 37, per cui istintivamente ho pensato a cose nuove). In realtà la regola resta: se non ricade nel 37 (perché vecchio, perché fatto con norme estere o - osserva Terminus ma non l'ho capita tanto - se il progetto è fatto con la FSE) usi i moduli VVF.
Quello che non cambia è la sostanza: devi verificare che l'impianto sia idoneo (anche se non rispettoso delle UNI, CEI o quel che si applica) ed efficiente e poi attestarlo in qualche forma, che poi si chiami DDR o CERT IMP o PAPERINO nulla cambia.

Sul discorso FSE faccio davvero fatica a comprendere il significato della richiesta della norma: se ad esempio faccio un impianto di ventilazione con la FSE lo progetto e lì indico all'installatore come va eseguito, lui lo fa seguendo il progetto, lo cita nella Di Co e a che serve il mio CERT IMP?
Se c'è un doppio controllo dò per scontato che i due potrebbero non coincidere, ma non capisco proprio dove potrebbero non coincidere: può esistere il caso in cui è tutto conforme al progetto ed alle norme tecniche (Di Co) ma non alla FSE? Se è così IMHO è sbagliato il progetto e non sarà il CERT IMP a correggerlo.

Ricordiamoci che sono gli stessi VVF che all'avvio dell'impianto idranti si accontentano della Di Co anche se non cita il progetto, anche se il verbale di collaudo iniziale non c'è, etc. (e poi mi ritrovo 5 anni dopo ad asseverare l'impianto e di colpo ci si accorge che non ha le prestazioni richieste...

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » mer mar 15, 2017 10:25

sull'FSE, il discorso penso stia semplicemente nel fatto che il cert. imp. viene fatto per forza da un professionista antincendio, ovvero un tecnico che (in teoria) ha una conoscenza specifica dell'argomento, ed è pertanto in grado di applicare norme diverse. il progetto (su cui poi viene fatta la DDC) non ti dà questa garanzia, perché qualsiasi professionista iscritto all'albo può farlo. in sostanza, è una forma di tutela in più che richiedono.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » mer mar 15, 2017 11:11

glc_1912 ha scritto:
mer mar 15, 2017 09:36
se l'impianto fosse post 2008 a maggior ragione dovrei fare quello e non la DDR (prevista solo per impianti tra 1990 e 2008). :?
Se l'impianto fosse post 2008, soggetto al 37/08 ma privo di DICO, non potresti certificarlo nè farne una DIRI: l'impianto deve avere la DICO.
glc_1912 ha scritto:
mer mar 15, 2017 09:36
scusate, ma se io guardo i moduli vedo che il dich. imp. vale per gli impianti non soggetti alla 37/2008 (e difatti è specificato nel modulo), ma nel cert. imp. non c'è scritto nulla, quindi per conto mio è applicabile sia per impianti soggetti che non alla 37/2008.
Come ho scritto sopra il CERT.IMP. va impiegato in varie occasioni, ma questo non vuol dire che può sopperire ad una DICO mancante (e neanche una DIRI quando è possibile redigerla), quando questa è obbligatoria.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » mer mar 15, 2017 11:29

Terminus tu hai perfettamente ragione, ma sai benissimo anche tu che, purtroppo, spesso la situazione corretta non corrisponde a quella reale.

Installatori che non hanno rilasciato la DDC e magari non sono più reperibili, o Ditte che subentrano in fabbricati e non hanno documentazione... o, passando al civile, amministratori di condominio che passano l'incarico e si fanno i dispetti non dandosi i documenti... sono sicuro che ne abbiamo visti tutte a bizzeffe.

purtroppo, in questi casi, non si può fare altro che cercare la soluzione migliore e tamponare la situazione.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mer mar 15, 2017 11:32

