Contabilizzazione del calore

Normativa Termotecnica, Impianti di riscaldamento, Legge 10/91, DLgs 192/05, ecc.

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vinni60
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Contabilizzazione del calore

Messaggio da vinni60 » ven dic 19, 2014 22:57

Buonasera,
volevo chiedere qualche opinione su una questione legata alla contabilizzazione del calore nei condomini che oggi diventa più vincolante con l'attuazione della norma UNI 10200.
Nel 2004 ci installarono su un impianto tradizionale di riscaldamento centralizzato le valvole termostatiche e i ripartitori promettendo: "Si pagherà in base ai consumi". Invece cosa è successo: 1) con le valvole il consumo generale di metano in caldaia è rimasto quasi inalterato 2) l'importo riaparmiato dai condomini che hanno tenute chiuse le valvole (per assenza dagli appartamenti solitamente), è andato a gravare su coloro che il riscaldamento lo hanno utilizzato normalmente, che hanno visto aumentare di molto la loro bolletta.
Fino a ieri in qualche modo ci si è potuti difendere mantenendo al 50% la quota di pagamento per millesimi e 50 % quella a consumo; ora con l'avvento della UNI10200 quasta possibiltà viene a mancare ed è facile prevedere un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.
Grazie a chi vorrà rispondermi.

SimoneBaldini
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » sab dic 20, 2014 11:14

1) con le valvole il consumo generale di metano in caldaia è rimasto quasi inalterato
Ma cosa intendi per quasi? Quello che fa fede sono i mc di gas e non la bolletta che dal 2004 ad oggi ha avuto anche aumenti.
2) l'importo riaparmiato dai condomini che hanno tenute chiuse le valvole (per assenza dagli appartamenti solitamente), è andato a gravare su coloro che il riscaldamento lo hanno utilizzato normalmente, che hanno visto aumentare di molto la loro bolletta.
Il problema è che prima della contabilizzazione c'era una sorta di costo fisso per riscaldarsi, che tu avessi 18°C o 22°C non contava nulla. Oggi paghi per quello che ti serve scaldare il tuo appartamento. Se per le caratteristiche del tuo appartamento (ultimo piano, infissi scadenti ecc..) ti serve piu' calore per scaldarti, ovviamente pagherai di piu'.
Fino a ieri in qualche modo ci si è potuti difendere mantenendo al 50% la quota di pagamento per millesimi e 50 % quella a consumo; ora con l'avvento della UNI10200 quasta possibiltà viene a mancare ed è facile prevedere un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.
Bisogna anche guardare le cose dalla parte opposta, cioè perchè un proprietario che chiude i caloriferi e non usufruisce del calore deve pagare anche per te?
Il problema è la determinazione di questa percentuale, la UNI10200 prevede che sia un valore fisso in kWh indipendentemente dal consumo. Cioè se il condominio consuma teoricamente 100.000kWh, si applica il 23% per esempio e 23.000 kWh li attribuisci alla quota involontaria, se in quell'anno avete consumato molto meno perchè molti erano sfitti, per esempio consumate 70.000kWh avrai 47.000kWh da attribuire a consumo volontario e sempre i tuoi 23.000kWh a consumo involontario. Facendo le percentuali stagionali sarebbe il 32%.
Bisogna anche considerare che il 50% non è proprio una percentuale allettante per invogliare il risparmio, poi si puo disquisire su quel 23% teorico e qui si apre un mondo, ma per ora è così.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » sab dic 20, 2014 12:23

vinni60 ha scritto: un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.
Certo. E anche una diminuzione degli importi per coloro che fanno un uso RIDOTTO o SCARSO del calore domestico.
E anche una forte incentivazione del furto di calore, che è il modo migliore per fare risparmio energetico.
Per il resto, ti ha risposto molto bene Baldini.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da skinny » dom dic 21, 2014 10:48

Aggiungo un dubbio:
In base alla normativa nel caso di contaabilizzazione diretta si deve scegliere una aliquota di spese fisse ed un' altra variabile da suddividere in base ai consumi. Così facendo ci saranno sempre dei problemi legati alla quantificazione della percentuale di spese fisse
Ma non si potrebbero prendere le letture di ogni contabilizzatore e moltiplicare per il costo a kWh? Ed il resto della bolletta (spesa fissa) suddividere in base ai millesimi?

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » dom dic 21, 2014 10:59

skinny ha scritto:Ma non si potrebbero prendere le letture di ogni contabilizzatore e moltiplicare per il costo a kWh?
I contacalorie per la contabilizzazione diretta sono già in kWh. Ma non li puoi moltiplicare per il costo al kWh perchè lasceresti fuori gli oneri finanziari e gli altri oneri gravanti sul vettore energetico.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da vinni60 » dom dic 21, 2014 19:33

