relazione squilibrio termico

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relazione squilibrio termico

Messaggioda khanle » mer ott 04, 2006 20:49

Buongiorno a tutti.

Ho un problema, ho un amico che abita all'ultimo piano di un condominio dotato di impianto centralizzato di riscaldamento e acqua calda. Considerato che durante il periodo invernale il suo appartamento non raggiunge mai una temperatura di regime, ha deciso lo scorso mese di maggio 2005 al distacco dall'impianto centralizzato, previa comunicazione all'amministratore, con l'installazione di un impianto autonomo.

Attualmente l'amministratore chiede al condomino una relazione da dove si evince chiaramente che il suo distacco dall'impianto centralizzato non comportera una squilibrio termico dell'impiano.

Domande:

Qualcuno sa come devo effettuare tale relazione?

Qualcuno pro inviarmi uno schema di relazione tipo?

Vi ringrazio per la risposta
khanle
 
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Re: relazione squilibrio termico

Messaggioda Scox » gio ott 05, 2006 09:14

Secondo me prima di ricorrere al distacco dall'impianto centralizzato, si sarebbe potuto correggere le anomalie riscontrate nel bilanciamento e cogliere così l'occasione per migliorne anche l'efficienza.

E' certo che staccando un appartamento si crea uno squilibrio, ma il risultato dello squlibrio, non sarà altro che un aumento della portata a tutti gli altri condomini.

Risultato:
L'appartamento più vicino alla centrale termica, che probabilmente paga la bolletta come tutti gli altri, avendo più caldo di tutti, avrà ancora più caldo di prima, ed il penultimo appartamento che raggiungeva a malapena i 20[°C], sempre pagando come tutti gli altri, poi raggiungerà tale temperatura, con più facilità.

Si sarebbe potuto:
1) Sostituire la caldaia con una a condensazione (installando anche la sonda esterna e impostando oppurtunamente, la retta della regolazione climatica), meglio una con grande contenuto d'acqua, capace quindi di sopportare al suo interno anche piccole portate ed alti DT.
2) Sostituire la pompa con una a portata variabile, dimensionandola con un DT sui radiatori almeno di 25[°C]e grazie alla caldaia di cui sopra, collegarla direttamente, senza inopportune miscele (evitare l'aumento di temperatura sul ritorno).
3) Isolare per quanto possibile tutte le tubazioni in vista e se possibile installare i pannellini isolanti dietro i radiatori.
4) Sostituire le valvole e detentori per installare sulle valvole la testa termostatica.
5) Installare i contacalorie (ormai funzionano benissimo anche quelli per impianti a colonne montanti).
6) Tarare, tarare, tarare i detentori.
7) Accendere e sperare per il meglio.
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invio relazione

Messaggioda khanle » gio ott 05, 2006 12:41

ciao,

grazie per la risposta, ma volevo sapere si ti trovi un relazione tipo adatta per questi casi di distacco da impianto centralizzato.

Grazie e aiutami
khanle
 
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Re: invio relazione

Messaggioda Scox » gio ott 05, 2006 14:25

Se sei un progettista e sai calcolare le perdite di carico a mano, come devi, sai anche quali sono le variabili in gioco ed allora sai anche cosa scrivere nella relazione.

Che io sappia non esiste una relazione standard, ed io non la faccio al posto tuo, mi pare che quello che ti ho scritto è anche troppo.
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Re: relazione squilibrio termico

Messaggioda Lomby » lun mar 10, 2008 13:24

Vista la data dei post immagino tu abbia "risolto" il problema della relazione.....

Ho diverse idee in mente ma al di là dell'aspetto puramente tecnico (squilibri funzionali) che ritengo dimostrabile (le pdc sulle tubazioni sono ridotte e non potranno inficiare il funzionamento di altri 22 utenti, anzi.....) il problema che più mi preoccupa e l'esclusione di eventuali aggravi economici dovuti al mancato riscaldamento degli ambienti che confinano con locali riscaldati dall'impianto centralizzato (Furto di calore).

Come posso concettualmente affermare che non ci saranno aggravi economici per gli altri condomini??

Grazie
Lomby
 
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Re: relazione squilibrio termico

Messaggioda r.gaetano fabio, genova » lun mar 10, 2008 14:46

Lomby ha scritto:.... il problema che più mi preoccupa e l'esclusione di eventuali aggravi economici dovuti al mancato riscaldamento degli ambienti che confinano con locali riscaldati dall'impianto centralizzato (Furto di calore). Come posso concettualmente affermare che non ci saranno aggravi economici per gli altri condomini??
Grazie


A me sembra che stando dietro a questa storia del "furto di calore" nei condomini, l'unica conseguenza è quella di far aumentare i consumi energetici favorendo solo i venditori di combustibili.

