resistenza al fuoco delle strutture di una mensa aziendale

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magazzini
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resistenza al fuoco delle strutture di una mensa aziendale

Messaggio da magazzini » mar nov 08, 2011 16:28

Per una mensa aziendale, che non preveda fornelli a gas ma solo piastre elettrice, è necessario effettuare una valutazione della resistenza al fuoco delle strutture in funzione del carico di incendio? Tanto più se le strutture del locale saranno in legno.

In questo caso io mi occupo solo degli impianti, quindi non sarebbe neppure affar mio, ma lo strutturista me lo chiede come consiglio.

Semplicemente gli ho risposto che di qualunque struttura può essere valutata la resistenza al fuoco, anche di quelle in legno.
Calcolando ad esempio con claraf la resistenza minima richiesta per una mensa/bar (di dimensioni pari a quelle del locale e con rilevazione fumi ad esempio) ho verificato che sarebbe 30 minuti, e che quindi almeno verificasse un R30, che non mi sembra così difficile da ottemperare. mi sembrerebbe una garanzia comunque per il committente.

Ho fatto male a consigliarlo così?

Terminus
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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da Terminus » mar nov 08, 2011 18:21

In assenza di controlli VVF, in mancanza di norme verticali di prevenzione incendi,
le caratteristiche di resistenza al fuoco dovrebbero essere stabilite contrattualmente.
Un requisito R30 può essere idoneo, in assenza di particolari rischi.

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da magazzini » mar nov 08, 2011 18:45

terminus, come sempre pronto a rispondere.... grazie, concordo.

in particolar modo secondo me bisogna fare riferimento anche a quello che richiedono le assicurazioni, che potrebbero fissare ad esempio una soglia minima della resistenza al fuoco, per far valere la copertura assicurativa in caso di danni da incendio.

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weareblind
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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da weareblind » mer nov 09, 2011 13:29

Terminus ha scritto:In assenza di controlli VVF, in mancanza di norme verticali di prevenzione incendi,
le caratteristiche di resistenza al fuoco dovrebbero essere stabilite contrattualmente.
Un requisito R30 può essere idoneo, in assenza di particolari rischi.
Ottima idea.
Se però dovessi inserire questa richiesta in una valutazione del rischio, userei il D.M. 16 febbraio 2007, calcolerei la classe del compartimento e quindi imporrei parimenti la resistenza R.
Vediamola al contrario: il RSPP sviluppa la valutazione del rischio incendio, calcola il carico di incendio, determina che il compartimento è 60 e tu hai R30. E ti chiede di riqualificarlo...

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da magazzini » mer nov 09, 2011 15:03

Vediamola al contrario: il RSPP sviluppa la valutazione del rischio incendio, calcola il carico di incendio, determina che il compartimento è 60 e tu hai R30. E ti chiede di riqualificarlo...
-----

e poi son dolori. per questo ho suggerito di fare il calcolo in modo approfondito, rispettando il DM del 2007.

Terminus
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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da Terminus » mer nov 09, 2011 16:57

E' naturale che, in assenza di qualsivoglia indicazioni, ci si affidi ad un calcolo del carico di incendio secondo il DM 09/03/07 (pur applicabile a rigore solo alle attività soggette).
Ma questo lo dovrebbe fare il committente o chi per lui effettua una valutazione dei rischi per poi stabilire contrattualmente i requisiti prestazionali, altrimenti lo strutturista a cosa di appiglia ?
Non so se gli Eurocodici diano qualche requisito minimo in funzione delle destinazioni d'uso.

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da magazzini » mer nov 09, 2011 17:52

altrimenti lo strutturista a cosa di appiglia ?
------
Qui potremmo entrare in un'annosa questione.

Un cuoco, legge la ricetta, prende gli ingredienti e lavora.

Per lo strutturista vale sempre lo stesso criterio: il requisito di resistenza al fuoco è un ingrediente necessario per la progettazione. secondo me non è accettabile infatti che lo strutturista dica "non ho resistenza al fuoco da rispettare perchè non ho attività da CPI". sarebbe come il cuoco che non ha la quantità del sale da mettere, ma ha scritto "quanto basta". Appunto quanto basta in funzione del carico di incendio

secondo me dovrebbe essere estesa l'applicazione del DM anche alle attività non soggette, come principio: ogni struttura deve essere progettata in funzione del carico previsto o ipotizzabile secondo l'attività, come fa selezionare claraf con un percentile, eventulamente prendendo quella inferiore invece di quella immediatamente superiore.

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da Terminus » mer nov 09, 2011 18:12

Non dico di non essere d'accordo con te.
Ma lo strutturista, secondo me, deve ricevere tali specifiche da qualcun altro (committente, tecnico di prevenzione incendi, valutatore dei rischi aziendali), in mancanza di indicazioni normative.
A ciascuno il suo lavoro.
E' un pò come il problema del progettista elettrico alle prese con le zone ATEX, per le quali la classificazione dovrebbe essere fatta da altri (con conoscenze più vaste e dettagliate sui processi produttivi).

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da weareblind » mer nov 09, 2011 21:26

Concordo.

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da magazzini » gio nov 10, 2011 11:30

Ma lo strutturista, secondo me, deve ricevere tali specifiche da qualcun altro (committente, tecnico di prevenzione incendi, valutatore dei rischi aziendali), in mancanza di indicazioni normative.
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In linea di principio concordo, ma solitamente il committente non sa niente di tutto ciò, il valutatore dei rischi aziendali forse sì, ma dubito che però si esprima su questo, al più può fare in effetti una valutazione del rischio incendi, ma solitamente non è una valutazione di tipo preventivo, ma successivo alla realizzazione (vie die sodo, estintori, eccc...), per ottemperare agli obblighi di legge della ex 626, oggi nel testo unico. Il tecnico di prevenzione incendi in questo caso non c'è, io sono pagato in questo caso per il progetto degli impianti di climatizzazione, quindi non mi posso assumere responsabilità senza compenso.

quindi lo strutturista dovrebbe secondo me rivolgersi al committente e chiedere una valutazione del rischio ad un tecnico di prevenzione incendi, non sostenere che siccome l'attività non è soggetta a controlli e non ha normativa specifica, allora può fare come se la resistenza al fuoco non ci fosse.
in questi termini mi esprimevo.

Grazie per gli interventi, che secondo me hanno fatto luce su questo aspetto un po' buio delle normative.

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Re: resistenza al fuoco delle strutture di una mensa azienda

Messaggio da weareblind » gio nov 10, 2011 12:01

Ma, mi par troppo. E' un dato di input si, ma che come abbiam visto si genera con poche chiacchiere con la committenza. Voglio dire, la committenza viene messa a parte delle ipotesi, poi sceglie.

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