SimoneBaldini ha scritto:
1) con le valvole il consumo generale di metano in caldaia è rimasto quasi inalterato
Ma cosa intendi per quasi? Quello che fa fede sono i mc di gas e non la bolletta che dal 2004 ad oggi ha avuto anche aumenti.
Ringrazio per la risposta. E' su un punto TECNICO che vorrei approfondire: faccio un esempio: condominio di 4 appartamenti con caldaia quindi dimensionata per 4 utilizzi. 2 condomini stanno via tutto l'anno e tengono chiusi i caloriferi; da quello che mi hanno detto la caldaia durante l'anno non consuma il 50 % ma ancora 80 o 90 % di quello che si consumerebbe se fossero presenti tutti i condomini. Quindi 2 condomini se non sbaglio pagano per una caldaia dimensionata per 4. Se fosse così non mi sembra giusto. Ringrazio ancora.
2) l'importo riaparmiato dai condomini che hanno tenute chiuse le valvole (per assenza dagli appartamenti solitamente), è andato a gravare su coloro che il riscaldamento lo hanno utilizzato normalmente, che hanno visto aumentare di molto la loro bolletta.
Il problema è che prima della contabilizzazione c'era una sorta di costo fisso per riscaldarsi, che tu avessi 18°C o 22°C non contava nulla. Oggi paghi per quello che ti serve scaldare il tuo appartamento. Se per le caratteristiche del tuo appartamento (ultimo piano, infissi scadenti ecc..) ti serve piu' calore per scaldarti, ovviamente pagherai di piu'.
Fino a ieri in qualche modo ci si è potuti difendere mantenendo al 50% la quota di pagamento per millesimi e 50 % quella a consumo; ora con l'avvento della UNI10200 quasta possibiltà viene a mancare ed è facile prevedere un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.
Bisogna anche guardare le cose dalla parte opposta, cioè perchè un proprietario che chiude i caloriferi e non usufruisce del calore deve pagare anche per te?
Il problema è la determinazione di questa percentuale, la UNI10200 prevede che sia un valore fisso in kWh indipendentemente dal consumo. Cioè se il condominio consuma teoricamente 100.000kWh, si applica il 23% per esempio e 23.000 kWh li attribuisci alla quota involontaria, se in quell'anno avete consumato molto meno perchè molti erano sfitti, per esempio consumate 70.000kWh avrai 47.000kWh da attribuire a consumo volontario e sempre i tuoi 23.000kWh a consumo involontario. Facendo le percentuali stagionali sarebbe il 32%.
Bisogna anche considerare che il 50% non è proprio una percentuale allettante per invogliare il risparmio, poi si puo disquisire su quel 23% teorico e qui si apre un mondo, ma per ora è così.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da vinni60 » dom dic 21, 2014 19:35

Forse ho postato prima male;
volevo rispondere al sig. Baldini:
ringrazio per la risposta. E' su un punto TECNICO che vorrei approfondire: faccio un esempio: condominio di 4 appartamenti con caldaia quindi dimensionata per 4 utilizzi. 2 condomini stanno via tutto l'anno e tengono chiusi i caloriferi; da quello che mi hanno detto la caldaia durante l'anno non consuma il 50 % ma ancora 80 o 90 % di quello che consumerebbe se fossero presenti tutti i condomini. Quindi 2 condomini se non sbaglio pagano per una caldaia dimensionata per 4. Se fosse così non mi sembra giusto. Ringrazio ancora.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » dom dic 21, 2014 20:17

Non è vero, comunque anche se fosse vero, non si capisce perchè chi tiene spenti i caloriferi debba pagare il riscaldamento.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » dom dic 21, 2014 21:45

Quella che ipotizzi è una situazione estrema, poi bisogna vedere se gli appartamenti sono uno sopra l'altro o uno a fianco all'altro. Attualmente il CTI stà discutendo la revisione della UNI10200 e nelle varie richieste c'è anche qualcosa per ottimizzare appunto queste situazioni particolari, si vedrà cosa uscirà.
Come ti ho detto se dal progetto UNI 10200 e fabbisogno ti servono 100.000kWh e la quota involontaria è del 23% sono 23.000 kWh. Se nella stagione due appartamenti sono spenti e consumate comunque il 70%, sarebbero 70.000kWh detratto 23.000 kWh che pagano comunque tutti, per i due appartamenti pagheresti 47.000kWh cioè 23.500 a testa. Se fosse scaldato tutto pagheresti per 19.250 kWh. Quindi è vero che pagheresti di piu' ma è inevitabile dato che il tuo appartamento disperderebbe anche verso gli appartamenti vuoti. Sostanzialmente il problema è che sei sfortunato ad avere dei vicini che non ci sono mai.

Marzio
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Marzio » lun dic 22, 2014 10:26

Buongiorno a tutti,
dopo aver letto quanto sopra vi chiedo una conferma, nel 2012 partecipai ad un incontro tecnico sulla UNI 10200 e fra le tante cose si parlò di un caso analogo a quello riportato da Vinni 60 e in quel caso il relatore rispose che negli edifici condominiali sia con impianto centralizzato o autonomo è VIETATO :shock: lasciare una unità immobiliare con temperatura inferiore a 17°C anche se non abitato, in quanto si incorre nel FURTO DI CALORE, in sintesi l' unità immobiliare non si raffredda, per non dire si scalda grazie al calore generato dalle altre unità immobiliari adiacenti o confinanti.

Tecnicamente niente da ridire, sicuramente in un condominio anni '80 (senza isolamento fra le pareti divisorie) da 30 appartamenti quello che si trova nei piani di mezzo con esposizione favorevole, ha sicuramente un contributo maggiore rispetto all'appartamento all'ultimo o al primo piano.

Ma perchè devo essere obbligato a tenere il riscaldamento acceso anche se sono fuori casa o magari se da proprietario non affitto l'appartamento?

Mi confermate quanto mi hanno raccontato o è una cavolata? Esiste un riferimento legislativo?

Buone Feste a tutti!!!

SuperP
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SuperP » lun dic 22, 2014 11:02

Marzio ha scritto:il relatore rispose che negli edifici condominiali sia con impianto centralizzato o autonomo è VIETATO :shock: lasciare una unità immobiliare con temperatura inferiore a 17°C anche se non abitato, in quanto si incorre nel FURTO DI CALORE, in sintesi l' unità immobiliare non si raffredda, per non dire si scalda grazie al calore generato dalle altre unità immobiliari adiacenti o confinanti.
Magari può essere scritto nel regolamento condominiale... ma come fai a controllare?
Io non parlerei di furto di calore, ma di dispersioni.