Terminus ha scritto:
mer mar 15, 2017 11:11
glc_1912 ha scritto:
mer mar 15, 2017 09:36
se l'impianto fosse post 2008 a maggior ragione dovrei fare quello e non la DDR (prevista solo per impianti tra 1990 e 2008). :?
Se l'impianto fosse post 2008, soggetto al 37/08 ma privo di DICO, non potresti certificarlo nè farne una DIRI: l'impianto deve avere la DICO.
Formalmente hai ragione, ma che soluzione daresti ad un impianto che è privo di Di Co per mille motivi più o meno validi? O che ha una Di Co parziale?
Per citare un caso reale: impianto iniziato nel 2008 in pieno regime di 37, l'impresa costruttrice fallisce e non paga l'idraulico che a metà se ne va, poi ne viene chiamato un altro 3 anni dopo, che in parte riprende quanto già esistente (verificandolo), poi nemmeno lui viene pagato una volta finito e poi chiude anche lui baracca e burattini e non potrà quindi mai più farmi la Di Co.
Che faresti? Fai smontare tutto e rifare? Chiami il titolare della ditta chiusa a fare una Di Co postuma? E se fosse morto o più semplicemente irreperibile?
[proprio mentre scrivevo questo messaggio ho ricevuto chiamata da un idraulico che è chiamato a certificare un impianto fatto da altri dove lo stesso committente non sa chi l'ha realizzato in origine - era in subappalto - e vuole fare una Di Ri. Cosa dovrei rispondere?]

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » mer mar 15, 2017 11:46

Capisco bene, ma ti domando: tu assevereresti un impianto in questa situazione ?
Si tratta di capire di cosa parliamo: per esempio un impianto gas o antincendio completamente a vista è una cosa, un impianto elettrico complesso con cablaggi non a vista è un'altra.
Per certificare con assoluta tranquillità occorre spesso fare delle indagini onerose per verificare materiali e posa in opera. Se il cliente paga, la cosa si può fare, altrimenti andasse a cercare chi firma senza farsi tanti problemi (e ce ne sono molti.......)

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mer mar 15, 2017 11:59

Terminus ha scritto:
mer mar 15, 2017 11:46
Capisco bene, ma ti domando: tu assevereresti un impianto in questa situazione ?
Dopo che han fatto tutte le verifiche che ritengo di dover fare sì.
Si tratta di capire di cosa parliamo: per esempio un impianto gas o antincendio completamente a vista è una cosa, un impianto elettrico complesso con cablaggi non a vista è un'altra.
Per certificare con assoluta tranquillità occorre spesso fare delle indagini onerose per verificare materiali e posa in opera. Se il cliente paga, la cosa si può fare, altrimenti andasse a cercare chi firma senza farsi tanti problemi (e ce ne sono molti.......)
Non ho detto che non si debbano fare indagini onerose. Se l'installatore però ritiene di non doverle fare e mi fa lo stesso la Di Ri non è che lo obbligo eh, però glielo consiglio molto caldamente e gli spiego bene le conseguenze. Nel contempo avviso il cliente che è una cosa molto molto costosa e che l'installatore potrà chiedere quello che vuole ed andrà accontentato. Se non va bene mi faccio da parte e come dici tu arriverà il firmaiolo.
Fortunatamente non sono così disperato da dovermi aggrappare ad ogni lavoro.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » mer mar 15, 2017 12:25

Terminus ha scritto:
mer mar 15, 2017 11:46
Capisco bene, ma ti domando: tu assevereresti un impianto in questa situazione ?
Si tratta di capire di cosa parliamo: per esempio un impianto gas o antincendio completamente a vista è una cosa, un impianto elettrico complesso con cablaggi non a vista è un'altra.
Per certificare con assoluta tranquillità occorre spesso fare delle indagini onerose per verificare materiali e posa in opera. Se il cliente paga, la cosa si può fare, altrimenti andasse a cercare chi firma senza farsi tanti problemi (e ce ne sono molti.......)
questo è ovviamente un requisito che non si deve discutere: vuoi la DDR? perfetto, ma solo alle mie condizioni. si tratta di un impianto elettrico? benissimo, un progettista ed un elettricista fanno il rilievo, fanno i controlli, fanno i lavori di adeguamento necessari e solo dopo se ne parla.

rete idrica? ok, ma ti faccio un sopralluogo con l'idraulico manutentore che mi rifà il collaudo, si verifica lo stato dell'impianto, si fanno le prove di portata e pressione...