E poi dove è il problema? Anche nei moderni condomini è normale avere sensibili scambi di calore se si impiegano (come obbligatorio) valvole termostatiche e regolazioni a livello di appartamento.
Inoltre perchè chiamarlo "furto"? Non c'è alcuna sottrazione forzata è un fenomeno fisico spontaneo la cui direzione ed intensità dipende dalla differenza di temperatura, ma non per questo chi trova sta bene a 18°C deve sentirsi un "ladro" se il suo vicino imposta la temperatura a 22°C per poter girare in cannottiera a gennaio.

Per come la vedo io invito tutti a fare "furti" di calore!
rgf
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Re: relazione squilibrio termico

Messaggioda Lomby » lun mar 10, 2008 15:57

A me sembra che stando dietro a questa storia del "furto di calore" nei condomini, l'unica conseguenza è quella di far aumentare i consumi energetici favorendo solo i venditori di combustibili.

E poi dove è il problema? Anche nei moderni condomini è normale avere sensibili scambi di calore se si impiegano (come obbligatorio) valvole termostatiche e regolazioni a livello di appartamento.
Inoltre perchè chiamarlo "furto"? Non c'è alcuna sottrazione forzata è un fenomeno fisico spontaneo la cui direzione ed intensità dipende dalla differenza di temperatura, ma non per questo chi trova sta bene a 18°C deve sentirsi un "ladro" se il suo vicino imposta la temperatura a 22°C per poter girare in cannottiera a gennaio.

Per come la vedo io invito tutti a fare "furti" di calore![/quote]


Concordo con te che si tratta di un fenomeno fisico spontaneo (ovviamente) e che sui moderni impianti dotati di termoregolazione per singolo ambiente e di sistemi di contabilizzazione del calore (dove tutti chiudono le utenze....) la situazione è la medesima di un impianto termoautonomo spento ma la legge prevede che in caso di aggravi economici, questi vengano imputati al condomino distaccatosi in modo forzato (ci sono delle sentenze della Cassazione in merito).

Almeno con la contabilizzazione del calore c'è una quota fissa che "armonizza"

Così invece, se il vecchietto agguerrito (e sono anch'io in Liguria.... quindi conosci i miei polli!) si vede una quota del riscaldamento superiore a quella dell'anno precedente vorrà rivalersi sicuramente sul vicino..... (che odia solo perchè spenderà di meno!)
Quando vede una cifra bassissima (dovuta alle sole spese di manutenzione) nella casella del vicino inerente le spese di riscaldamento, gli prende un infarto....

E vagli a spiegare che la variabilità del costo del combustibile (ovviamnete sempre in aumento), che la variabilità dei carichi annuali (si tratta di gasolio), la variabilità delle condizioni climatiche esterne (impainto con sola compensazione climatica), magari anche la variabilità del rendimento dell'impianto, e chi più ne ha più ne metta.....

Cercavo solo un metodo + o - "ingegneristico" per tutelarmi da futuri e probabili attacchi....

Secondo voi esiste????
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Re: relazione squilibrio termico

Messaggioda r.gaetano fabio, genova » lun mar 10, 2008 16:50

Giusto per essere chiaro, premetto che in linea di principio sono contro l'autonomo.
Ma fare l'autonomo non significa fare un "furto" di calore, anzi spesso è il contrario.

Comunque, se dovessi fare io la perizia più che sul "furto" di calore (calcoli con ipotesi molto aleatorie) baserei il calcolo sull'effettiva esuberanza che avrebbe il generatore e sulla conseguente perdita di rendimento per il minore fattore di carico, valore rilevante dato che trattandosi di impianto a gasolio è molto probabile che abbia anche un generatore obsoleto.
Inoltre, come diceva Scox nel 2006, è facile dimostare che il distacco porterrà ad un aumento delle portate per i restanti condomini e che quindi a parità di temperatura dell'acqua si avrà una maggiore potenza erogata (inutilmente) se non vengono attuati degli interventi di riequilibramento.

Però se l'obiettivo è il risparmio energetico e non gli interessi di parte andrebbe innanzitutto messo a punto l'impianto centralizzato cercando di creare un centralizzato con regolazione autonoma.
Spesso la fuga da centralizzato ad autonomo è dovuta alla mancanza di una maggioranza sufficiente a deliberare l'ammodernamento degli impianti centralizzati molto EURIvori (l'energia ha un costo che dipende soprattutto dal combustibile utilizzato).

Non dimentichiamo ad esempio che il metano attualmente ha un costo/PCI che è la metà del gasolio, ovvero solo per il fatto di utilizzare il gasolio a parità di condizioni di funzionamento la spesa di riscaldamento è doppia rispetto al metano.
rgf
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