SimoneBaldini
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » lun dic 22, 2014 11:25

Che io sappia non c'è nessuna legge che imponga una temperatura minima per gli appartamenti vuoti. Chiamarlo furto è scorretto perchè non è l'appartamento vuoto a prelevare calore ma è l'appartamento riscaldato a cederlo, basta che uno si isoli la parete confinante e la dispersione si limita, ovviamente dove possibile. Comunque analizzando bene la questione rispetto ad una caldaia autonoma, bisogna considerare che se hai la caldaia autonoma e spegni l'impianto tu spendi zero, col centralizzato contabilizzato comunque un fisso almeno del 20/30% lo paghi.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da iltubo » gio apr 02, 2015 00:30

Riprendo questo post per esporre un caso e chiedere qualche consiglio, visto che non mi sono mai occupato di ripartizione del calore (e mai penso me ne occuperò).
Un amico mi chiede consiglio perché nella ripartizione delle spese di riscaldamento del condominio trova strano che i ripartitori del suo appartamento al piano sopra garage tenuto mediamente dai 16 ai 18°C misurino 2000 unità mentre il vicino di casa, appartamento simile, stesso piano, ne misuri 57..... dichiarando che lo tiene spento.
Sinceramente a me quei 57 puzzano un po', mi sembra stranissimo che vivano con il riscaldamento spento.
Gli ho detto di chiedere all'amministratore una verifica delle letture e se possibile delle mappature.
Voi come procedereste per verificare la correttezza dell'installazione, dell'uso, e l'eventuale manomissione (tipo smontaggio e sost. radiatori) degli apparecchi?
Grazie a chiunque porti consiglio.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » gio apr 02, 2015 08:28

Il furto di calore non solo non è vietato, ma è incentivato dalla legge, in quanto massimizza il risparmio energetico.
La legge incentiva chi tiene la temperatura più bassa possibile. Chi meglio di colui che spegne il riscaldamento?

Per quanto riguarda l'ultima domanda, anche a me capitano casi di inquilini che hanno un consumo bassisimo in rapporto agli altri. Tutte le verifiche effettuate hanno stabilito che non ci sono anomalie. Mi sono capitati anche inquilini che non consumano acqua calda. Per due volte l'amministratore mi ha chiesto una verifica sui contatori, e per due volte ho confermato che l'inquilino non usa l'acqua calda, e per due volte ho fatturato l'intervento di verifica del contatore al condominio, con un costo per il condominio superiore a quello dell'importo del consumo presumibile.
O non si lava o si lava con l'acqua fredda. Oppure si lava nei bagni dell'azienda dove lavora. Benefici della contabilizzazione individuale.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » gio apr 02, 2015 09:56

I casi sono tanti e puo' essere benissimo. Con l'acs come ha detto nnn si scoprono casi ecclatanti. Comunque mettere i numeri a questi consumi oltre a creare un iniziale malumore col tempo porterà ad una riduzione sensibile degli sprechi.
Per la manomissione è abbastanza improbabile, solitamente sono dotati di segnalazione di manomissione tranne per casi particolari. Per e ventuali problemi di conteggio è raro che possa accadere in un unico appartamento. Oltre che far verificare al personale il ripartitore l'unico che puo' capire se si scaldano o no è un vicino che ha acceddo all'appartamento.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da girondone » gio apr 02, 2015 10:10

con la 10200 mi pare di ricordare che cmq si paga acs anche se non se ne consuma

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da iltubo » gio apr 02, 2015 12:13

NoNickName ha scritto:Il furto di calore non solo non è vietato, ma è incentivato dalla legge, in quanto massimizza il risparmio energetico.
La legge incentiva chi tiene la temperatura più bassa possibile. Chi meglio di colui che spegne il riscaldamento?
Hai ragione ma trovavo strano un appartamento su garage (anni 80) che tengono spento pur abitandoci.

Secondo Vs esperienza (calcolando 2 appartamenti identici) tra chi tiene 18°C e l'altro "spento" penso che almeno 14°C li debba pur tenere, è plausibile la differenza di lettura da 57 a 2000?

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » gio apr 02, 2015 14:14

Per quanto riguarda la manomissione dei ripartitori, sì, c'è l'allarme. Adesso alcuni produttori mettono anche l'accelerometro per evitare che gli inquilini smontino i caloriferi del tutto. Nel momento in cui il calorifero viene mosso, il ripartitore entra in allarme anche se è fisicamente ancora installato sul corpo scaldante.

Per l'acs a contabilizzazione diretta, si paga solo il costo fisso di manutenzione e conduzione, l'energia del pompaggio e il consumo involontario. Ovviamente non il volontario se di consumo non ce n'è.
iltubo ha scritto:Secondo Vs esperienza (calcolando 2 appartamenti identici) tra chi tiene 18°C e l'altro "spento" penso che almeno 14°C li debba pur tenere, è plausibile la differenza di lettura da 57 a 2000?
Sì, perchè è a feedback positivo: minore la temperatura del "ladro di calore", maggiore la quantità di calore trasmesso dal derubato, in quanto proporzionale al deltaT.
Se il ladro tiene le finestre aperte, aumenta il consumo del derubato, mentre al ladro invece no.
Tenete presente che il consumo è misurato sulla differenza tra temperatura del corpo scaldante e temperatura ambiente, non della temperatura ambiente "tout court". Quindi se il ladro ha 20°, ma i caloriferi freddi perchè il calore proviene dal derubato che invece ha 24°C, il derubato paga per tutti e due. Anzi, se il ladro è fuori casa per la maggiorparte della giornata, il derubato sarà costretto a consumare anche quando normalmente non consumerebbe.
Ho proprio un caso eclatante di due condomini che conducono una vita identica, uno al 5° piano e uno al 6° piano (ultimo).
Quello del 6° è una coppia di pensionati che abita spesso in casa, e deve tenere la casa calda perchè sono anziani e devono contrastare la perdita di calore nel solaio, e così facendo scalda anche il condomino del 5° che invece è un dirigente aziendale single. Praticamente, i pensionati pagano il riscaldamento del dirigente, e se traslocassero un piano sotto, il riscaldamento costerebbe loro un 1/3 di oggi.
SimoneBaldini ha scritto:Comunque mettere i numeri a questi consumi oltre a creare un iniziale malumore col tempo porterà ad una riduzione sensibile degli sprechi.
Quotone.
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da gianlun » gio apr 02, 2015 22:10

Stessa cosa si avrebbe se fossero impianti autonomi

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da iltubo » ven apr 03, 2015 11:03

Grazie NNN effettivamente ci sta che "il ladro" se tiene spento riesce comunque a tenere i 15°C in casa e se si accontenta tutto di guadagnato.

Ok l'esempio del 5° e 6° piano, nel mio caso però 2 appartamenti identici al piano sopra garage. l'unica cosa che non ho appurato e che potrebbe creare ancora più squilibrio è se quello a 2000 "scalda" anche il piano di sopra, mentre quello a 57 "si fa scaldare" dal suo superiore.