poi, purtroppo, hai centrato il punto: io (e presumo noi) vorremmo fare così, ma il cliente cercherà qualcuno che, per qualche centinaio di €, gli firma un documento senza perdere troppo tempo, e chi s'è visto s'è visto. problemi suoi, a quel punto.


ma a sto punto, tornando alla domanda base ed andiamo nello specifico: rete idrica antincendio esistente senza documentazione, capannone del 2003 e probabilmente anche lei è di quegli anni. voi fareste il cert. imp. o la DDR? stessa domanda per i nastri radianti e l'impianto elettrico. ovviamente, controlli rilievi ecc sono da fare senza se e senza ma.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » mer mar 15, 2017 12:32

glc_1912 ha scritto:
mer mar 15, 2017 12:25
ma a sto punto, tornando alla domanda base ed andiamo nello specifico: rete idrica antincendio esistente senza documentazione, capannone del 2003 e probabilmente anche lei è di quegli anni. voi fareste il cert. imp. o la DDR? stessa domanda per i nastri radianti e l'impianto elettrico. ovviamente, controlli rilievi ecc sono da fare senza se e senza ma.
Si deve fare la DIRI, se non riesci a reperire una DICO, siamo nella finestra temporale prevista.
Per il 37/08 altrimenti, gli impianti non possono esercire.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » mer mar 15, 2017 14:39

Fai quello che ti chiedono i VVF, tanto abbiamo chiarito che alla fine devi fare le stesse cose per accertarti che l'impianto sia regolamentare.
Poi il documento che lo comprova chiamalo come vuoi. Puoi anche farle tutte e due tanto per sistemare sia gli aspetti VVF che quelli "civili".

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » gio mar 16, 2017 09:55

Ripeto: per legge l'impianto deve essere dotato di DICO/DIRI e degli allegati obbligatori.
Per i VVF la DICO deve bastare..... se proprio vogliono insistere, gli possiamo presentare anche un CERT.IMP., ma la DICO/DIRI ci deve sempre essere.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da gattor4 » gio mar 16, 2017 10:53

un recente articolo apparso su Rivista Antincendio - gen 2017 - fornisce alcune indicazioni in merito,
e in particolare dice che nel caso di assenza di Dichiarazioni di conformità per impianti ricadenti o non ricadenti nel 37/08 ma realizzati dopo il 27 marzo 2008 sono accettati, nell'ambito dei procedimenti amministrativi di prevenzione incendi, i Cert imp a firma di professionista abilitato

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » gio mar 16, 2017 11:06

Si d'accordo, i VVF possono dirti che per loro va bene, sempre comunque solo ai fini dell'autorizzazione antincendio.
Ma per legge, senza una DICO quell'impianto non può esercire; il CERT.IMP. in funzione del DM 37/08 non vale nulla.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » gio mar 16, 2017 14:21

OK Terminus, tutto chiaro, ma non ci hai ancora detto cosa dovremmo fare però se la Di Co manca: smontare tutto e farlo rifare identico da un idraulico in modo che lo possa certificare?

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » gio mar 16, 2017 14:49

Come abbiamo già detto, se vogliamo fare un lavoro serio, dobbiamo comunque analizzare l'impianto nella sua interezza, con la eventuale/necessaria collaborazione di un installatore; a quel punto, redigere un CERT.IMP. o una DIRI per noi non cambia nulla.
Cambia invece per il cliente che, nel primo caso, non avrà in mano un documento opponibile ad altri che non siano i VVF.
A quel punto o si redige una DIRI, se si riesce a dire di essere nella finestra temporale prevista, o si dice al cliente che deve trovare un installatore che, mettendo mani all'impianto come ritiene opportuno (con necessario progetto visto che parliamo comunque di attività con obbligo ex 37/08), alla fine rediga la DICO di legge.

Facciamola finita con i committenti che fanno fare il lavoro a cani e porci, non richiedono la documentazione di legge e neanche vogliono pagare un progettista quando invece è necessario o un DL quando opportuno. In questi casi che paghino per i loro errori e basta. Nei casi sfortunati di fallimenti o simili, beh purtroppo il cerino in mano a qualcuno rimane sempre.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da tigers » gio mar 16, 2017 16:05

Terminus ha scritto:
gio mar 16, 2017 14:49
Come abbiamo già detto, se vogliamo fare un lavoro serio, dobbiamo comunque analizzare l'impianto nella sua interezza, con la eventuale/necessaria collaborazione di un installatore; a quel punto, redigere un CERT.IMP. o una DIRI per noi non cambia nulla.
Cambia invece per il cliente che, nel primo caso, non avrà in mano un documento opponibile ad altri che non siano i VVF.
Io infatti le farei tutte e due. Se messo con una pistola alla tempia dovessi scegliere farei solo la Di Ri ed ai VVF la faccio andare bene.
Ma ricordiamoci che siamo di fronte a scienziati che mi hanno chiesto di rifare una Di Co perché erano passati 5 anni ed ogni 5 anni "va rifatta"... :shock:
A quel punto o si redige una DIRI, se si riesce a dire di essere nella finestra temporale prevista, o si dice al cliente che deve trovare un installatore che, mettendo mani all'impianto come ritiene opportuno (con necessario progetto visto che parliamo comunque di attività con obbligo ex 37/08), alla fine rediga la DICO di legge.
Mi sembra una non-soluzione: la Di Co può farla solo sui lavori di adeguamento, non può "coprire" tutto quello che c'era prima.
E se lavori di adeguamento non servissero? La tua soluzione funziona sì e no.
Io in un caso simile (ma erano opere ante 46/90) per cui mi chiedevano la rispondenza ho analizzato, fatto fare prove di tenuta, fatto adeguare quello che era fuori norma e poi redatto Di Ri basata sulla mia analisi e sulla Di Co dei lavori di adeguamento, ed ho consegnato entrambe al cliente: la Di Ri per l'esistente e la Di Co per le parti di nuova realizzazione.
Qui sinceramente farei lo stesso anche se post-2008.
Ma per carità: sono filosofie, l'importante è che si faccia quello su cui tutti concordiamo: si verifica l'impianto con tutte le prove che sono opportune per capire se rispetta o no le condizioni di funzionalità e sicurezza, poi che vogliamo redigere una PAPERINA, una PLUTA o una Di Ri nulla cambia.
Facciamola finita con i committenti che fanno fare il lavoro a cani e porci, non richiedono la documentazione di legge e neanche vogliono pagare un progettista quando invece è necessario o un DL quando opportuno. In questi casi che paghino per i loro errori e basta. Nei casi sfortunati di fallimenti o simili, beh purtroppo il cerino in mano a qualcuno rimane sempre.
Concordo.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » gio mar 16, 2017 16:54

tigers ha scritto:
gio mar 16, 2017 16:05
Mi sembra una non-soluzione: la Di Co può farla solo sui lavori di adeguamento, non può "coprire" tutto quello che c'era prima.
E se lavori di adeguamento non servissero? La tua soluzione funziona sì e no.
A quel punto di concerto tra il progettista e l'installatore si decice cosa fare, cosa conservare e cosa rimettere a nuovo. Come nel tuo caso si trova una via di mezzo accettabile per tutti.

glc_1912
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da glc_1912 » gio mar 16, 2017 18:00

parlandone ad un corso di aggiornamento con colleghi e funzionari VVF, alcuni suggerivano (ed il funzionario concordava) di far fare all'installatore un controllo dell'intero impianto, con tutti i test ed i collaudi che si fanno alla messa in funzione, rilievi ecc per verificare la conformità al progetto e, se tutto è a posto, far fare all'installatore una dichiarazione di conformità indicando "ricontrollo intero impianto" come tipologia di intervento.

potrebbe essere un'opzione valida, alla fin fine. non conforme al 37/2008, ma come sicurezza è sicuramente valida.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da etec83 » dom mar 19, 2017 11:47