Interessante.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da jerryluis » ven apr 03, 2015 23:06

Bisogna anche guardare le cose dalla parte opposta, cioè perchè un proprietario che chiude i caloriferi e non usufruisce del calore deve pagare anche per te?
Il problema è la determinazione di questa percentuale, la UNI10200 prevede che sia un valore fisso in kWh indipendentemente dal consumo. Cioè se il condominio consuma teoricamente 100.000kWh, si applica il 23% per esempio e 23.000 kWh li attribuisci alla quota involontaria, se in quell'anno avete consumato molto meno perchè molti erano sfitti, per esempio consumate 70.000kWh avrai 47.000kWh da attribuire a consumo volontario e sempre i tuoi 23.000kWh a consumo involontario. Facendo le percentuali stagionali sarebbe il 32%.
Bisogna anche considerare che il 50% non è proprio una percentuale allettante per invogliare il risparmio, poi si puo disquisire su quel 23% teorico e qui si apre un mondo, ma per ora è così.
Quando qualcuno saprà spiegarmi perché nel mio box con contratto elettrico dedicato io sono tenuto a pagare obbligatoriamente dei costi fissi anche se non uso la corrente elettrica, o perché anche se non uso il gas metano pago delle quote fisse, allora avrete la risposta a quelle domande..
Adesso vi pongo io un quesito:
Tutti i condomini contabilizzati dagli anni 1980 (circa al 2013) in assenza della uni 10200:2013 o in assenza della lg. 102 del 2014 dobbiamo rifare i millesimi di riscaldamento altrimenti verranno sanzionati?
Secondo vostra interpretazione sì e mi vien bene a pensare a quanto lavoro ci sarebbe :D
Ho invece timore in una sommossa popolare :D
Ora diventerò un coso per usare la cosa+, domani la la cosa++ e chissà a quando la cosa super+ ....
ma a me interessa tutt'altra cosa .....

Marcus
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Marcus » ven apr 03, 2015 23:20

se non vuoi il furto di calore puoi sempre coibentare solai e pareti e il vicino non ruba più

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da girondone » sab apr 04, 2015 08:52

Vero Jerry
Però non erano già a posto prima se non pagavano in base al consumo effettivo

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » sab apr 04, 2015 10:22

Quando qualcuno saprà spiegarmi perché nel mio box con contratto elettrico dedicato io sono tenuto a pagare obbligatoriamente dei costi fissi anche se non uso la corrente elettrica, o perché anche se non uso il gas metano pago delle quote fisse, allora avrete la risposta a quelle domande..
Una potenza impegnata tu l'hai sempre disponibile indipendentemente se la usi o no, perchè mai non dovresti pagare un fisso per questo servizio?
Tutti i condomini contabilizzati dagli anni 1980 (circa al 2013) in assenza della uni 10200:2013 o in assenza della lg. 102 del 2014 dobbiamo rifare i millesimi di riscaldamento altrimenti verranno sanzionati?
Secondo vostra interpretazione sì e mi vien bene a pensare a quanto lavoro ci sarebbe
Io non ne sono tanto convinto, o meglio quelli realizzati senza nessun criterio di misurazione relale, i contaore per esempio, non possono definirsi contabilizzati, lo dicono pure le ultime norme. Per me un condominio contabilizzato con la precedente uni10200 ha solo bisogno del calcolo del fabbisogno, per essere adeguato o poco piu', cosa che comunque non avevano pagano nemmeno prima.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da jerryluis » sab apr 04, 2015 22:34

Marcus ha scritto:se non vuoi il furto di calore puoi sempre coibentare solai e pareti e il vicino non ruba più
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Con tutto il rispetto, ma mi sembra che molti scrivono avulsi dai problemi reali...
Io non ne sono tanto convinto, o meglio quelli realizzati senza nessun criterio di misurazione relale, i contaore per esempio, non possono definirsi contabilizzati, lo dicono pure le ultime norme. Per me un condominio contabilizzato con la precedente uni10200 ha solo bisogno del calcolo del fabbisogno, per essere adeguato o poco piu', cosa che comunque non avevano pagano nemmeno prima.
[\quote]

Cioè se abbiamo condomini contabilizzati con contatori dal 1980 ( i primi che ho visto), convieni con me che dovrebebro essere adeguati tutti alle UNI 10200:2013?
Ditemi solo Si o No! Se vi era un contaore Si contabilizza con strumenti di misura (diversamente da quanto prescive RL) . Corretto?
Diversamente sanzioni dal1/1/2017
Se poi i contacalorie superano i 6 anni in recepimento del DPR (forse 74 del 2014) si sostituicono?
A me sta bene tutto, ma non mi dite che adesso gli Italiani s'infuriano e non appena arriverà qualcuno che vuole infliggere delle sanziani, prendono la lupara e iniziano a fare fuoco ....
Quando è troppo è troppo ....
Ora diventerò un coso per usare la cosa+, domani la la cosa++ e chissà a quando la cosa super+ ....
ma a me interessa tutt'altra cosa .....

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da jerryluis » sab apr 04, 2015 22:43

SimoneBaldini ha scritto: Una potenza impegnata tu l'hai sempre disponibile indipendentemente se la usi o no, perchè mai non dovresti pagare un fisso per questo servizio?
Bravo, ci sono quote fisse che dipendono dalla disponibilità del servizio, ovvero se uno abita in 1 condominio, indipendentemente da quanto disperti o potenziale dispersione (unici aspetti che valuta la 10200) vi è una quota di potenziale servizio, ovvero disponibilità del servizio.
Questo per far notare a tutti che è molto limitativo ricondurre esclusivamente alle dispersioni.
Mi verrebeb da dire che a questo punto gli interventi di efficientamento energetico sovrebebro essere ripartiti in base ai millesimi di energia e non di proprietà.
Chi disperde di più ha interesse a promuovere azioni virtuose e se queste devono essere deliberate a livello condominiale si fa la fine del gay nel momento che chi disperde di più non cooincide con chi ha le proprietà maggiori. Questo è l'assurdo di aver reso cogente una norma tecnica UNI 10200 con altri aspetti civilistici. Non c'è congruità!
Era corretto lasciarla a livello di norma volontaria, così si poteva correggerla senza grandi problemi, ora pensate ogni correzione in corsa quando è cogente...
Ora diventerò un coso per usare la cosa+, domani la la cosa++ e chissà a quando la cosa super+ ....
ma a me interessa tutt'altra cosa .....