Per riprendere il discorso iniziale c'è anche da considerare un fatto, non sempre impianti come idranti, sprinkler, rivelazione fumi prima del 2008 erano soggetti a L.46/90.
Ricordo che gli impianti suddetti erano soggetti a L.46/90 solo negli edifici adibiti a civile abitazione, quindi per edifici con altre destinazioni d'uso, si doveva redigere il DICH. IMP. (ai sensi del DM 04/05/1998) non la DICO.
Pertanto se prima del 2008 avevo un impianto senza DICO perché non soggetto a L.46/90, oggi posso fare una DIRI ai sensi del DM 37/08 per quell'impianto? a mio parere no, devo fare una CERT. IMP.
Se si legge il DM 37/08 è chiaro che la DIRI si deve fare solo per impianti ante 2008 in cui la DICO non sia stata prodotta o non sia più reperibile.

Ed ecco che quindi ci ritroviamo i 2 casi:
1) impianti ante 2008 soggetti a L.46/90 ---> DICO + progetto
2) impianti ante 2008 NON soggetti a L.46/90 ---> DICH. IMP. + progetto (per le attività soggette VV.F ai sensi del DM 04/05/1998)

Da cui oggi abbiamo:
1) impianti ante 2008 soggetti a L.46/90 senza DICO ---> DIRI ai sensi del DM 37/08
2) impianti ante 2008 NON soggetti a L.46/90 senza DICH. IMP. ---> CERT. IMP.

Per il post 2008 è diverso abbiamo sempre due casi:
3) impianti post 2008 soggetti a DM 37/08 ---> DICO+progetto
4) impianti post 2008 NON soggetti a DM 37/08 ---> DICH. IMP.+progetto (per le attività soggette VV.F ai sensi del DM 04/05/1998 o del DM 07/08/2012)

da cui
3) impianti post 2008 soggetti a DM 37/08 senza DICO ---> non è possibile fare DIRI, far redigere una nuova DICO di manutenzione straordinaria o trasformazione facendo controllare tutto l'impianto elemento per elemento all'impresa che emetterà la DICO.

4) impianti post 2008 NON soggetti a DM 37/08 senza DICH. IMP. ---> far redigere una DICH. IMP. e nel caso di assenza di progetto CERT. IMP.

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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » dom mar 19, 2017 17:56

Riassunto corretto.
Comunque mi è capitato spesso che, ante 2008 in ambiente industriale, per impianti idrici o gas non soggetti, usasse comunque richiedere ed ottenere dall'impresa la DICO.

SERGIARA
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da SERGIARA » gio lug 05, 2018 23:15

Riprendo questo post.
Impianto idranti costruito nel 2014 dotato di progetto (mio) e collaudo della sola centrale di pompaggio (prefabbricata) da parte della ditta costruttrice della stessa; la ditta installatrice aveva fatto una Dichiarazione di Conformità incompleta e mai presentata ai VVF. Ora il cliente vuole CPI dai VVF e mi chiede il collaudo funzionale dell'impianto. A suo tempo avevo presentato un EP ai VVF (approvato con le solite osservazioni/prescrizioni).
Ora pensavo di agire così:
Fare completare la DICH CONF (nuova DICO) dall'installatore, inserendo tra gli allegati facoltativi:
- il verbale di collaudo della centrale di pressurizzazione (già eseguito in precedenza);
- Verbale di verifica prestazioni di progetto (ancora da fare), firmato da professionista antincendio.
Quindi nessuna CERTIFICAZIONE DI RISPONDENZA E DI CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO, sola la DICO. Ovviamente nessuna DIC. IMP, in quanto l'impianto ricade nel 37/08.
Ho ragione ? Sbaglio ?

Terminus
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » ven lug 06, 2018 08:43

Sei in completa vigenza del 37/08, quindi DICO +allegati obbligatori.
L'installatore non è responsabile della centrale idrica preassemblata, quindi nella sua DICO dovrà inserire le dichiarazioni del fabbricate ed il relativo collaudo.