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » dom apr 05, 2015 10:18

Cioè se abbiamo condomini contabilizzati con contatori dal 1980 ( i primi che ho visto), convieni con me che dovrebebro essere adeguati tutti alle UNI 10200:2013?
Se sono contabilizzatori sicuramente saranno anche scaduti, se sono semplici contalitri non è contabilizzazione.
Bravo, ci sono quote fisse che dipendono dalla disponibilità del servizio, ovvero se uno abita in 1 condominio, indipendentemente da quanto disperti o potenziale dispersione (unici aspetti che valuta la 10200) vi è una quota di potenziale servizio, ovvero disponibilità del servizio.
Dipende anche dal servizio. Il riscaldamento a colonne è una situazione particolare, hai colonne che passano nel tuo appartamento e cedono calore, cioè il servizio che serve. La scelta d'utilizzare il fabbisogno è una scelta, potevano usare altro ma così non è stato.
Mi verrebeb da dire che a questo punto gli interventi di efficientamento energetico sovrebebro essere ripartiti in base ai millesimi di energia e non di proprietà.
E' una strada, ma qui c'è il cc che è vincolante.
Era corretto lasciarla a livello di norma volontaria..
Le cose volontarie in italia non vanno bene, o si obbliga oppure si lascia stare. Già ci sono fantasie di riparto così, figuriamoci se fosse stata volontaria!

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da simcat » mar apr 07, 2015 10:17

iltubo ha scritto:Grazie NNN effettivamente ci sta che "il ladro" se tiene spento riesce comunque a tenere i 15°C in casa e se si accontenta tutto di guadagnato.
Allora io, quando avremo installato i contacalorie, potrò vincere il premio "ladro dell'anno"! Ad esempio, in camera mia, devo tenere spento, per riuscire ad avere +20°C e non di più..... :D

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da iltubo » mar apr 07, 2015 14:00

:lol: :lol: ho usato la parola "ladro" perché già usata nei post prima per indicare chi, tenendo la T ambiente più bassa costringe gli altri a consumare di più per avere un po di benessere in casa, soprattutto in edifici vecchi senza isolamenti interpiano o sui muri tra U.I. differenti.
Non volevo certo lanciare accuse gratuite. :mrgreen:

Certo è che nel tuo appartamento una volta installati i ripartitori, quello sopra e quello sotto tengono spento dovrai quasi per forza accendere.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da simcat » mar apr 07, 2015 14:49

iltubo ha scritto::lol: :lol: ho usato la parola "ladro" perché già usata nei post prima per indicare chi, tenendo la T ambiente più bassa costringe gli altri a consumare di più per avere un po di benessere in casa, soprattutto in edifici vecchi senza isolamenti interpiano o sui muri tra U.I. differenti.
Non volevo certo lanciare accuse gratuite. :mrgreen:

Certo è che nel tuo appartamento una volta installati i ripartitori, quello sopra e quello sotto tengono spento dovrai quasi per forza accendere.
Diverso calore deriva anche dalle colonne e tratti sottopavimento condominiali e sinceramente ancora non ho capito bene se e come saranno contabilizzati.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » mar apr 07, 2015 18:28

se e come saranno contabilizzati
Non esageriamo, la luna nel pozzo la vedono in tanti ma pretendere che sia li...!

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da 1aELEMENTARE » gio apr 09, 2015 11:15

Be scusate signori ma bisogna inalberarsi cosi per niente la soluzione sta nell'uovo di colombo.....
SE VUOI RISPARMIARE NON TI DEVI RISCALDARE eh su ragazzi e cosi facile
contrabizzalizzione si contrituzzazone no
anche nel comparto contabilizzazione dei consumi della climatizzione invernale si è scoperta l'acqua calda....no scusate l'acqua fredda che costa pue cara!!! :lol: :lol: :lol: :lol:

jerryluis
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da jerryluis » ven apr 10, 2015 23:56

SimoneBaldini ha scritto:
Cioè se abbiamo condomini contabilizzati con contatori dal 1980 ( i primi che ho visto), convieni con me che dovrebebro essere adeguati tutti alle UNI 10200:2013?
Se sono contabilizzatori sicuramente saranno anche scaduti, se sono semplici contalitri non è contabilizzazione.
Non hai percepito il problema: questo significa che tutto il parco condomini contabilizzato prima del 2013 deve subire entro la stagione di riscaldamento 2016/2017 una revisione del metodo riparto spese di riscaldamento .... TE LO STAI IMMAGINANDO?!! Speriamo di non essere imbecilli come i certificatori energetici perché c'é già da rinunciare alle ferie!!
Bravo, ci sono quote fisse che dipendono dalla disponibilità del servizio, ovvero se uno abita in 1 condominio, indipendentemente da quanto disperti o potenziale dispersione (unici aspetti che valuta la 10200) vi è una quota di potenziale servizio, ovvero disponibilità del servizio.
Dipende anche dal servizio. Il riscaldamento a colonne è una situazione particolare, hai colonne che passano nel tuo appartamento e cedono calore, cioè il servizio che serve. La scelta d'utilizzare il fabbisogno è una scelta, potevano usare altro ma così non è stato.
[/quote]
Anche qui non hai percepito la mia critica. Lascia stare la misura delle dispersioni involontarie o meno, tu hai disponibile un servizio (ho il contatore del gas o elettrico sia che entro in casa sia che non ci vado proprio e pago sempre un fisso per il semplice fatto di avere la facoltà di utilizzarlo!)
Mi verrebeb da dire che a questo punto gli interventi di efficientamento energetico sovrebebro essere ripartiti in base ai millesimi di energia e non di proprietà.
E' una strada, ma qui c'è il cc che è vincolante.
Scusa ma i CC che uno calcola "come vuole" visto che non esiste norma tecnica, ma solo un approccio ingegneristico nella sostanza scontano, ma comunque uno paga in proporzione ai consumi, pertanto nulla si può dure che non sia stato ottemperata il principio di proporzionalità. Comunque sia NON è VIETATA L'APPLICAZIONE DI DETTI COEFFICINETI A LINELLO NAZIONALE, SONO PROPRIO STATI IGNORATI. Volontariamente o consapevolmente, non lo sappiamo!
Io so solo che mi sento moralmente in dovere di sputare negli occhi di chi afferma "abito nell'attico e devo pagare di più", perché a fronte di 10 benestanti ci sono almeno 200 poveri cristi che abitano dove hanno trovato alloggio Case Aler/Ater/..... per intenderci e il rispetto verso questi soggetti ci vuole sempre, non vorrei decretare il principio di ignoranza degli imparati.
Su un'abitazione nuova mi sta bene l'applicazione della 10200, seppur non la condivido integralmente, ma su un esistente con tutti problemi visti fino ad ora ci sono pesanti problemi.
Confrontandomi con Amministratori di diverse provincie di diverse regioni Tutti, nessuno escluso, portano avanti il principio che comunque l'Assemblea è sovrana (a torto o ragione non spetta a me), ma è evidente che se la vita condominiale è già difficile e vive su compromessi, l'iposizione di certe regole la distrugge!
Era corretto lasciarla a livello di norma volontaria..
Le cose volontarie in italia non vanno bene, o si obbliga oppure si lascia stare. Già ci sono fantasie di riparto così, figuriamoci se fosse stata volontaria![/quote]
Scusa fino a prima del 2013 mi vuoi dire che non si contabilizzava e che la gente si stracciava le vesti? un po' con i piedi per terra non farebbe male..
Ora diventerò un coso per usare la cosa+, domani la la cosa++ e chissà a quando la cosa super+ ....
ma a me interessa tutt'altra cosa .....

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da girondone » sab apr 11, 2015 10:56

Non trovi scritto 'coeff correttivi vietati'
Ma nella pratica sono vietati eccome

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » sab apr 11, 2015 11:01

Non hai percepito il problema: questo significa che tutto il parco condomini contabilizzato prima del 2013 deve subire entro la stagione di riscaldamento 2016/2017 una revisione del metodo riparto spese di riscaldamento .... TE LO STAI IMMAGINANDO?!! Speriamo di non essere imbecilli come i certificatori energetici perché c'é già da rinunciare alle ferie!!
Direi anche quello dopo il 2013 perchè ad oggi chi ha applicato la 10200:2013 sono ancora una minima parte. La questione secondo me è piu' semplice, cioè i ripartitori durano 10 anni, se li hai installati nel 2012 vuol dire che nel 2022 li devi sostituire, quindi a conti fatti aspetteranno il 2022 per farse anche il progetto, fino ad allora andranno avanti col metodo scelto in assemblea. Francamente non ci vedo nulla di male, quando sarà il momento di sostituirli, la ditta gli dirà semplicemente che va fatto il progetto e dirò di piu' dopo 10 anni potrebbe essere anche il caso di rivedere in progetto se nel frattempo sono intervenuti interventi sostanziali sul condominio (isolamento sottotetto ecc...).
Anche qui non hai percepito la mia critica. Lascia stare la misura delle dispersioni involontarie o meno, tu hai disponibile un servizio (ho il contatore del gas o elettrico sia che entro in casa sia che non ci vado proprio e pago sempre un fisso per il semplice fatto di avere la facoltà di utilizzarlo!)
Ma non puoi paragonare il contatore elettrico o dell'acqua con la contabilizzazione indiretta.
Su un'abitazione nuova mi sta bene l'applicazione della 10200, seppur non la condivido integralmente, ma su un esistente con tutti problemi visti fino ad ora ci sono pesanti problemi.
Confrontandomi con Amministratori di diverse provincie di diverse regioni Tutti, nessuno escluso, portano avanti il principio che comunque l'Assemblea è sovrana (a torto o ragione non spetta a me), ma è evidente che se la vita condominiale è già difficile e vive su compromessi, l'iposizione di certe regole la distrugge!
Facciamola piu' semplice, caldaietta murale per tutti e nessuno avrà piu' da dire nulla. E qui la situazione sarebbe ancora peggio, chi non ci abita praticamente paga zero a discapito integralmente di chi ci abita.
Scusa fino a prima del 2013 mi vuoi dire che non si contabilizzava e che la gente si stracciava le vesti? un po' con i piedi per terra non farebbe male..
Prima dell'obbligo, che non è il 2013 ma qualche anno prima e per il piemonte anche molto prima, chi faceva contabilizzazione era molto raro. Il primo condominio che ho fatto io l'ho fatto perchè si è riqualificata la ct e perchè già si ventilava che a breve ci sarebbe stato l'obbligo.
Ripeto, se non usciva questo obbligo (non della 10200) non ci sarebbe stato tutto questo. Poi come sempre le cose sono fatte all'italiana, si obbliga a fare una cosa, ma non si sa' esattamente cosa si deve fare.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » sab apr 11, 2015 15:24

La norma esplicita un metodo di calcolo che non comprende l'uso di coefficienti correttivi.
Questo non significa affatto che li abbiano ignorati o se ne siano dimenticati. Significa che il metodo di calcolo, non comprendendo l'uso di coefficienti correttivi, non deve integrarli.