SERGIARA
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da SERGIARA » ven lug 06, 2018 11:05

Quindi niente Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto e Certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell’impianto.
Perfetto, grazie Terminus.

ildubbio
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da ildubbio » sab mar 02, 2019 12:47

Nel seguente caso:
- parere preventivo VVF del 2006 (con, tra gli altri, il progetto dell'impianto idranti);
- parere favorevole su progetto (del Comune) ante 2008;
- PdC e inizio lavori (al Comune) del 2009.

Gli impianti ricadono nel DM 37/2008?

ovviamente sono nella situazione senza DI.CO. ... e per di più l'impianto idranti è sottotraccia.
C'è modo di "recuperare" l'impianto?

Terminus
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » sab mar 02, 2019 17:18

Il principio generale è sempre quello di fare riferimento alle norme vigenti al momento della richiesta (o ottenimento) del titolo abilitativo.
Nel caso dei VVF tale momento è di solito la richiesta di valutazione progetto.
Per il Comune invece è la richiesta del titolo edilizio.
Il DM 37/08 ha valenza in entrambi i settori, ma per il principio suddetto, ciò che accettano i VVF potrebbe non essere accettato dal Comune.

Aliseo
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Aliseo » gio mar 07, 2019 21:41

SERGIARA ha scritto:
gio lug 05, 2018 23:15
Riprendo questo post.
Impianto idranti costruito nel 2014 dotato di progetto (mio) e collaudo della sola centrale di pompaggio (prefabbricata) da parte della ditta costruttrice della stessa; la ditta installatrice aveva fatto una Dichiarazione di Conformità incompleta e mai presentata ai VVF. Ora il cliente vuole CPI dai VVF e mi chiede il collaudo funzionale dell'impianto. A suo tempo avevo presentato un EP ai VVF (approvato con le solite osservazioni/prescrizioni).
Ora pensavo di agire così:
Fare completare la DICH CONF (nuova DICO) dall'installatore, inserendo tra gli allegati facoltativi:
- il verbale di collaudo della centrale di pressurizzazione (già eseguito in precedenza);
- Verbale di verifica prestazioni di progetto (ancora da fare), firmato da professionista antincendio.
Quindi nessuna CERTIFICAZIONE DI RISPONDENZA E DI CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO, sola la DICO. Ovviamente nessuna DIC. IMP, in quanto l'impianto ricade nel 37/08.
Ho ragione ? Sbaglio ?
Attento da quello che ormai so per fare questo controlla tutte le certificazioni di prodotto e se il locale prefabbricato sia stato realizzato da chi poteva, aveva la qualifica, e tutto ciò soggetto al CPR o vai in penale col 106/17

HUGO
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da HUGO » gio giu 13, 2019 10:45

Terminus ha scritto:
mar mar 14, 2017 20:35
Non si deve fare confusione tra il 37/08 e la modulistica per i VVF.
Le DICO/DIRI valgono anche per i VVF, ma non vige l'inverso.
La DIRI può essere redatta solo per impianti seguiti dopo l'entrata in vigore della L.46/90 e fino all'entrata in vigore del DM 37/08, non oltre.
La DIRI va firmata dal responsabile tecnico dell'impresa per impianti non soggetti ad obbligo di progetto, altrimenti da tecnico abilitato (ma non necessariamente antincendio).
Il CERT.IMP., redatto in ogni caso da professionista antincendio, va fatto in vari casi:
- impianti non ricadenti nel 37/08 e privi di progetto;
- impianti di protezione attiva realizzati secondo progetti di FSE (che comunque se rientrano nel campo di applicazione del 37/08 dovranno avere anche la DICO/DIRI).
Se hai un impianto antecedente al 46/90 e ricadente nel 37/08 (esempio GAs > 50 kW o imoianto di climatizzazione/riscaldamento) ? CERT.IMP o DI.RI ?
UNI 11300....no grazie, non faccio fumo !

Terminus
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Re: Dichiarazione di rispondenza o Cert.Imp?

Messaggio da Terminus » gio giu 13, 2019 10:53

Cert.IMP. in quanto la DIRI dovrebbe sostituire una DICO che non era richiesta all'epoca.
Sempre che puoi dimostrare l'epoca e che l'impianto non sia stato modificato.

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