Per quanto riguarda la 10200:2013
L'Avv. Riccio al congresso AICARR dl102 ha dato una "brutta notizia". Gli impianti che non avranno ottemperato al dl102 in termini di contabilizzazione non saranno piu' a norma dal 1.1.2017. Quindi i contratti in essere con il 3o responsabile saranno decaduti. Cio' significa che la responsabilita' di quegli impianti tornera' a capo del condominio che non ha le abilitazioni a mantenerlo acceso. In teoria dal 1.1.2017 gli impianti non conformi al dl102 dovranno rimanere spenti
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da redHat » dom apr 12, 2015 08:58

NoNickName ha scritto:La norma esplicita un metodo di calcolo che non comprende l'uso di coefficienti correttivi.
Questo non significa affatto che li abbiano ignorati o se ne siano dimenticati. Significa che il metodo di calcolo, non comprendendo l'uso di coefficienti correttivi, non deve integrarli.
Giá, sarebbe più duro ammettere di avere sbagliato a sostituire i i millesimi di potenza con i millesimi di fabbisogno (PS: nel Prospetto F gli esempi di calcolo però riportano ancora il termine "spesa per potenza termica installata". Quando il diavolo non fa i coperchi... :mrgreen:)
Per quanto riguarda la 10200:2013
L'Avv. Riccio al congresso AICARR dl102 ha dato una "brutta notizia". Gli impianti che non avranno ottemperato al dl102 in termini di contabilizzazione non saranno piu' a norma dal 1.1.2017. Quindi i contratti in essere con il 3o responsabile saranno decaduti. Cio' significa che la responsabilita' di quegli impianti tornera' a capo del condominio che non ha le abilitazioni a mantenerlo acceso. In teoria dal 1.1.2017 gli impianti non conformi al dl102 dovranno rimanere spenti
Nella pratica ci saranno almeno 10 anni di proroghe all'italiana: all'ultimo minuto, anno per anno, come è avvenuto per la L.818/1984, la L. 46/1990, il Dlgs 152/2006, ecc...
Siamo seri: chi veramente crede che in 1 anno si possa adeguare il 95% dell'esistente parco edilizio italiano, adottando tra l'altro una norma complicata, imprecisa, costosa e iniqua nel metodo di ripartizione dei consumi involontari?
A scanso di equivoci sono pienamente favorevole alla contabilizzazione, ci mancherebbe, è solo il sistema di calcolo della "quota fissa" (consumi involontari) che per gli edifici esistenti è, repetita iuvant, complicato, impreciso, costoso ed iniquo.
Aspetta che si muovano le associazioni di categoria e che si presentino i primi ricorsi di illegittimità al 2' comma dell'art. 1123 del C.C. e vedrai che fine fa la nuova UNI 10200: nel cesso.
Scommesse aperte, ci rileggeremo questo post tra qualche anno.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Esa » dom apr 12, 2015 10:16

"la fine della nuova UNI 10200: nel cesso."
Sono d'accordo. Mi chiedo: chi sono i responsabili di questo disastro? Avranno pure un nome e cognome i partecipanti che, tra l'altro, saranno anche andati in giro a fergiarsi del merito. Tutto ciò, mica è avvenuto gratis

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da girondone » dom apr 12, 2015 11:25

Solo ch e questa volta l Italia non può prorogare
La data é nella direttiva europea e due o tre anni li ha persi l Italia a scrivere la legge
Senza contare ch e già doveva farlo da un altra direttiva ancora più vecchia

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » dom apr 12, 2015 12:08

Esa ha scritto:"la fine della nuova UNI 10200: nel cesso."
Sono d'accordo. Mi chiedo: chi sono i responsabili di questo disastro? Avranno pure un nome e cognome i partecipanti che, tra l'altro, saranno anche andati in giro a fergiarsi del merito. Tutto ciò, mica è avvenuto gratis
La norma l'ha scritta Socal e sua figlia, e adottata quasi acriticamente dal comitato.
Sottoscrivo i vostri commenti sulla cervelloticità della norma.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da SimoneBaldini » dom apr 12, 2015 12:41

Nella pratica ci saranno almeno 10 anni di proroghe all'italiana: all'ultimo minuto, anno per anno, come è avvenuto per la L.818/1984, la L. 46/1990, il Dlgs 152/2006, ecc...
Anche per me andrà cosi'.
Siamo seri: chi veramente crede che in 1 anno si possa adeguare il 95% dell'esistente parco edilizio italiano, adottando tra l'altro una norma complicata, imprecisa, costosa e iniqua nel metodo di ripartizione dei consumi involontari?
Impensabile per molti motivi.
A scanso di equivoci sono pienamente favorevole alla contabilizzazione, ci mancherebbe, è solo il sistema di calcolo della "quota fissa" (consumi involontari) che per gli edifici esistenti è, repetita iuvant, complicato, impreciso, costoso ed iniquo.
Come ho già detto anche per me la norma doveva essere piu' pratica e sicuramente meno onerosa.
Aspetta che si muovano le associazioni di categoria e che si presentino i primi ricorsi di illegittimità al d2' comma dell'art. 1123el C.C. e vedrai che fine fa la nuova UNI 10200: nel cesso.
Le associazioni di categoria ormai sono mummificate, non hanno fatto nulla per gli ACE/APE, non hanno fatto nulla per i patentini, non hanno fatto nulla per i nuovi libretti d'impianto, e non faranno nulla per la contabilizzazione.
Del ricorso al 2° comma del C.C. io non penso che ce ne sia la fondatezza, la uni alla fine ha per oggetto la ripartizione, la metodologia è tutt'altra cosa.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da redHat » dom apr 12, 2015 15:35

NoNickName ha scritto:
Esa ha scritto:"la fine della nuova UNI 10200: nel cesso."
Sono d'accordo. Mi chiedo: chi sono i responsabili di questo disastro? Avranno pure un nome e cognome i partecipanti che, tra l'altro, saranno anche andati in giro a fergiarsi del merito. Tutto ciò, mica è avvenuto gratis
La norma l'ha scritta Socal e sua figlia, e adottata quasi acriticamente dal comitato.
Sottoscrivo i vostri commenti sulla cervelloticità della norma.
Mistero della longa manus, certo è che in CTI fino al 2012 in discussione c'era un altro criterio di ripartizione riepilogato dal prospetto sottostante.
In sostanza si riservano i millesimi di potenza agli impianti dotati di contabilizzatori/ripartitori ed i millesimi di fabbisogno agli impianti che ne erano sprovvisti. Dopo si è ribaltato il criterio.
Allegati
bozza2012prospettoRipartizioneSpeseUNI10200.jpg
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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da mat » dom apr 12, 2015 20:30

redHat ha scritto:Siamo seri: chi veramente crede che in 1 anno
1 anno? Veramente sono due essendo la scadenza il 31.12.2016... Che poi al momento della pubblicazione del dlgs, erano due e mezzo. In quel lasso di tempo un paese sviluppato fa qualcosa di più che cambiare delle valvole e installare delle scatolette sui caloriferi; uno sottosviluppato come il nostro potrebbe farcela, direi.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Marcus » dom apr 12, 2015 22:58

Ho letto quasi tutti i commenti, ma mi sembra che una questione importante non sia stata approfondita quanto merita.
Simone Baldini ha fatto l'esempio dei 100.000 KWh di consumo e una quota fissa del 23%.

Ora fino alla vecchia UNi 10200 del 2005 questa percentuale veniva applicata dagli amministratori di condominio per stimare la quota economica da suddividere in base alla tabella millesimale e non i kWh. La differenza è enorme perchè la quota fissa che veniva fuori variava di anno in anno in base ai consumi. Ad esempio:

Se un anno i condomini consumavano 10.000 euro per l'amministratore la quota fissa erano 2.300 Euro. Se a parità di condizioni climatiche abbiamo la metà degli alloggi disabitati e i consumi sono pari a 7.000 euro, la quota fissa diminuiva e diventava di 7000x0,23 = 1610 euro.
Questa tipologia di suddivisione effettivamente andava a penalizzare quelli che l'impianto lo utilizzavano in quanto sappiamo che il calore disperso dalle tubazioni resta costante indipendentemente dai prelievi volontari per cui la quota fissa dovrebbe restare sempre pari a 2300 euro.

la nuova UNI 10200 ha cercato di porre rimedio alla questione precisando che la quota fissa non deve essere espressa in percentuale sui consumi ma bensì nella sua entità che deve essere stimata dal tecnico e poi essere applicata come quota fissa ogni anno.

A questo punto sorgono spontanee una serie di domande a cui la UNI 10200 non mi sembra che dia risposta:
1) anzitutto, una volta stimata, come deve essere comunicata all'amministratore la quota fissa? In kWh/anno, in mc/anno di gas metano, o in euro/anno? I kWh/anno andrebbero bene dal punto di vista tecnico ma l'amministratore non sa cosa siamo, in più ci sono di mezzo dei fattori di conversione da applicare, e quindi mi sembra un dato per lui inapplicabile. Euro(anno sarebbe facile per l'amministratore ma non ha senso poichè il costo del gas varia di anno in anno. In teoria mc/anno di gas metano potrebbe forse essere il giusto compromesso
2) La stima di questi mc/anno di gas metano vengono fatti immagino con una legge 10 dove l'impianto funziona per ipotesi h24, come richiesto dalla uni11300. Nella realtà sappiamo che gli impianto funzionano 12-16 ore al giorno. quindi come ragguagliare la cosa? se va ragguagliata
3) le dispersioni variano di anno in anno in funzione delle stagioni reali e quindi dei gradigiorno, la quota va ragguagliata in base ad essi o no?

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da redHat » lun apr 13, 2015 09:35

SimoneBaldini ha scritto: Le associazioni di categoria ormai sono mummificate, non hanno fatto nulla per gli ACE/APE, non hanno fatto nulla per i patentini, non hanno fatto nulla per i nuovi libretti d'impianto, e non faranno nulla per la contabilizzazione.
Triste verità, ma la maggiore incidenza degli oneri sul singolo (molto numeroso) mi fa ben sperare che nel caso della contabilizzazione si riesca a far muovere anche i rappresentanti-mummificati.
Del ricorso al 2° comma del C.C. io non penso che ce ne sia la fondatezza, la uni alla fine ha per oggetto la ripartizione, la metodologia è tutt'altra cosa.
Avresti piena ragione se UNI-CTI si fosse limitata a quantificare le quote energetiche volontarie ed involontarie, mantenendo i criteri millesimali preesistenti per la ripartizione delle quote energetiche involontarie.
Nel momento che UNI dice anche quali millesimi usare e come calcolarli a mio parere entra (in contrasto) con la metodologia del CC.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Esa » lun apr 13, 2015 09:39

"Nel momento che UNI dice anche quali millesimi usare e come calcolarli a mio parere entra (in contrasto) con la metodologia del CC."
Certo che da tecnici progettisti ci siamo trasformati in avvocati che interpretano o cercano di far sì che "il tribunale" interpreti a nostro favore (=del cliente). Ma tutto questo crea fatturato (=PIL).

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da girondone » lun apr 13, 2015 10:30


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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » lun apr 13, 2015 11:58

Si prendono le fatture del gas e si leggono le quantità in metri cubi:
- consumo G (es.: 513m³)

Dal progetto si desume:
- potere calorifico inferiore gas PCI (es.: 9.45kWh/m³)

Dai dati del produttore della caldaia e dal progetto si desume:
- rendimento caldaia η (es.: 0.85)

E si moltiplicano per trovare il consumo in kWh:
Qu = G x PCI x η = 513 m³ x 9,45 kWh/m³ x 0,85 = 4120,7 kWh
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da Esa » lun apr 13, 2015 12:11

Almeno adesso sappiamo che qualsiasi cosa facciamo andrà bene. Nessuno ha le idee chiare.
Lo riconosce pure il CTI, che saprà pure rivolgersi a chi ha materialmente scritto le norme. Certo che, se è vero quello che dice NNN ...

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Re: Contabilizzazione del calore

Messaggio da NoNickName » lun apr 13, 2015 12:15

Esa ha scritto:Almeno adesso sappiamo che qualsiasi cosa facciamo andrà bene. Nessuno ha le idee chiare.
Lo riconosce pure il CTI, che saprà pure rivolgersi a chi ha materialmente scritto le norme. Certo che, se è vero quello che dice NNN ...
La stessa cosa è scritta in "CTI informa", link pubblicato da girondone, a pagina 21.
Chi si affida ad un professionista “legittimamente attende di ricevere una prestazione diligente, art. 1176 cc”. Non si può esigere che il cliente controlli il lavoro del professionista “quali che siano le sue competenze o qualifiche professionali”.

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